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Una polemica... a lieto fine

Riguardo la nostra ultima newsletter, nonché prima del nuovo anno (per l'appunto 1/2014) che periodicamente inviamo, un lettore ci ha scritto dichiarando il suo disappunto circa una notizia sulla botte kasher che a suo dire prendeva in giro usanze del culto ebraico. Il nostro coordinatore di Circolo ha ritenuto doveroso replicare e chiarire il senso di quel riferimento. Il lettore ha controreplicato ringraziando e comprendendo il nostro punto di vista. Riportiamo alcuni passi salienti della nostra lettera:
«Il notiziario informale, saltuario che inviamo a una piccola platea variegata di simpatizzanti, neutrali e curiosi anche avversi alle nostre tesi, risulta giocoforza il più delle volte denso di tematiche toste e impegnative. Quando c'è l'occasione si cerca di renderlo più "lieve" con espedienti vari; può essere una battuta, un link, un'annotazione particolare. Ci sembra poco consono limitare l'orizzonte "a prescindere", quando si usa comunque l'avvertenza di lasciare fuori dalla porta trivialità o aggressione gratuita (abbiamo "persino" parlato dei difetti e dei vizi degli atei; chissà se qualcuno si sarà risentito ... :-) ). Ciascuno poi legge e interpreta, ovviamente, a partire dal proprio bagaglio personale. In giro c'è persino chi ha avuto il coraggio di bollare come "vilipendio alla religione" uno slogan innocuo portando in tribunale un nostro socio... Quello che facciamo comunque fatica a capire è perché, in una realtà in cui tutto si può criticare, tutto può essere oggetto di critica, scherno, e anche attacco frontale, alle religioni dovrebbe essere riconosciuta una sorta di immunità. Accettando questa logica la nostra associazione non avrebbe nemmeno dovuto programmare la mostra di vignette satiriche che ha appena cominciato a girare l'Italia, che contiamo di portare prima o poi a Padova e alla quale diamo appuntamento».