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Prosit... anche se senza Deo Gratias

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anche se senza il Deo Gratias, come vuole la formula alla fine della celebrazione liturgica nel rito romano. Ci riferiamo alla splendida serata di mercoledì 11 dicembre scorso, con Telmo Pievani che ha presentato il volume da lui curato, “Lettere sulla religione” di Charles Darwin insieme a Maria Turchetto, direttrice dell'Ateo e anche lei appassionata ricercatrice.
La Sala degli Anziani sita nel Municipio di Padova era gremita con, praticamente, tutti i posti disponibili occupati. Il video con la registrazione dell'evento è già disponibile su questo stesso blog per quanti non hanno potuto presenziare.
Un'occasione straordinaria per parlare di Scienza e filosofia della scienza, di morale religiosa ed etica laica, con, sullo sfondo, la rivoluzione darwiniana come momento di rottura rispetto ad un antropocentrismo becero e arrogante e punto di partenza per affermare che homo sapiens è certo una figura singolarissima ma anche il frutto della contingenza che non è esattamente puro caso o capriccio e neanche mero determinismo finalistico, ma è retta da regole interne e esorta l'uomo alla responsabilità, figlia della sua libertà. A fronte di tutto ciò, la figura di dio come ipotesi ardita e non necessaria, spesso abnorme se, come scriveva Darwin, ha realizzato una natura piena di falli e sprechi e inutili sofferenze.
Temi niente affatto scontati, considerando la vivacità del dibattito che ne è conseguito. Il bisogno di credere come strategia adattativa ma sicuramente frutto di elaborazione biologica per dissimulare la paura della nostra finitezza, ecco il punto di vista di Pievani.
Accettare i propri limiti senza proiezioni metafisiche, rappresenta il punto di partenza per incamminarsi sui sentieri dell'ateismo ma anche su quelli di una sana ricerca scientifica autorevole dunque autonoma da ingerenze e sempre perfettibile.