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Come gli avvoltoi...

Come gli avvoltoi che che si avventano sul cadavere! L'immagine è forte, ce ne rendiamo conto, ma forte è la nostra indignazione.
Ci sono infatti giunte due segnalazioni da testimoni oculari riguardo ad altrettanti episodi avvenuti durante il rito di congedo nella sala del commiato, di cui è dotato il cimitero maggiore di Padova, altra pietra miliare delle nostre battaglie come Circolo UAAR di Padova.
Apriamo su questo una breve digressione. I lavori della nuova sala del commiato procedono a rilento e soprattutto ci lascia perplessi la capienza (non più di 50-70 persone). Qualsiasi personaggio più o meno noto, avrebbe diritto ad esequie laiche in cui i partecipanti non devono necessariamente stare in piedi o fuori dalla porta; non chiediamo certo “cattedrali” laiche, ma riteniamo che anche la scelta “minimalista” di un progetto la dica lunga sul valore che si attribuisce a riti “altri” che non siano propriamente cattolico-romani.
Ma torniamo ai due episodi dai quali siamo partiti. Primo caso: cerimonia di un pensionato che aveva chiesto espressamente esequie laiche in quanto ateo. Prima ancora che arrivasse la salma, si sono presentati due preti, uno dei quali con paramenti d'ordinanza e un altro in abiti civili, che si sono definiti “amici del defunto”. Il sacerdote con i paramenti ha cominciato a “dirigere” la cerimonia, dando la parola ad alcuni dei presenti che hanno commemorato il defunto. Non appena c'è stato un momento di silenzio e sembrava che nessuno volesse più parlare lo stesso prete ha chiesto a tutti di recitare una preghiera, tra il disappunto di numerosi amici del defunto che sono usciti dalla sala. Non si è capito se l'intervento sia stato una scelta della famiglia ma certamente non era la volontà del defunto.
Un secondo caso analogo in cui un prete ha chiesto ha tutti di recitare un Pater, si è ripetuto qualche settimana fa. Probabile che non siano gli unici casi. Non avremmo nulla da obiettare se dei preti, amici dei parenti o dei defunti, si presentassero in abiti civili per dare l'estremo saluto ad una persona cara. Ma troviamo intollerabile questa “ingerenza” in una cerimonia laica. E ci assumiamo un po' di responsabilità di non avere ancora approntato, come Circolo, un servizio di assistenza per le esequie laiche, mettendo a disposizione un celebrante laico per i “funerali senza dio”, per dirla con il titolo di un noto libro. Proveremo a rimediare.
Padova 02/11/2011