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Questione di priorità

A far “scoppiare” il dibattito è stato stavolta il nutrito gruppo di Amici del Circolo UAAR di Padova su Facebook. La questione, quella della lubrica idea del vicesindaco Ivo Rossi di riqualificare piazzale Stazione con due statue in arte contemporanea da 150.000 euro che ha fatto arrabbiare i commercianti che vedono ogni giorno un quartiere in degrado e che preferiscono ben altre “opere” di riqualificazione.
E visto il precedente di Roma, il “vespasiano” come in molti l'hanno chiamato (ci si riferisce all'enorme statua dedicata a Giovanni Paolo II, che dire oscena è un eufemismo) chi poteva essere in pole position se non l'onnipresente sant'Antonio da Padova?
Siccome non siamo iconoclasti per partito preso (Prato della Valle ha un suo fascino) mettiamo in chiaro che se anche l'Accademia Galileiana proponesse una scultura per l'illustre scienziato per quella cifra, saremmo contrari comunque. La nostra moralità ce lo impone. Sì, avete capito bene, gli atei-agnostici hanno una propria etica (si veda l'ultimo numero dell'Ateo), a dispetto dei continui attacchi di papa Ratzinger che taccia i non-credenti con ogni epiteto. Decisamente, a Padova ci sono ben altre priorità che buttare i soldi della collettività per opere assolutamente superflue. Si investisse in cultura, in tempo libero per i giovani padovani, che una recente ricerca, in particolare riguardante la fascia preadolescenziale sono dipinti come vulnerabili per mancanza di stimoli e luoghi di incontro e soggetti a derive di tipo violento.
Alla Fornace Carotta, qualche giorno fa, si è svolto un incontro della rassegna “La scuola dei Genitori” dedicato a questi problemi. E, naturalmente, tra i presenti c'era un prete, don Daniele Prosdocimo vicario episcopale della diocesi di Padova. Sembra che la pedagogia cristiana sia l'unica alternativa da offrire ai giovani. Fuori dalla parrocchia solo il caos? Ci sembra non sia proprio così. Associazioni e agenzie educative con molto meno di quanto le parrocchie ricevono direttamente ed indirettamente dai soldi dei contribuenti, farebbero, sì “miracoli”.
E poi, scusate la nostra fissazione, cosa può insegnare un prete, celibe per vocazione, a dei genitori? Come chiedere ad un cinese lezioni di arabo...
Padova 10/11/2011

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Commenti

Basta con queste ingerenze clericali! Sono davvero dappertutto, proprio come gli avvoltoi come diceva il precedente editoriale. Alle inaugurazioni, ai convegni, nelle sale commiato...Una mia collega mi ha raccontato che appena nata la figlia che aveva qualche problema, un corvo (prete) veniva ogni giorno per chiederle se voleva battezzarla...