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Sancta Pecunia

Ha un bel dire don Savino, parroco di Villaguattera, frazione di Rubano, interpellato dai suoi fedeli su quello che la Chiesa Cattolica avrebbe dovuto fare, quanto ad assistenza, nel dopo-terremoto aquilano: “Ci deve pensare lo Stato!”, ha detto, tra lo sconcerto di qualcuno. E in Italia lo Stato, giusto per strafare, pensa abbondantemente anche a quella Chiesa che, in altre occasioni, in nome della sussidarietà, chiede soldi per “supplire” alle carenze dello Stato medesimo.
Ci si sofferma spesso sul marchingegno dell'otto per mille che consente alla Chiesa Cattolica di prendersi una grossa fetta di quote inespresse (per chissà quale arcano principio). Meno conosciuto ai più (ma la campagna oneri dell'UAAR serve anche a squarciare il muro di silenzio sull'argomento) il discorso sugli oneri di urbanizzazione secondaria che gli enti locali, nonostante i conti in rosso, si “dividono” con gli enti religiosi. Di cosa si tratta? Ogni volta che un cittadino si appresta a edificare una struttura o a ristrutturarla, versa al Comune una serie di tasse, tra cui gli oneri per l'urbanizzazione primaria e secondaria. I primi sono legati a quei servizi per il funzionamento della struttura: dall'allacciamento alla rete fognaria a quello alla rete elettrica. Sono invece opere di urbanizzazione secondaria i servizi sociali indispensabili per una comunità: dagli asili nido ai mercati, dalle scuole agli uffici comunali, passando appunto per le chiese e gli edifici di culto. Non si capisce perché questo balzello debba ricadere su quanti non considerano gli edifici di culto “servizio pubblico” in quanto ateo, o di diversa religione. Così, notizia estrapolata dai giornali locali, anche quest’anno il Comune di Cadoneghe ha devoluto una parte degli oneri di urbanizzazione secondaria in favore delle tre parrocchie del territorio, come prevede la legge. In base alle richieste pervenute dai parroci, il Comune ha assegnato 6666 euro a tutte e tre: San Bonaventura li utilizzerà per sostituire le caldaie della canonica e della chiesa, Sant’Antonino per sistemare le luci e le campane, e Sant’Andrea per realizzare il riscaldamento a pavimento in chiesa. Il settimanale L'Espresso ha stimato che la fetta relativa agli oneri di urbanizzazione secondaria di cui fruiscono le diocesi italiane ammonterebbe a 70-80 milioni di euro annui! Poi ci sono sempre i contributi che le amministrazioni devolvono ad hoc con lauta generosità, come i recenti restauri del transetto della Basilica di sant'Antonio da Padova e del campanile della Basilica di santa Maria Assunta a Torcello (un milione di euro per entrambi gli interventi).
La lista, ahinoi, è abbastanza lunga. Qualcuno potrà dire che almeno sull'Ici-Imu le cose stanno cambiando. Siamo molto prudenti. Si veda la polemica sulle scuole paritarie e le giravolte del Governo su esenzione, non esenzione, parziale esenzione. Ma qualcuno può credere davvero che tali scuole siano no profit? O che svolgano un servizio equiparabile alle scuole pubbliche? Intanto, abbiamo avuto segnalazioni che i bambini con “problemi” sono sovente non accettati da codeste scuole. E poi, davvero le esose rette sono insufficienti per la gestione delle scuole? Anche qui si dimentica o si fa finta di dimenticare che le medesime scuole ricevono dagli enti locali lauti contributi a fondo perduto (che si aggiungono alle rette e a tutto il resto), basta dare un'occhiata alle delibere comunali a Padova e provincia.
Sarebbe ora che nelle chiese si cominciasse ad invocare la nuova protettrice: Sancta Pecunia, euro pro nobis.

Commenti

In saecula saeculorum...(sperano loro!). Gli italiani prima o poi si sveglieranno. Prossimo governo?