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«Mi trovo a Sirolo nelle Marche. All'arrivo in uno dei più vecchi e rinomati camping del posto, tra gli avvisi in bacheca spicca quello relativo alla “Santa Messa” prevista ogni domenica. Decido di parlare con la direzione per esprimere il disagio nel vedere una funzione religiosa davvero “fuori luogo”. Mi dicono che devo scrivere due righe e che verrò contattato. E' quello che faccio. Il giorno dopo uno della proprietà mi manda a chiamare e vuole parlare della faccenda. Esordisce dicendo di essere sorpreso di questa mia sortita, ancorché era la prima volta che veniva sollevata una questione del genere. Faccio la mia professione di ateismo dichiarando la mia totale tolleranza verso qualsiasi espressione filosofica o religiosa ma aggiungo di ritenere “invasiva” alla propria sfera vitale vacanziera, la presenza di una celebrazione religiosa che dovrebbe tenersi nelle apposite sedi. Il mio interlocutore parte sulla difensiva dicendo che la sua è una struttura privata e quindi lui invita chi vuole e stabilisce chi debba entrare e chi no a casa sua. Replico serenamente che non ne faccio una questione di legalità ma di sensibilità. Che, per esempio, io non ho nulla in contrario verso chi pratica il nudismo integrale, ma che troverei discutibile che uno lo facesse fuori dagli spazi ad esso destinati, senza una condivisione con chi il nudismo non lo pratica. Chiedo se la necessità della liturgia sia stata discussa con tutti gli ospiti o se è un'iniziativa partita dalla proprietà unilateralmente. Qui il mio interlocutore annaspa un po': prima dice che c'è stata una sollecitazione da parte di alcuni ospiti più anziani abituati a santificare le feste; poi confessa che “il religioso che viene è un mio caro amico”, ma non è il “solito prete”, che non ha nulla a che spartire con “quelli del Vaticano”, che “c'è Chiesa e Chiesa” e che su molti aspetti concorda con il “mio anticlericalismo”. Ribatto che io non ho formalizzato alcun anticlericalismo di principio, semmai ritengo che la Chiesa Cattolica in Italia abbia già sufficienti spazi in tv, negli ospedali alla scuola e in ogni dove, gode di un regime privilegiato in uno Stato che si professa laico, e non si capisce perché debba avere una corsia preferenziale anche dentro ad un camping. Aggira il mio rilievo dicendo che nel suo camping ha avuto anche gruppi di buddisti che hanno voluto praticare i loro riti e concorda sullo spazio spropositato che la Chiesa Cattolica ha in Italia ma ricordandomi che “i preti non sono tutti uguali”. Reagisco provocatoriamente dicendo che io mi diletto nella satira antireligiosa e che se ci fosse la possibilità, positivamente impressionato da tanta elasticità di pensiero, volentieri mi esibirei una delle prossime sere magari per prendere in giro i santi e la madonna; perché chioso, in fondo si può dire che Marx ha detto delle baggianate e che tal corrente filosofica è una cretinata e perché non si potrebbe dire che l'immacolata concezione è una stronzata immane? In fondo anche le idee religiose dovrebbero essere trattate alla stregua di opinioni, no?Annuisce e mi dice che “molto volentieri” mi darà lo spazio per la mia esibizione satirica. Io non ci credo molto ma attendo. Intanto spero che qualche spunto di riflessione si possa trarre. E il "mi ha fatto veramente piacere parlare con lei" era solo galateo?»