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Obietto ergo... non sum?

Il cardinal Bagnasco è un simpatico mattacchione che ama i paradossi. Qualche tempo fa aveva replicato al giornalista che gli chiedeva se non sarebbe stato giusto restituire i soldi non dovuti dell'otto per mille di quanti non scelgono nessuna destinazione e che la Chiesa Cattolica si distribuisce in base alla percentuali di quanti la scelgono (è periodo di dichiarazioni dei redditi meglio non dimenticarsene), principio contrario ad ogni logica e morale, sostenendo che "la Chiesa restituisce molto di più di quanto prende" e noi chiosammo che avrebbe potuto restituire di meno e anche nulla se avesse ab initio rinunciato a soldi a lei non spettanti.

Qualche giorno fa l'ineffabile cardinale ha tuonato contro quanti (in Europa, visto che in Italia si è abbastanza "proni" alle direttive ecclesiastiche) hanno messo sul "banco degli accusati" gli obiettori di coscienza, ovvero medici e operatori sanitari che si rifiutano di praticare e di fare assistenza a quante decidono l'interruzione volontaria della gravidanza. L'Europa aveva giustamente strigliato il nostro Paese riguardo le difficoltà di applicare una legge dello Stato, la 194/78 nata per contrastare la piaga dell'aborto clandestino. L'anomalia, e il cardinale non può far finta di non saperlo, non è l'obiezione di coscienza che ormai è fenomeno di massa che garantisce spesso la carriera di quanti ne fanno una bandiera, ma il fatto che alle donne sia negato il diritto all'autodeterminazione laddove, come spesso abbiamo ricordato anche in questo editoriale, ci sono ospedali dove gli obiettori rappresentano il 100% dei ginecologi. Sarà ma noi, che rispettiamo le scelte di tutti, guardiamo sempre con simpatia quanti per le loro scelte dissonanti pagano di persona non chi dietro il paravento della coscienza fa scelte opportunistiche. Naturalmente non neghiamo che ci possano essere persone che vivono secondo quanto detta la loro fede ma riteniamo quantomeno che non si può fare il medico ginecologo se si hanno remore sull'applicazione della 194, allo stesso modo, ci si permetta la boutade, di chi non debba fare il panettiere se ha allergia alla farina!

Per parlare di quanto succede in Italia, della difficoltà che si vive oggi negli ospedali e di come ci sia il continuo tentativo di delegittimare una legge utile e benemerita come la 194/78 che ha consentito una notevole diminuzione degli aborti, abbiamo pensato di fare una conferenza (che non a caso si chiama "C'era una volta la 194") giorno 12 aprile qui a Padova, con la Laiga (Libera Associazione Italiana Ginecologi per Applicazione legge 194) facendo parlare alcune protagoniste, donne-ginecologhe della complessa questione. Per i riferimenti si veda la nostra agenda e l'ultima newsletter sul nostro sito www.uaar.it/padova.

Il nostro Circolo si augura che anche stavolta vorrete essere numerose/i.