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Per chi suona la campana?

Scomodiamo Hemingway, anche se dubitiamo che il grande scrittore americano avrebbe speso mezza riga per vicende come questa. Ci riferiamo agli strali del parroco di Carpenedo, nel veneziano, don Gianni Antoniazzi, che se l'è presa un po' con tutti, per la storia dell'inquinamento acustico da suono (molesto) delle campane, e che già nel recente passato ha determinato sanzioni pecunarie da 1.282 euro inflitte alle parrocchie di San Pietro Orseolo e San Giuseppe, sempre nel veneziano, per il superamento dei limiti acustici.

Tutta colpa dell'UAAR, ha tuonato don Gianni, segnatamente quei “30-35 iscritti all'Unione Atei e Agnostici di Mestre”. E poi non sono mancati gli improperi contro i suoi parrocchiani che supinamente non hanno mosso un dito per protestare con il Comune. Povero don Gianni! Finiti i tempi in cui gli “eretici” venivano prelevati dalle loro case, magari processati e arrostiti. Preoccupato, come ha scritto, del fatto che i cristiani rinuncino ai loro “segni di identità e cultura” così fortemente radicati nel territorio. Meglio andarci piano, caro don Gianni. Questo ritrito discorso sulla cosiddetta “identità” porta dritti dritti a Breivik, (quello che ha ammazzato 77 giovani, autoproclamatosi “salvatore del Cristianesimo” in Norvegia, contro il multiculturalismo, marxismo e islam). Altra brutta notizia, per il nostro zelante parroco, è che più che i “fanatici, fondamentalisti, pagliacci, gentaglia ottusa ecc.” (questi alcuni dei commenti sul sito del Gazzettino da parte di esponenti della religione dell'amore, come ha scritto efficacemente un nostro socio) dell'UAAR, a far intervenire l'Arpav sono stati gli esposti del “popolo degli spritz” e, a detta dell'assessore veneziano Bettin, da parte di “persone che si professano cattolici”.

Siamo in uno strano Paese in cui ci si scandalizza se qualcuno si muove per far rispettare la legge. E nessuno invochi “le tradizioni” per legittimare il superamento delle soglie del rumore. Che, a dirla tutto, a proposito di tradizioni, l'odio per le campane non è esattamente una specialità dei miscredenti. Qualcuno ricorda la storia della campana Piagnona, posta oggi nel chiostro di S. Antonino del Museo san Marco di Firenze? Piagnoni erano chiamati i seguaci di Savonarola, il religioso scomunicato e messo al rogo da papa Alessandro VI Borgia. La campana fu “messa sotto processo” e ridotta al silenzio, "accusata" di avere allertato con il suo suono il popolo fiorentino il 5 aprile 1498 e radunarlo per scongiurare l'arresto di fra Gerolamo, ma che non bastò a salvarlo.

Fanatismo e religione. Un binomio, troppe volte, perfetto. Con buona pace dei tanti professionisti dell'insulto anti-UAAR.