IPSE DIXIT
Per me la religione ebraica, così come tutte le altre religioni, è l'incarnazione delle superstizioni più infantili, e la parola "dio" non è altro che l'espressione e il prodotto della debolezza umana
Albert Einstein
Chi siamo
L’Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti (UAAR) è l’unica associazione italiana di atei e di agnostici ed è completamente indipendente da forze politiche o da gruppi di pressione di qualsiasi genere. Essa si è costituita di fatto nel 1987 proprio a Padova e legalmente nel 1991, presentandosi al pubblico con dibattiti e altre iniziative. Dal 2007 è Associazione di Promozione Sociale Iscrizione al registro nazionale N.141.
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Presidenti onorari: Laura Balbo, Carlo Flamigni, Margherita Hack, Dànilo Mainardi, Piergiorgio Odifreddi, Pietro Omodeo, Floriano Papi, Valerio Pocar, Emilio Rosini, Sergio Staino.
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I video di “Liberi di non credere”
L’UAAR ha pubblicato i video degli interventi succedutisi durante "Liberi di non credere" - primo meeting nazionale per un paese laico e civile, svoltosi il 19 settembre a Roma. » Video
Dopo la sentenza sui crocifissi in classe, minacce e intimidazioni in tutta Italia
Gli atei italiani denunciano numerosi episodi persecutori e intimidatori giunti al loro indirizzo dopo la sentenza della Corte europea dei diritti dell'uomo sull'illegittimità del crocifisso in classe. Tre croci, accompagnate dalla scritta «Cristo», sono state dipinte sulla recinzione della casa della famiglia promotrice dell'azione legale. L'Uaar ha ricevuto messaggi minatori e insulti via mail. Il gruppo Facebook Se stacchi il crocifisso ti stacco le mani ha raggiunto i quindicimila adepti. Crocifissi sono stati appesi sulla porta della sede Uaar di Treviso, insieme alla scritta: «la vostra ragione non cancellerà la nostra tradizione». E ieri, davanti alla sede del partito radicale romano, è esplosa una bomba carta. Come firma, di nuovo un crocifisso. «Ci pare evidente - dichiara Raffaele Carcano, segretario nazionale dell'Uaar - che questi sono i frutti della gogna mediatica allestita dai vari La Russa, Sgarbi, Santanchè, Meluzzi, sindaci leghisti, tutta la compagnia tribale che ha da subito insultato senza ritegno chi ha solo provato a difendere un principio costituzionale. Adesso, gli stessi che si sono impegnati per quel diritto costituzionale si vedono limitati nella propria libertà». A loro, alla famiglia di Abano Terme al centro della vicenda, va la piena solidarietà di atei e agnostici italiani. «Non possiamo fare a meno di rilevare il silenzio assordante delle gerarchie ecclesiastiche su questi episodi. - conclude Carcano - Per questo ci permettiamo di suggerire loro di condannarli in fretta: se veramente vogliono convincerci che il crocifisso è un simbolo d'amore non è tacendo che ci riusciranno. E soprattutto, non è tacendo che dovrebbero fare di fronte a chi è cattolico davvero e, magari, si aspetterebbe un altro tipo di dialettica sulla questione».
Una giornata storica
Dopo sette anni di estenuante battaglia è arrivato il pronunciamento conclusivo sulla questione della presenza di simboli religiosi nelle aule scolastiche, promosso da soci del nostro circolo. A Soile, a Massimo, ai ragazzi, va la gratitudine di tutta l'UAAR e dei cittadini democratici.
Comunicato stampa del 03.11.09 - Grande successo per la laicità: l’Europa dice «no» ai crocifissi in classe
La Corte Europea dei diritti dell’uomo ha detto «no» ai crocifissi in classe, pronunciandosi sul ricorso di una cittadina italiana, socia Uaar. L’Unione degli atei e degli agnostici razionalisti ha infatti promosso, sostenuto e curato tecnicamente tutto l’iter giuridico, che era già passato da Tar del Veneto, Corte Costituzionale e Consiglio di Stato. Quest’ultimo aveva stabilito la legittimità della presenza del crocifisso in classe, adottando per di più la formula del «crocifisso quale simbolo della laicità dello Stato»: una linea chiaramente sconfessata da Strasburgo. «È un grande giorno per la laicità italiana. - sostiene Raffaele Carcano, segretario nazionale dell’Uaar - Siamo dovuti ricorrere all’Europa per avere ragione, ma finalmente la laicità dello Stato italiano, affermata da tutti a parole, trova conferma in un provvedimento epocale». «Gli alunni potranno finalmente studiare in una classe priva di simboli religiosi.- prosegue Carcano – Perché la scuola è laica, cioè di tutti: credenti e non credenti. Ed è assurdo che bambini anche di pochi anni siano costretti a subire l’inevitabile condizionamento indotto dalla presenza del simbolo di una sola confessione religiosa».
Bilancio Giornata Nazionale Sbattezzo.
Una raccomandata, una visita all'ufficio postale. E lo sbattezzo è fatto. Moltiplicatelo per ottocentoventi ed ecco a voi la seconda giornata nazionale dello sbattezzo. Gli ottocentoventi, tutti insieme, hanno infatti inviato la richiesta di cancellazione degli effetti civili del battesimo ai parroci della parrocchia in cui furono battezzati da bambini, per affermare il proprio diritto di non essere più considerati dallo Stato come sudditi della Chiesa cattolica, secondo quanto stabilito nel 1999 dal Garante per la privacy. Siamo soddisfatti del risultato della nostra giornata nazionale anche perché ilnumero di sbattezzati aumenta di anno in anno e molti lo fanno in completa autonomia, semplicemente scaricando il modulo dal nostro sito. Per questo non è possibile sapere con precisione il numero dei fuoriusciti dalla Chiesa cattolica, tranne nella giornata nazionale dello sbattezzo. L'anno scorso furono 1032, distribuiti in tutto il paese. L'attenzione allo sbattezzo sta crescendo in tutto il mondo: solo negli ultimi giorni, l'iniziativa è stata oggetto di numerosi servizi sui giornali, alla radio e alla tivù in Francia e Belgio.
La chiesa fa politica? E io mi sbattezzo!
» Sbattezzo a Dispenser su Radio2 RAI In un incontro tra le associazioni laiche e le confessioni religiose di minoranza promotrici del ricorso al TAR sui crediti formativi, si è
convenuto, su concorde consiglio degli avvocati, di impugnare il Regolamento sulla valutazione degli alunni nella parte in cui prevede
la partecipazione degli insegnanti di religione cattolica alla formazione del consiglio di classe che attribuisce i crediti scolastici, data
l'ambiguità della norma. Il termine per la proposizione del ricorso scade il prossimo 16 novembre. Il ricorso dovrebbe essere proposto non solo
da associazioni e confessioni, ma anche da studenti. Poiché il regolamento attuale si rivolge a tutti i cicli scolastici, il ricorso potrà
essere promosso da studenti del 3°, 4° e 5° anno della scuola secondaria superiore. Il mandato relativo a studenti/esse non maggiorenni deve essere
conferito da entrambi i genitori assieme al figlio/a. Chi fosse interessato è invitato a rispondere a strettissimo giro di posta. A genitori / studenti non
sarà ovviamente chiesto un centesimo per la partecipazione all'iniziativa e sarà garantito il massimo della privacy. Presentata la “Seconda Sindone” al convegno del Cicap
Il professor Luigi Garlaschelli ha presentato in data 10/10/09, durante l’XI Convegno nazionale del Cicap che si è tenuto ad Abano Terme, la “Seconda Sindone”, la cui realizzazione è stata finanziata anche dalla Uaar. Davanti ad una sala gremita - presenti tra l’altro anche alcuni sindonologi autenticisti - il professor Garlaschelli ha esposto i risultati dei suoi studi. La presentazione al pubblico è stata preceduta da una conferenza stampa, durante la quale è intervenuto anche Raffaele Carcano, segretario nazionale della Uaar.
«L´Uaar ha voluto finanziare la fabbricazione della nuova Sindone per dimostrare come sia possibile produrne una anche con le tecnologie che erano disponibili a un bravo falsario del 1300. Del resto il vescovo di Troyes, Henri de Poitiers, già a metà del Trecento aveva dichiarato il lino un falso, e gli scienziati che nel 1988 hanno eseguito la datazione col Carbonio 14 lo hanno confermato: trattasi di artefatto di buona fattura di sette secoli fa», spiega il segretario nazionale della Uaar Raffaele Carcano. Dopo la sua presentazione, l´Uaar esporrà al pubblico l´autentica Sindone fai-da-te nel corso di un ciclo di conferenze di Luigi Garlaschelli, in modo che possa essere osservata e studiata da tutti, fedeli e razionalisti di granito.
Ricorsi sui crediti formativi Irc.
Spot non credo
Lo spot "Non credo", realizzato dall’UAAR quale ultimo atto della campagna per la visibilità dei non credenti, diffuso in questi giorni attraverso il circuito di Popolare Network, è ascoltabile (ma, per ragioni contrattuali, non scaricabile) anche sul sito UAAR
Premio di laurea UAAR 2009
Nel corso dell’assemblea dei circoli UAAR, svoltasi a Rimini il 01/11/09, sono stati assegnati i premi di laurea UAAR 2009. Nella categoria giuridica è risultata vincitrice Lisa Iovane di La Spezia, laureatasi presso la facoltà di giurisprudenza dell’Università di Firenze con la tesi Pronunciamenti del magistero ecclesiastico e il principio di laicità dello Stato: il caso dei Dico. Nella categoria umanistica è risultata vincitrice Anna Zoli di Forlimpopoli (FC), laureatasi presso la facoltà di scienze della comunicazione dell’Università di Macerata con la tesi Lo stereotipo del pericolo omosessuale nei documenti ufficiali della Chiesa. Le due tesi saranno pubblicate sul sito UAAR nelle prossime settimane.
» Il regolamento dell'edizione 2009
» La domanda di partecipazione
Campagna bus

L’idea dei bus “atei” è stata della British Humanist Association, ed è stata poi ripresa negli Stati Uniti, in Australia, in Spagna. È ora venuto il momento dell’Italia: l’UAAR è pronta a fare la sua parte in questa iniziativa ormai mondiale di promozione dell’incredulità. «La cattiva notizia è che Dio non esiste. Quella buona è che non ne hai bisogno». Il messaggio scelto dall’UAAR è stato ideato in Italia: è un messaggio che vuole invitare a riflettere, con l’aggiunta di un pizzico di fiducia e ottimismo in chiave umanista. Un messaggio che vuole evidenziare la praticabilità di un’etica senza dogmi, in un Paese dove da ogni parte si avverte la pervasività della presenza cattolica. Gli atei e gli agnostici italiani sono milioni, dicono le inchieste sociologiche. Nel loro stesso interesse, è tempo che escano dal silenzio e facciano percepire alla popolazione italiana la loro consistenza. La nostra campagna ha anche questo obiettivo. Ma, perché abbia successo, è indispensabile che i non credenti italiani diano il loro contributo.
» Sostieni la campagna con una donazione
» Riflessioni UAAR sull'avvio della campagna
Nuova, grave violazione della libertà di espressione di atei e agostici
L’UAAR, sulla scorta dei risultati della consultazione avviata tra i navigatori del suo sito, aveva presentato una terza proposta a IGPDecaux, concessionaria della pubblicità sui mezzi di trasporto pubblici su quasi tutto il territorio nazionale, con un nuovo slogan, “La buona notizia è che anche Zeus non esiste. Quella cattiva, è che solo di Zeus puoi dirlo”, accompagnato dalla firma (in gergo pubblicitario ‘payoff’) “uaar.it - Liberi di non credere in Dio”. I bozzetti sono stati rifiutati da IGPDecaux, che ha chiesto di eliminare il payoff. L’associazione ha detto no a questa prevaricazione e, nel preannunciare che si tutelerà e tutelerà i diritti dei non credenti nelle sedi opportune, informa che risponderà con una diversa iniziativa pubblicitaria, che deve necessariamente prescindere dall’utilizzo degli autobus. Si passa alla carta stampata.
La Repubblica - 17 maggio 09, pag. 5

Cinque per mille all'UAAR
L’UAAR è un’associazione di promozione sociale. Ciò significa che è possibile indicarla come destinataria del cinque per mille nella dichiarazione dei redditi, come previsto dalla Legge Finanziaria. Il Cinque per mille non è una tassa in più. Semplicemente, il contribuente decide come deve essere utilizzata una parte delle tasse che già deve pagare. Se non decide nulla, il suo Cinque per mille rimane a disposizione dello Stato: se lo destina all’UAAR, quella somma verrà impiegata per la difesa dei diritti civili degli atei e degli agnostici, per l’affermazione della laicità dello stato, per la diffusione del pensiero razionale. Per questo motivo si invitano soci e simpatizzanti a sceglierla come destinataria del loro Cinque per mille: in un’epoca in cui la politica e i mezzi di informazione promuovono sempre più decisamente la presenza religiosa nella società, sostenere un’associazione come la nostra significa dare un piccolo ma importantissimo contributo per la costruzione di un Paese migliore. L’Agenzia delle Entrate non ha ancora fornito informazioni definitive a riguardo delle modalità di scelta, e persino in merito alla presentazione delle domande. Alcuni contribuenti che hanno già ricevuto il CUD, oppure sono stati contattati dal loro CAAF per l’appuntamento per la dichiarazione annuale, hanno tuttavia già contattato l’UAAR per chiedere le modalità con cui effettuare la destinazione del cinque per mille. Per destinare il 5 per mille è sufficiente compilare lo spazio riservato sulle dichiarazioni dei redditi (CUD, 730, Unico) nel seguente modo:
- apporre la propria firma nel riquadro “Sostegno delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale, delle associazioni di promozione sociale, delle associazioni riconosciute che operano nei settori di cui all’art. 10, c.1, lett a), del D.Lgs. n. 460 del 1997 e delle fondazioni nazionali di carattere culturale”;
- riportare il codice fiscale dell’UAAR (92051440284) nello spazio collocato subito sotto la firma.
Contatti
Recapiti
Puoi scrivere all'indirizzo padova@uaar.it, o telefonare ai seguenti numeri: 049 8762305 (fisso), 377 2106765 (cellulare).
Sede
La sede del circolo è presso la Casa delle Associazioni ‘Leonardo da Vinci’, in via dei Colli 108 sala C (al primo piano, la seconda aula da sinistra). Condividiamo la sala con altre associazioni del quartiere Brentella secondo l’orario:
| mercoledì | 21:00 - 23:30 |
Ci riuniamo di norma ogni primo mercoledì del mese. Controlla anche le attività)
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