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Critici non dogmatici

La conferenza sul multiculturalismo oltre ad essere stata molto interessante per merito della dotta relazione della Prof.ssa Saint-Blancat, ha aperto varchi per pensare ad ulteriori approfondimenti e magari a nuovi incontri organizzati dal nostro Circolo.
Ripartiamo da questo tema per commentare il caso della famiglia Calò, balzata agli onori delle cronache padovane e nazionali per la loro prolifica progenie (sono in attesa del 14° figlio). Nulla da dire sulla libertà personale di ciascuno di decidere sulla propria vita, principio laico per eccellenza. Ci chiediamo però, in primo luogo, se anche la libertà si possa disgiungere da un principio di responsabilità verso le proprie scelte (anche questo principio laicissimo, i credenti la chiamerebbero coscienza) e se la solidarietà mostrata dalle istituzioni verso un caso, francamente raro, non sia spesso viziata da, per ritornare al multiculturalismo, un pregiudizio di tipo etnocentrico. Ci sarebbe stata uguale attenzione verso una famiglia rom? Lasciamo ai lettori l’inquietante interrogativo.
A proposito di commenti non ci esimiamo dal dire due parole sull’elezione di Francesco I, a pontefice della Chiesa Cattolica. Sembra siano emerse ombre sul suo ruolo da superiore provinciale della Compagnia di Gesù all’epoca della dittatura dei generali argentini (che intessevano cordialissimi rapporti con l’episcopato e ne chiedevano anche la “consulenza”). Ci sono state varie prese di posizione su questa vicenda. Qualcuno ha scritto “non sono emerse prove” sull’atteggiamento morbido di Bergoglio verso le orrende violazioni dei diritti umani di Videla & Co. A dirla tutta però non ci sono prove che Bergoglio abbia mostrato il coraggio del vescovo Enrique Ángel Angelelli che per il suo impegno nel denunciare crimini e soprusi dei militari fu ammazzato il 4 agosto del 1976; chissà se Bergoglio era tra quei cardinali che accettarono la tesi dell’ “incidente”.
Prove invece ci sono che da arcivescovo di Buenos Aires abbia tuonato contro le aperture laiche di quel Paese e contro l’ateismo. E che non si diventa cardinali in America Latina se non si è apertamente contro la teologia della liberazione.
Pronti a cambiare idea e a stupirci di Francesco I. Oltre le coreografie con cui viene amabilmente dipinto da trasversale stampa compiacente.