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Libertà di espressione

Abbiamo avuto segnalazione da parte di un automobilista di alcuni cartelloni, che sembra campeggino da diverse settimane nelle strade della Padana inferiore e nella Romea verso Chioggia, che raffigura la Madonna con Gesù bambino in versione pro-life. La curiosità ha prevalso e siamo andati a verificare. Ne abbiamo rintracciato uno tra Este e Montagnana all'altezza di Megliadino San Fidenzio. Davvero stupefacente. Lo slogan è il seguente: “500 figli nostri non indosseranno queste scarpette nemmeno oggi”. Le scarpette si trovano metà sopra un prato verde su cui campeggia la scritta “Sì alla vita”, un'altra parte si trova sopra un terreno arido, sovrastato da un “No all'aborto”. In calce in numero verde Sos Vita. L'iniziativa è a firma Movimento Giovani Regina dell'Amore. Presumiamo uno dei tanti rivoli del Movimento per la Vita, sapete quello che in maniera un po' invasiva, per usare un eufemismo, entra negli ospedali per protestare contro le pratiche abortive, senza il minimo rispetto per le donne che, con sofferenza, scelgono la strada irta e difficile dell'interruzione di gravidanza. E in Italia ci è andata di lusso finora. Negli USA alcuni aderenti ai movimenti Pro-Life ammazzano medici, minacciano pazienti per... difendere la vita!
Ma torniamo al nostro cartellone mariano. W la libertà d'espressione, per quanto l'abbiamo trovato pacchiano e di cattivo gusto. Immaginiamo che la Madonna dovrebbe stare dalla parte delle donne che soffrono. Quando qualche mese fa nella diocesi di Recife in Brasile una bambina di soli 9 anni fu fatta abortire dopo che si è scoperto avere una gravidanza a seguito delle violenze sessuali a cui l'aveva sottoposta il patrigno, il vescovo locale, card. Sobrinho, scomunicò tutti, medici, familiari, bambina compresa (dimenticandosi di scomunicare lo stupratore) perché “l'aborto è un crimine più grave dello stupro”. Storia vecchia ma in linea con la tradizione ecclesiastica. Anche sant'Agostino riteneva che stupro ed incesto fossero “meno gravi” di masturbazione e omosessualità. Ci piace pensare, riguardo al fatto brasiliano, che la Madonna forse starebbe con la bambina e non il troppo zelante e cinico successore degli apostoli.
Ribadiamo, nulla quaestio. Il Movimento Giovani Regina dell'Amore usi i suoi soldi come meglio crede. Ci preme però far notare che quando abbiamo come UAAR, con un'idea partita da Padova, fatto un contratto con l'agenzia che aveva in appalto la pubblicità degli autobus cittadini per far circolare per una settimana a Genova un autobus tutto coperto da un cielo azzurro con nuvolette bianche e la scritta, sul retro e sui fianchi; “La cattiva notizia è che Dio non esiste. Quella buona è che non ne hai bisogno”, esponenti della gerarchia cattolica fecero scoppiare un putiferio, con una campagna che determinò, oltre che una insperata visibilità, la disdetta del contratto da parte dell'agenzia pubblicitaria. E quando un circolo UAAR di un'altra regione, in autostrada volle mettere uno striscione con la scritta “Le religioni dividono. L'ateismo unisce”, il vescovo di quella città chiese alle autorità locali che fosse rimosso.
Noi non faremo nessuna campagna contro i cartelloni Pro-Life, la nostra laicità ci impone il rispetto dell'altrui pensiero. Ma non possiamo accettare che ancora una volta in questo Paese le opinioni dei credenti, meglio se cattolici apostolici romani, debbano, per qualche arcana ragione, avere più legittimità rispetto a quelle dei non credenti. E che il “vilipendio della religione” possa essere considerato più grave dell'abuso della “credulità popolare”.
Padova 27/07/2011