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Alla crociata mediatica!

Mentre un papa si ritira perché a disagio con la modernità, e con un presenzialismo mediatico verso cui si mostrava impacciato, assistiamo in particolare nell'ambito locale, ad una recrudescenza delle iniziative della Curia nella propaganda pro domo sua con le affilate armi del battage e del marketing.

Prima il rap a favore della scelta dell'Ora di Religione, e in questi giorni una nuova iniziativa reclamizzata attraverso, nientepopodimeno che con, Aps Holding che sponsorizza in tram e in autobus la campagna dell'Ufficio Comunicazioni Sociali della Diocesi di Padova dal titolo “Un attimo di pace”, ovvero la ricerca di “un momento di spiritualità contro la vita frenetica”.

Vogliamo anche ricordare che il 31 gennaio scorso al Geox era in programma l'esibizione, poi rinviata ad altra data, di un altro prete superstar, don Antonio Gallo. Qui siamo al paradosso. Nello stesso teatro Geox, mesi addietro si esibì quel Marilyn Manson, rockstar, nota per le sue provocazioni “sataniste”, contro il quale si mobilitarono parroci e parrocchiani (in particolare ce ne fu uno, in Romagna che la stessa sera del concerto di Manson, vegliò nella sua chiesa con una lunga liturgia “riparatrice”). Non abbiamo motivi per difendere Manson, né alcuna affinità con chi deride gratuitamente le altrui credenze, anche se ci pare il caso di ricordare che lo stesso rock accusato di satanismo, è riuscito negli USA a mettere insieme decine di artisti per raccogliere 30 milioni di dollari per le vittime della devastante alluvione che ha colpito di recente quel Paese, mentre da quelle parti le ricche diocesi pagano l'equivalente alle vittime della pedofilia ecclesiastica.

Fa specie che nello stesso palco, a distanza di mesi, si esibisca un prete, peraltro con prediche non sue ma di Savonarola, che a differenza di don Gallo che riesce, sia detto absit iniura verba naturalmente, ad essere un “utile idiota” per coloro che dice di volere combattere all'interno della Chiesa Cattolica, pagò con il carcere e la vita la sua intransigenza.

Tant'è. Tutto fa campagna, in tempi di crisi di vocazioni (in primis) e di immagine oscurata dai gravi fatti della corte vaticana (scandali, intrighi, corvi).

Noi dell'UAAR, molto più modestamente (in ragione anche dei minor cespiti), invitiamo attraverso la Rete a firmare la petizione per chiedere a candidati e partiti di abolire il Concordato. Qualche “sosta laica” contro il frenetico clericalismo della società italiana, è quello che ci vuole. E tu che leggi puoi fare la differenza.