Circolo UAAR di Padova, Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti, www.uaar.it/padova/

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Lettera pubblicata da quotidiani locali sull’insegnamento della religione cattolica (IRC)

Leggo su “La Difesa del Popolo” del 16.01 alcune osservazioni di mons. Costa, responsabile dell’ufficio scuola diocesano, inerenti la contrazione di adesioni da parte delle famiglie padovane nella frequenza delle ore di religione cattolica. Egli intende ribadire la validità di quella proposta anche per “chi muove da altre sponde ideali e religiose, di credenza o di non credenza”, non avendo l’obiettivo di convertire chicchessia.

La cosa risulta apprezzabile, ma forse solo per chi non ha letto i testi delle intese sottoscritte, ultime quelle tra ministro Moratti e card. Ruini il 23.10.2003 e il 26.05.2004 per la scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado, nelle quali si fissano gli obiettivi specifici di apprendimento, e che connotano l’i.r.c. come un continuum col corso di catechismo parrocchiale.

Comunque stia tranquillo, monsignore: le ore di i.r.c. non cadranno nell’oblio come lei teme, paventando persino in conseguenza a ciò “la fine della nostra civiltà”. Almeno fintantoché il conformismo diffuso che ne garantisce una seppur poco convinta adesione, è supportato dalle scelte di un mondo politico così permeabile alle richieste di privilegi che dalla sua parte provengono.

E dei quali proprio le intese citate e le recenti assunzioni di 15.366 nuovi docenti di religione cattolica sono esempi illuminanti.

(Marco Ferialdi)