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Padova città del Santo? Sì, no, forse

L'annuale sacra kermesse delle celebrazioni antoniane di giugno con annessi e connessi si è conclusa con il consueto bagno di folla. Ancora l'anno scorso ci eravamo espressi riguardo al cosiddetto 'culto delle reliquie' attraverso una lettera inviata al Mattino, suscitando la reazione indignata di un lettore al quale abbiamo, o meglio avremmo voluto, controreplicare. Trovate tutto su questo sito nella sezione Contributi. Questa volta abbiamo preferito glissare.

Dalla parte dei bambini

C'è chi ancora non ci conosce, o non ci conosce abbastanza bene. Chi pensa agli atei e agli agnostici spesso immagina che pratichiamo una sorta di religione “capovolta” oppure che militiamo in una vera e propria anti-chiesa. Rassicuriamo tutti. Non esiste una “dottrina ufficiale” dell'ateismo o un Manifesto dell'agnosticismo. Il nostro segretario nazionale Raffaele Carcano ama ripetere che esistono tanti ateismi e tanti agnosticismi quanti sono gli atei e gli agnostici. E a legare gli uni e gli altri solo l'attributo “razionalisti” declina meglio il nostro tipo di non credenza.

11 Giugno. L’importanza di esserci

Anche quest’anno motivo di soddisfazione è per il nostro circolo essersi confermato per numero di iscritti tra i primi a livello nazionale. In ragione del raggiungimento di questo obiettivo, abbiamo pensato di arricchire la tradizionale assemblea annuale dei soci, in programma l’11 giugno prossimo, dando ad essa un carattere più festaiolo del solito: la festa del socio, appunto.

L’ossessione del crocifisso

Ce n’eravamo fatti una ragione. La sentenza della Corte di Strasburgo sul crocifisso, pensavamo mettesse fine ad una lunga querelle, che aveva visto un piccolo Davide ovvero una famiglia di nostri soci, contro il “Golia” Vaticano, governo Italiano, e altri Paesi – che in verità non brillano per tolleranza riguardo alle minoranze -.

Il Papa e i Pink Floyd

Non appaia troppo ardito l'accostamento. La recente visita di Benedetto XVI ad Aquileia e Venezia, in pompa magna, ha suscitato vivaci proteste da parte dei “Cristiani di base” che hanno poi deciso di non partecipare alla messa per i costi eccessivi dell'evento usando proprio l'espressione “trattato come una rockstar”.

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