IPSE DIXIT
L'uomo autentico è l'uomo che in una condizione di consapevolezza vive per la giustizia, per l'uguaglianza nei diritti. Non perché siamo tutti uguali ma perché siamo tutti diversi
Telmo Pievani
Chi siamo
L’Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti (UAAR) è l’unica associazione italiana di atei e di agnostici ed è completamente indipendente da forze politiche o da gruppi di pressione di qualsiasi genere.
Si è costituita di fatto nel 1987 proprio a Padova e legalmente nel 1991, presentandosi al pubblico con dibattiti e altre iniziative. Dal 2007 è Associazione di Promozione Sociale Iscrizione al registro nazionale N. 141.
Membro associato della International Humanist & Ethical Union e della Fédération Humaniste Européenne.
Presidenti onorari: Laura Balbo, Carlo Flamigni, Margherita Hack, Dànilo Mainardi, Piergiorgio Odifreddi, Pietro Omodeo, Floriano Papi, Valerio Pocar, Sergio Staino.
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EDITORIALE
Mamma, li turchi…
Si diceva nei tempi andati. E i tempi cambiano clamorosamente. L'Europa in ginocchio per la crisi, forse potrebbe sollevarsi con l'ingresso della Turchia (che è un bricolage di laicità, islam fanatico, islam light) che ha un poderoso prodotto lordo e una settantina di milioni di aspiranti acquirenti dei nostri prodotti. Ci permettiamo di divagare ogni tanto e non prendete troppo sul serio le nostre “ricette” politico-economiche, che esulano dal nostro mandato.
Ben altri pericoli si annidano per la nostra vecchia cara Europa, altro che turchi! Almeno, stando a quanto dichiara l'ineffabile vescovo di Padova Mattiazzo, che di recente incontrando la stampa locale nel giorno del santo patrono dei giornalisti (che annovereremo tra i grandi indimenticabili incontri “istituzionali” tra stampa e regi... pardon, stampa e chiesa patavina) ha parlato del grave rischio della secolarizzazione (“tolto Dio non si sta meglio” ipse dixit), vera minaccia per la nostra società.
I segnali “inquietanti” non mancano. Pochi giorni fa, una statistica rilevava, per esempio, che nel comune di Cadoneghe i matrimoni civili anche nel 2011 e per il terzo anno consecutivo, battono quelli religiosi e la parrocchia di sant'Andrea (sempre in Cadoneghe) ha celebrato un solo matrimonio in un anno. Un'immane tragedia, altro che Tsunami! Poi viene il sospetto, che quelle vecchie volpi dei gonnelloni ecclesiastici, si preoccupino solo dell'aspetto più venale che sociologico. Così arriva anche il parroco che come misura “anticrisi” offre in “saldo” 2 messe al costo di 1. Siamo a questi livelli. E tornando ai matrimoni, forse a qualcuno sarà sfiorata l'idea che i matrimoni religiosi sono spesso un salasso, altro che secolarizzazione! Altro saldo? Prendi due matrimoni e ne paghi uno? No, cosa avete capito? Nello stesso condominio naturalmente e si divide la spesa.
Al Mattiazzo esternatore diciamo: se potessi scegliere tra vivere nella scristianizzata e secolarizzata Scandinavia, o nella religiosissima Africa australe, cosa sceglieresti? Ma pensiamo che, anche stavolta, si avvarrà della facoltà di non rispondere...
Padova 26/01/2012
Recuperare risorse? Si cominci tagliando i costi della religione
La gravità della crisi economica è tale che tutti parlano di ridurre gli sprechi. Molti parlano di sforbiciare i privilegi della casta politica, ma nessuno, proprio nessuno, parla invece di intervenire sugli enormi contributi che lo Stato eroga ogni anno per fini religiosi.
L'UAAR ricorda che, anche solo lasciando allo Stato la quota delle scelte inespresse dell'Otto per Mille, si recupererebbero ogni anno oltre seicento milioni di euro. Ed introducendo l'CI sui beni ecclesiastici ad uso commerciale, azzerando l'utilizzo degli oneri di urbanizzazione destinati all'edilizia di culto ed eliminando, come Costituzione comanda, ogni onere statale per la scuola privata, la cifra aumenterebbe in modo ancora più sostanzioso.
L'entità della somma che finisce nelle tasche delle organizzazioni ecclesiastiche è sconosciuta persino al governo, e ciò dimostra come in Italia esista una realtà economica semisommersa che sfugge ai controlli. Se bisogna stringere la cinghia, conclude l'UAAR, giustizia vuole che si cominci da chi gode dei privilegi più sostanziosi.
Comunicato stampa UAAR - 08/08/2011
Intervista doppia al cinque e all'otto per mille
L'UAAR è un'associazione di promozione sociale. Ciò significa che è possibile indicarla come destinataria del cinque per mille nella dichiarazione dei redditi, come previsto dalla Legge Finanziaria. Il Cinque per mille non è una tassa in più. Semplicemente, il contribuente decide come deve essere utilizzata una parte delle tasse che già deve pagare. Se non decide nulla, il suo Cinque per mille rimane a disposizione dello Stato: se lo destina all'UAAR, quella somma verrà impiegata per la difesa dei diritti civili degli atei e degli agnostici, per l'affermazione della laicità dello stato, per la diffusione del pensiero razionale. Per questo motivo si invitano soci e simpatizzanti a sceglierla come destinataria del loro Cinque per mille: in un'epoca in cui la politica e i mezzi di informazione promuovono sempre più decisamente la presenza religiosa nella società, sostenere un'associazione come la nostra significa dare un piccolo ma importantissimo contributo per la costruzione di un Paese migliore.
La rivista dell'UAAR
The Billboard Campaign
IN PRIMO PIANO
Anno scolastico 2012/2013: l’UAAR scrive alle scuole
È terminato ieri l’invio agli istituti scolastici italiani della lettera UAAR sulla scelta delle attività alternative alla religione cattolica per l’anno scolastico 2012/2013.Nella provincia di Padova è stata indirizzata a 150 dirigenti.
Entro il prossimo 20 febbraio genitori e studenti, con la semplice consegna di due moduli in segreteria (modello E e modello F), possono infatti sottrarsi ad un insegnamento «impartito in conformità alla dottrina della Chiesa» e da docenti scelti a insindacabile giudizio del vescovo: al posto di questo insegnamento dottrinale, hanno il pieno diritto di avvalersi di attività didattiche e formative, oppure di studiare individualmente o con l’assistenza di un docente, oppure di non frequentare la scuola.
L’UAAR invita genitori e studenti a scegliere una scuola migliore, che sviluppi il pensiero critico e una cultura del rispetto, senza insegnamenti ideologici il cui posto è in parrocchia: è sufficiente scaricare il modello E optando per “scelta di non avvalersi dell’insegnamento della religione cattolica”, scaricare il modello F scegliendo tra le quattro possibilità alternative all’IRC e infine consegnare i modelli alla segreteria della scuola.
Contattateci se vengono posti ostacoli: info@oraalternativa.it
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Newsletter n. 2 del 05/02/2012
AGENDA
Febbraio
12/02/12 Liberi di non credere?
Gennaio
Non c'è più religione: la Uaar promuove e difende l'ora alternativa
Non c'è più religione, almeno a scuola. L'ora alternativa all'insegnamento della religione cattolica è un diritto e per difenderlo parte la campagna Uaar di informazione ai cittadini. E «Non c'è più religione. Per chi non la vuole» è lo slogan che campeggerà domani sui più autorevoli settimanali italiani. Oltre alla campagna pubblicitaria, anche banner su internet e cartoline distribuite davanti alle scuole informeranno studenti e genitori. Saranno inoltre disponibili a tutti i facsimile di diffida da inoltrare ai dirigenti scolastici che ostacolino il diritto all'alternativa alla religione cattolica. «L'ora alternativa è un diritto troppo spesso negato nell'ignoranza dei più. - spiega Raffaele Carcano, segretario nazionale dell'Uaar - Ministero e istituzioni non informano adeguatamente e per questo ci muoviamo noi, perché non succeda ancora che le scuole del nostro paese non attivino i corsi alternativi, mettendo in atto, come riconosciuto dal tribunale di Padova il 30 luglio scorso, un comportamento discriminatorio illegittimo.»
La chiesa fa politica? E io mi sbattezzo!
Sbattezzo a Dispenser su Radio2 RAI Lo spot "Non credo", realizzato dall'UAAR quale ultimo atto della campagna per la visibilità dei non credenti, diffuso in questi giorni attraverso il circuito di Popolare Network, è ascoltabile (ma, per ragioni contrattuali, non scaricabile) anche sul sito UAAR
Spot non credo
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Recapiti
Puoi scrivere all'indirizzo padova@uaar.it o telefonare al seguente numero: 349 3911201
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Ci riuniamo di norma il primo e il terzo lunedì del mese alle ore 21,00 in via Tripoli 3 - Padova.
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