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Benvenuti alla Crociata!

Mentre scriviamo queste pagine (oggi è il 15 aprile) ci è stato segnalato che si sta svolgendo proprio qui a Padova una... Crociata! E scriviamo giusto a cose fatte, quando questo editoriale andrà in pubblicazione, giusto per non sponsorizzarla. Ma non erano finite le Crociate? Beh, quelle che andavano a “liberare il Santo Sepolcro” dagli Infedeli (magari scorrazzando e ammazzando tra ruberie e violenze di ogni genere gente innocente, cristiana e non, ma per tanti magari sono piccoli dettagli) certamente sono state, fortunatamente, ingoiate dalla storia. Eppure c'è ancora chi è innamorato del termine e non esita ad utilizzarlo per un incontro di preghiera. Parliamo del “One Day Divine National Crusade” (e cioè “Crociata Nazionale Un Giorno Divino”) organizzata dal Charismatic Revival Movement. Durante l'incontro, così recita il volantino, ci sarà “liberazione, guarigione, salvezza e il battesimo dello Spirito Santo”. Incontri come questi molto diffusi in America e in Italia nei gruppi cattolici del Rinnovamento nello Spirito e in quelli evangelici delle Assemblee di Dio. Le scene ricordano il tifo da stadio: la curva sud che invoca Gesù, chi balla, chi “invoca su di sé” lo Spirito Santo (che chissà perché “scende” sempre, dovrà abitare molto in alto). Tra le “star” indiscusse di questo tipo di incontri c'era il noto vescovo africano mons. Milingo, famoso per le sue “preghiere di liberazione dal diavolo” attraverso vere e proprie “esorcismi” collettivi. Un misto di superstizione e psicosi di massa. Milingo che si rivolge direttamente ai diavoli (lo dicono testimoni oculari) “allocati” dentro alle persone (davvero bislacchi questi demoni) attraverso mille malattie e malanni vari. Così c'è il diavolo della tosse, quello del mal di schiena, della gastrite e dell'emicrania. Senza parlare delle malattie più gravi e delle vere e proprie possessioni. C'è gente che continua a credere a queste amenità. Finché le Crociate si limitano a questo... Sconfinati sono i territori della credulità. Però da atei-agnostici, ci chiediamo se qualcuno pensa ancora seriamente che le religioni su questi versanti possano svolgere una qualche funzione sociale oppure non rappresentino una roccaforte che delimita il vuoto e lo smarrimento della coscienza critica degli individui. A meno che non si ritenga che anche gli “oppiacei” abbiano una funzione sociale.Ma su questo dissentiamo.

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