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Circolo UAAR di Padova, Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti, www.uaar.it/padova/



IPSE DIXIT

Senza la religione, ci sarebbero persone buone che fanno cose buone e persone cattive che fanno cose cattive. Ma perché persone buone facciano cose cattive, serve la religione.


Steven Weinberg

1999


Chi siamo


L’Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti (UAAR) è l’unica associazione italiana di atei e di agnostici ed è completamente indipendente da forze politiche o da gruppi di pressione di qualsiasi genere.

Si è costituita di fatto nel 1987 proprio a Padova e legalmente nel 1991, presentandosi al pubblico con dibattiti e altre iniziative. Dal 2007 è Associazione di Promozione Sociale Iscrizione al registro nazionale N. 141.

Membro associato della International Humanist & Ethical Union e della Fédération Humaniste Européenne.

Presidenti onorari: Laura Balbo, Carlo Flamigni, Dànilo Mainardi, Piergiorgio Odifreddi, Pietro Omodeo, Valerio Pocar, Sergio Staino.

Sito nazionale

Le tesi dell’UAAR



Cerca nel sito:

La Chiesa ci costa 6 miliardi di euro l’anno.

Al via la campagna #Chiedilialoro

Dove trovare 2,3 miliardi per il bonus alle pensioni minime? O 4 miliardi per il post-terremoto?

Con l’hashtag #Chiedilialoro — che risponde alla pubblicità 8 per mille della Chiesa cattolica, “Chiedilo a loro” — l'’Uaar lancia oggi, sui propri canali e social network, una mini-campagna di informazione sui costi sostenuti dallo Stato a favore della Chiesa cattolica.

«In questo periodo di discussione sulla legge di stabilità, in cui tanta fatica si fa per far quadrare i conti, ci sembra utile richiamare l’attenzione dei cittadini su quei 6 miliardi di euro che ogni anno escono dalle casse dello Stato per finire in quelle della Chiesa cattolica», spiega Stefano Incani, segretario dell’Uaar.

«Non tutti infatti sanno che ogni anno attraverso il meccanismo dell’8 per mille circa un miliardo di euro finisce nelle casse della Chiesa o che altrettanto costa l’Irc-Insegnamento della religione cattolica, i cui docenti, scelti dalla Curia, sono pagati dallo Stato. O, ancora, che ammontano a circa 600 milioni di euro le mancate entrate derivanti dalle esenzioni Imu (Ici, Tares, Tasi). Senza contare — prosegue Incani — che destinare oltre 6 miliardi di euro ogni anno alla Chiesa cattolica significa, per un Paese indebitato, pagare anche interessi su tale somma. Poiché il costo medio del debito italiano nel 2014 è stato dell’1,35%, gli interessi pagati per far fronte ai costi pubblici della Chiesa ammontano a circa 87,5 milioni».

«Per questo abbiamo avviato la mini-campagna #Chiedilialoro che si avvale di una serie di immagini da condividere sui social network con slogan semplici e diretti: “4 miliardi di danni per il terremoto in Centro Italia, dove trovarli? La Chiesa costa allo Stato italiano più di 6 miliardi di euro l’anno: #Chiedilialoro”; “2,3 miliardi all’anno per il bonus alle pensioni minime, dove trovarli? #Chiedilialoro”».

«Invece di impegnarsi in un braccio di ferro con l’Unione europea sul passaggio del deficit dal 2,2% al 2,3%, il governo Renzi avrebbe potuto molto più facilmente rivedere le tante elargizioni a favore della Chiesa che dissanguano le nostre casse a livello statale, regionale e comunale. Da sempre l’Uaar si batte affinché la Chiesa cattolica e le altre confessioni non incidano sulle finanze dello Stato: lo consideriamo un impegno doveroso, tanto più in una fase di crisi come quella che stiamo vivendo. Un impegno – conclude il segretario dell’Uaar — che questo governo dovrebbe assumersi».

25 ottobre 2016




Campagna tesseramento UAAR


Manifesto d'intenti UAAR

Cosa vogliamo

Le nostre tesi cominciano sostenendo che, in un paese migliore, un'associazione come l'Uaar non dovrebbe nemmeno esistere. Lo ribadiamo anche in questa occasione. Perché la ragion d'essere dell'Uaar, il riconoscimento dei diritti civili laici, è già inscritta nell'articolo 3 della Costituzione e nella Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo. Se l'Uaar esiste, non è certo per criticare gratuitamente la religione. L'Uaar non è un'associazione antireligiosa. È invece nata per contribuire a innovare un paese pesantemente condizionato in senso confessionale. Difende la libertà di espressione, ma non pratica e non invita a praticare la blasfemia. Argomenta, non urla. L'Uaar è nata per rappresentare gli atei e gli agnostici e le loro idee, per tutelare i loro diritti civili, e per affermare il principio costituzionale di laicità dello Stato. Il problema principale, in Italia, non è rappresentato dalla religione, un fenomeno peraltro in costante calo. È rappresentato invece dagli atteggiamenti supini di una classe politica incapace di distinguere tra laicità e clericalismo, tra sacro e profano, tra scienza e dogma, tra argomentazione e catechismo, tra diritti individuali e privilegi delle comunità di fede. È per questo che l'Italia è un paese dove si può essere censurati se si tenta di scrivere che Dio non esiste, e dove è praticamente impossibile ascoltare in televisione una critica alle gerarchie ecclesiastiche. Gli atei e gli agnostici sono tollerati. Purché rimangano zitti. Eppure gli atei e gli agnostici non sono affatto pochi: dieci milioni, affermano fonti indipendenti. Vivono in questo paese da prima che nascesse Gesù Cristo, ma nessuno lo sa. Il loro numero è in costante crescita, ma nessun organo di informazione ve lo dirà. Secondo gli studi disponibili, rispetto alla media della popolazione sono più giovani, più istruiti, più aperti al nuovo, più tolleranti nei confronti di chi viene troppo spesso dipinto come diverso: stranieri, omosessuali, ragazze madri, appartenenti a religioni di minoranza. Ma nemmeno i sociologi hanno il coraggio di evidenziarlo. Bene, l'Uaar è al servizio di quei dieci milioni. Senza imporre nulla a nessuno. Vuol ascoltare cosa hanno da dire. Vuol far conoscere quanto di bello c'è nelle loro vite e nelle loro idee. Vuole portare le loro istanze alla classe dirigente. Vuole aiutarli a difendere le loro ragioni in tribunale. Vuole un paese in cui nessun ateo e nessun agnostico debba essere stigmatizzato, patire ingiustizie o pagare qualche conseguenza perché si dichiara ateo o agnostico. Vuole un paese in cui credenti e non credenti abbiano gli stessi diritti di cittadinanza all'interno dello spazio pubblico. E istituzioni separate da qualsiasi condizionamento confessionale. L'Uaar vuol essere al fianco anche di tutti coloro che vogliono che l'Italia sia finalmente uno Stato laico non solo in teoria, ma anche in pratica. Un obbiettivo che è nell'interesse di tutti. È per questo motivo che l'Uaar vuol stare al fianco delle donne che lottano per i propri diritti; dei gay e delle lesbiche che si battono per un riconoscimento legislativo; di chi quotidianamente difende la ricerca scientifica e il pensiero critico; dei genitori che vogliono educare i propri figli senza imposizioni identitarie e ideologiche, affinché essi possano scegliere a ragion veduta una volta adulti; dei giovani che vogliono coltivare liberamente i propri progetti di vita, esprimendo le proprie capacità senza subire influenze religiose. Ma anche di coloro che hanno il coraggio di dichiararsi atei in paesi in cui, a farlo, si rischia la pena di morte. Vogliamo che l'Italia cambi, e che raggiunga finalmente livelli di civiltà e giustizia degni di un paese europeo. Vogliamo un paese in cui sono riconosciute le unioni di fatto e l'autodeterminazione contenuta nei testamenti biologici, un paese che non discrimina in base all'orientamento sessuale, un paese che non criminalizza il ricorso all'eutanasia. Vogliamo che sia posta fine ai cospicui privilegi concessi alle confessioni religiose, primi fra tutti l'Otto per Mille e il catechismo a scuola. Non siamo utopisti. Pensiamo invece che sia ancora possibile fermare il declino dell'Italia e che si possa costruire, insieme, una società contraddistinta da un reale pluralismo e dal pacifico rispetto delle scelte individuali. E dei diritti individuali. Perché una società che accorda diritti a comunità su base religiosa o etnica è una società che indebolisce i diritti del singolo individuo. Perché questi scopi divengano realtà, perché la richiesta di diritti civili laici divenga legge occorre un'associazione fortemente rappresentativa. Finché la stragrande maggioranza dei politici avrà atteggiamenti clericali, accogliendo senza discutere le più bizzarre richieste delle gerarchie ecclesiastiche, di un'associazione come l'Uaar ci sarà sempre un gran bisogno. Di un'associazione che non si schiera con nessun partito, ma che incita e sostiene ogni politico indipendentemente dalla sua collocazione che si batte per la laicità dello Stato. Senza far sconti a nessuno. Finché anche un solo non credente sarà costretto a fingere di essere credente, l'Italia non potrà essere considerato un paese realmente libero, civile, laico e democratico. Non vendiamo fumo: ognuno può valutare quanto e come agiamo. Ma c'è ancora tanto, tantissimo da fare. Realizziamolo insieme.

Il manifesto d'intenti UAAR






Campagna occhiopermille

Intervista doppia al cinque e all'otto per mille



Campagna 5x1000 UAAR


Cinque per mille all'UAAR

L'UAAR è un'associazione di promozione sociale. Ciò significa che è possibile indicarla come destinataria del cinque per mille nella dichiarazione dei redditi, come previsto dalla Legge Finanziaria. Il Cinque per mille non è una tassa in più. Semplicemente, il contribuente decide come deve essere utilizzata una parte delle tasse che già deve pagare. Se non decide nulla, il suo Cinque per mille rimane a disposizione dello Stato: se lo destina all'UAAR, quella somma verrà impiegata per la difesa dei diritti civili degli atei e degli agnostici, per l'affermazione della laicità dello stato, per la diffusione del pensiero razionale. Per questo motivo si invitano soci e simpatizzanti a sceglierla come destinataria del loro Cinque per mille: in un'epoca in cui la politica e i mezzi di informazione promuovono sempre più decisamente la presenza religiosa nella società, sostenere un'associazione come la nostra significa dare un piccolo ma importantissimo contributo per la costruzione di un Paese migliore.



Campagna senza D



IN PRIMO PIANO

Il video della conferenza "Unioni civili, diritti, laicità"


Trent'anni da Dio, facendone a meno


AGENDA

Dicembre 2016

- 4: Trent'anni da Dio, facendone a meno

Novembre 2016

- 16: Conferenza sulle Unioni civili

- 22: Assemblea annuale di Circolo

Ottobre 2016

- 25: Assemblea di Circolo

Settembre 2016

- 20: Assemblea di Circolo

Giugno 2016

- 07: Assemblea di Circolo

Marzo 2016

- 23: Conferenza sui vaccini

Febbraio 2016

- 18: Assemblea precongressuale

- 26: Darwin day 2016

Gennaio 2016

- 13: Assemblea di Circolo

Dicembre 2015

- 03: Assemblea annuale di Circolo

- 17: Assemblea di Circolo

Luglio 2015

- 3-4: Festa provinciale di Sel

Maggio 2015

- 22: Proiezione film

Aprile 2015

- 30: Assemblea di Circolo

Marzo 2015

- 27: Serata conviviale

Febbraio 2015

- 25: Assemblea di Circolo




I costi pubblici della Chiesa




No IRC


Non c'è più religione: la Uaar promuove e difende l'ora alternativa



Non c'è più religione, almeno a scuola. L'ora alternativa all'insegnamento della religione cattolica è un diritto e per difenderlo parte la campagna Uaar di informazione ai cittadini. E «Non c'è più religione. Per chi non la vuole» è lo slogan che campeggerà domani sui più autorevoli settimanali italiani. Oltre alla campagna pubblicitaria, anche banner su internet e cartoline distribuite davanti alle scuole informeranno studenti e genitori. Saranno inoltre disponibili a tutti i facsimile di diffida da inoltrare ai dirigenti scolastici che ostacolino il diritto all'alternativa alla religione cattolica. «L'ora alternativa è un diritto troppo spesso negato nell'ignoranza dei più. - spiega Raffaele Carcano, segretario nazionale dell'Uaar - Ministero e istituzioni non informano adeguatamente e per questo ci muoviamo noi, perché non succeda ancora che le scuole del nostro paese non attivino i corsi alternativi, mettendo in atto, come riconosciuto dal tribunale di Padova il 30 luglio scorso, un comportamento discriminatorio illegittimo.»

Informazioni sulla campagna

Video 'Ci sei o non la fai?'




Quanto ci costa la Chiesa?


Spot non credo

Lo spot "Non credo", realizzato dall'UAAR quale ultimo atto della campagna per la visibilità dei non credenti, diffuso in questi giorni attraverso il circuito di Popolare Network, è ascoltabile (ma, per ragioni contrattuali, non scaricabile) anche sul sito UAAR

Ascolta lo spot

Dieci buone ragioni per iscriversi all'UAAR



La chiesa fa politica? E io mi sbattezzo!

Sbattezzo

Sbattezzo in TV su Rai 1

Sbattezzo su Red TV

Sbattezzo a Dispenser su Radio2 RAI



La rivista dell'UAAR

L'Ateo



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