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Succede a Noventa Padovana

Il Mattino di Padova di giovedì 26 settembre, riporta un grottesco e lunare dibattito tra un consigliere comunale e il sindaco di Noventa Padovana a proposito dell’assenza di crocifissi dalle pareti della locale scuola Anna Frank.
Anche nel dare resoconto del fatterello si sfiora il ridicolo laddove si paventa il rischio di caratterizzare, per scelta deliberata (!), una scuola pubblica in quanto laica. Vorremmo ricordare a tutti che, come da Costituzione, la scuola “è” laica, e che l'anomalia semmai è la presenza dell'insegnamento della religione cattolica in orario curriculare laddove la stessa non è da tempo più religione di Stato. Questo implica che le istituzioni pubbliche devono essere neutrali rispetto alle convinzioni filosofiche di ciascuno. A quanti invocano il rispetto della tradizione e della volontà della maggioranza dei cittadini, andrebbe ricordato che nel nostro Paese la componente cattolica praticante è già in minoranza superata dalla quota di scettici, indifferenti e diversamente credenti, e che i segnali di secolarizzazione della società sono inequivocabili (matrimoni e funerali civili, credenti non allineati con direttive ecclesiastiche, bambini non battezzati, ecc.). Di questo molti sono già consapevoli, come l'Unione degli Studenti che in un recente documento scrive “non possiamo più permettere che all'interno delle nostre scuole si riproducano discriminazioni su base culturale o religiosa. Pensiamo appunto che questa sia una misura di civiltà e di buonsenso per dare finalmente alle nostre scuole un profilo laico, multiculturale, aperto alle differenze”. Ci sembrano parole in linea con la realtà che ciascuno di noi vive nella quotidianità, e che solo pregiudiziali e strumentali punti di vista si ostinano a non rilevare.