IPSE DIXIT
Non possiamo essere Cristiani, e meno che mai Cattolici, se vogliamo allo stesso tempo essere razionali ed onesti.
Piergiorgio Odifreddi
Perché non possiamo essere cristiani
Chi siamo
L’Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti (UAAR) è l’unica associazione italiana di atei e di agnostici ed è completamente indipendente da forze politiche o da gruppi di pressione di qualsiasi genere.
Si è costituita di fatto nel 1987 proprio a Padova e legalmente nel 1991, presentandosi al pubblico con dibattiti e altre iniziative. Dal 2007 è Associazione di Promozione Sociale Iscrizione al registro nazionale N. 141.
Membro associato della International Humanist & Ethical Union e della Fédération Humaniste Européenne.
Presidenti onorari: Laura Balbo, Carlo Flamigni, Margherita Hack, Dànilo Mainardi, Piergiorgio Odifreddi, Pietro Omodeo, Floriano Papi, Valerio Pocar, Sergio Staino.
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EDITORIALE
Erga omnes?
Beh, sì. Almeno pensavamo, o ci faceva piacere immaginare di crederlo. L'efficacia omnibus della preghiera, un poco ci sconfinferava. Si, sa, ci sono quelli, pensiamo ai monaci e alle monache di clausura, che tanto tempo devono avere, e che pregano per coloro che non possono farlo, e questo ci rassicura molto. In fondo c'è una antica parabola ebraica, che dice che il mondo è sostenuto da sette giusti. Lo dice anche la Bibbia in Genesi cap. 18 quando Abramo tenta di intercedere per la salvezza di Sodoma e lassù Qualcuno comincia a... mercanteggiare "Se si troveranno almeno cinquanta giusti" che poi diventeranno quaranta, venti, fino a diventare dieci, la città si sarebbe salvata, ma a Sodoma, si sa, andò male. Insomma, con nostra grande delusione, siamo stati informati che la preghiera erga omnes non va più bene. E che si risponde solo ai richiedenti meglio se aventi diritto. Volete la prova? Sopra l'antica porta della monumentale Chiesa del Sacro Cuore, a Padova, si legge: “Esaudirò la preghiera di coloro che mi invocheranno in questo tempio”. Capito tutto? Se sei nato in Kenya o a Goteborg, sei fregato. Ma è soprattutto la notizia che ci hanno segnalato in questi giorni, pure comparsa in un quotidiano locale, che ci spinge decisamente a ritenere che per rivolgersi al Creatore bisogna accreditarsi. Ci riferiamo al Dipartimento per le Dipendenze dell'Usl 16 di Padova meglio conosciuto come Sert, centro sanitario di via Dei Colli, dove, a quanto pare, da qualche mese si sperimentano “nuove terapie”, in particolare ogni giovedì alle 8,30, in orario di lavoro, viene celebrata una Messa. I vertici dell'Ente socio-sanitario di via Scrovegni, giurano di non saperne nulla. Alla liturgia partecipano, in orario di servizio, è bene ribadirlo, camici bianchi, infermieri e almeno una quindicina di persone sottoposte a trattamento sanitario. Che si tratti di un nuovo coadiuvante per la cura delle tossicodipendenze? Se però non sei cattolico o se sei addirittura ateo, inutile partecipare al rito? Aldilà delle nostre battute, si conferma l'ennesimo caso di abuso del servizio pubblico che usa i locali pagati dai cittadini per funzioni religiose durante l'orario di lavoro. E l'ennesima discriminazione ai danni dell'altrui credo o non credo. Senza dire del crollo di uno dei nostri pilastri: siamo ateacci, brutti e cattivi, ma almeno qualcuno pregherà per noi! Ed invece, qui siamo all'aiutati che il ciel ti aiuta. Se va bene...
Padova 15/05/2012
Recuperare risorse? Si cominci tagliando i costi della religione
La gravità della crisi economica è tale che tutti parlano di ridurre gli sprechi. Molti parlano di sforbiciare i privilegi della casta politica, ma nessuno, proprio nessuno, parla invece di intervenire sugli enormi contributi che lo Stato eroga ogni anno per fini religiosi.
L'UAAR ricorda che, anche solo lasciando allo Stato la quota delle scelte inespresse dell'Otto per Mille, si recupererebbero ogni anno oltre seicento milioni di euro. Ed introducendo l'CI sui beni ecclesiastici ad uso commerciale, azzerando l'utilizzo degli oneri di urbanizzazione destinati all'edilizia di culto ed eliminando, come Costituzione comanda, ogni onere statale per la scuola privata, la cifra aumenterebbe in modo ancora più sostanzioso.
L'entità della somma che finisce nelle tasche delle organizzazioni ecclesiastiche è sconosciuta persino al governo, e ciò dimostra come in Italia esista una realtà economica semisommersa che sfugge ai controlli. Se bisogna stringere la cinghia, conclude l'UAAR, giustizia vuole che si cominci da chi gode dei privilegi più sostanziosi.
Comunicato stampa UAAR - 08/08/2011
Intervista doppia al cinque e all'otto per mille
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IN PRIMO PIANO
Nessun dogma: il nuovo progetto editoriale dell'Uaar
NEWSLETTER
Newsletter n. 7 del 08/05/2012
AGENDA
Maggio
- 5-12-19-26: Campagna informativa sull'otto per mille.
- 09: Riunione di Circolo
- 16-23-30: Rassegna cinematografica
- 21: Riunione di Circolo
Aprile
- 02: Riunione di Circolo
- 11: Ma che diavolo è?
- 16: Riunione di Circolo
Anno scolastico 2012/2013: l’UAAR scrive alle scuole
È terminato ieri l’invio agli istituti scolastici italiani della lettera UAAR sulla scelta delle attività alternative alla religione cattolica per l’anno scolastico 2012/2013.Nella provincia di Padova è stata indirizzata a 150 dirigenti.
Entro il prossimo 20 febbraio genitori e studenti, con la semplice consegna di due moduli in segreteria (modello E e modello F), possono infatti sottrarsi ad un insegnamento «impartito in conformità alla dottrina della Chiesa» e da docenti scelti a insindacabile giudizio del vescovo: al posto di questo insegnamento dottrinale, hanno il pieno diritto di avvalersi di attività didattiche e formative, oppure di studiare individualmente o con l’assistenza di un docente, oppure di non frequentare la scuola.
L’UAAR invita genitori e studenti a scegliere una scuola migliore, che sviluppi il pensiero critico e una cultura del rispetto, senza insegnamenti ideologici il cui posto è in parrocchia: è sufficiente scaricare il modello E optando per “scelta di non avvalersi dell’insegnamento della religione cattolica”, scaricare il modello F scegliendo tra le quattro possibilità alternative all’IRC e infine consegnare i modelli alla segreteria della scuola.
Contattateci se vengono posti ostacoli: info@oraalternativa.it
Non c'è più religione: la Uaar promuove e difende l'ora alternativa
Non c'è più religione, almeno a scuola. L'ora alternativa all'insegnamento della religione cattolica è un diritto e per difenderlo parte la campagna Uaar di informazione ai cittadini. E «Non c'è più religione. Per chi non la vuole» è lo slogan che campeggerà domani sui più autorevoli settimanali italiani. Oltre alla campagna pubblicitaria, anche banner su internet e cartoline distribuite davanti alle scuole informeranno studenti e genitori. Saranno inoltre disponibili a tutti i facsimile di diffida da inoltrare ai dirigenti scolastici che ostacolino il diritto all'alternativa alla religione cattolica. «L'ora alternativa è un diritto troppo spesso negato nell'ignoranza dei più. - spiega Raffaele Carcano, segretario nazionale dell'Uaar - Ministero e istituzioni non informano adeguatamente e per questo ci muoviamo noi, perché non succeda ancora che le scuole del nostro paese non attivino i corsi alternativi, mettendo in atto, come riconosciuto dal tribunale di Padova il 30 luglio scorso, un comportamento discriminatorio illegittimo.»
La chiesa fa politica? E io mi sbattezzo!
Sbattezzo a Dispenser su Radio2 RAI Lo spot "Non credo", realizzato dall'UAAR quale ultimo atto della campagna per la visibilità dei non credenti, diffuso in questi giorni attraverso il circuito di Popolare Network, è ascoltabile (ma, per ragioni contrattuali, non scaricabile) anche sul sito UAAR Dieci buone ragioni per iscriversi all'UAAR
Spot non credo
CONTATTI
Recapiti
Puoi scrivere all'indirizzo padova@uaar.it o telefonare al seguente numero: 349 3911201
Riunioni
Ci riuniamo di norma il primo e il terzo lunedì del mese alle ore 21,00 in via Tripoli 3 - Padova.
Indirizzo sede
c/o Uffici Quartiere 5 Sud-Ovest, via Tripoli 3, 35141 Padova. Orario di apertura: lunedì dalle 20,30 alle 22,30 (con chiusura estiva).
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