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Cronache beduine

E' ampiamente noto che nel periodo estivo e pre-autunnale la nostra provincia pulluli di sagre e feste varie. Le prime sono inscindibilmente legate alle devozioni popolari di stampo religioso con le consuete processioni, giostrine e immancabili stand per gli affezionati della panza. Le seconde coinvolgono associazioni e formazioni politiche delle più diverse. Talvolta includono anche qualche straccio di “contenuto” accanto al sollazzo. Il nostro Circolo è spesso destinatario di inviti ai quali non sempre si può rispondere. La militanza estiva è sempre più rimaneggiata, salvo poi sentire ai banchetti che “sarebbe bello vedere l'UAAR più spesso” da parte di qualche socio che è ben lungi da venire alle nostre riunioni.
A Rubano, cittadina a ridosso del capoluogo patavino, il 16 settembre prossimo, ci sarà l'undicesima edizione della Festa delle Associazioni e del Volontariato. L'anno scorso se ne sono contate almeno una quarantina. Magari come Circolo di Padova, che a Rubano ha diversi soci, e la cui biblioteca comunale ospita “L'Ateo” da qualche anno, avremmo potuto farci un pensierino.
Sul notiziario comunale, l'evento pubblicizzato in pompa magna si sofferma, ahinoi, sin dalle prime righe, su don Danilo, parroco di Rubano che alle 11 all'apertura degli stand “celebrerà la Santa Messa che quel giorno sostituirà la funzione in Chiesa della tarda mattinata”. Ci chiediamo: ma si tratta di una festa parrocchiale? Oppure: le oltre quaranta associazioni presenti, sono tutti di ispirazione cattolica? Sembrerebbe di no, a leggere l'albo comunale delle associazioni. Insomma, siamo alle solite. La Chiesa Cattolica, in piena crisi di immagine e vocazioni (non lo diciamo noi, si veda il recente libro di Marco Marzano “Quel che resta dei cattolici”) continua con il vizietto di volere marcare il territorio (così ha fatto con la battaglia ideologica sul crocifisso) e di appropriarsi indebitamente di spazi che apparterrebbero a tutti, atei o credenti che siano.
Vogliamo tranquillizzare don Danilo, semmai ci leggesse; non verremo alla Festa delle Associazioni di Rubano, non disturberemo i “manovratori”. E non ci auguriamo neanche che il suo “rito” vada deserto e che l'evento sia un insuccesso. Continuate pure a “mettere il cappello” dove potete (non solo negli ambiti doloristi, degli ospedali e dei cimiteri ma anche in quelli più mondani, amministrazioni compiacenti permettendo). Nulla però impedirà l'ormai secolarizzazione imperante anche nella nostra società italiana, al quale non riuscirete a dare argine se non continuando ad arroccarvi nei vostri anacronistici privilegi.