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Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti
Circolo di Padova
Newsletter n. 10/2012 - 20/10/2012

 

Sommario

  1. Porfirio di Tiro

  2. Tesseramento

  3. Nuova Sala del Commiato

  4. Fecondazione assistita

  5. Coming out

  6. La nostra Biblioteca

  7. Libertà di espressione

  8. Che diavolo è?

  9. Afterlife

  10. IHEU all'Onu

  11. Raduno nazionale

 

 

1 – Porfirio di Tiro
Mercoledì 31 ottobre alle ore 17,00 presso la Sala Caduti di Nassiriya, in piazza Capitaniato sotto la volta della Torre dell'Orologio, presenteremo una conferenza del prof. Marco Zambon del Dipartimento di Storia dell'Università di Padova, dal titolo “Il pensiero perduto – Porfirio di Tiro, filosofo e pagano”.

La storia conosce momenti topici e sentieri interrotti. Dopo i quali niente è più come prima. Ci sono date esemplarmente illuminanti in tal senso. Una di queste è il 391 e.v., anno in cui lo zelota imperatore Teodosio I, dopo avere dichiarato quella cristiana unica religione dell'impero, diresse il suo odio contro i templi pagani e ordinò, tra l'altro, la razzia e la distruzione della Biblioteca di Alessandria, una delle più grandi dell'antichità, inaugurando, per mano cristiana, la tragica saga delle "notti dei cristalli", mai conclusesi. Il pensiero perduto è allora quello di schiere di intellettuali, filosofi, uomini di scienza che nei tempi del trionfo del pensiero unico cristiano, hanno rivendicato le origini classiche della cultura e si sono opposti con fierezza alla sua inesorabile avanzata. Di molti di loro sappiamo ben poco se non, paradossalmente, per opera dei loro avversari che con essi hanno polemizzato. Porfirio di Tiro ( 233 – 305), filosofo neoplatonico, autore della monumentale opera Contro i cristiani, appartiene a codesti pensatori che si è tentato di seppellire, qualificato da molti padri della Chiesa come malfattore, calunniatore, folle. 

Il prof. Marco Zambon, insegna storia del cristianesimo antico e medievale presso il Dipartimento di Storia dell'Università di Padova, e come ricercatore ha studiato l'opera di Porfirio di Tiro. 

2 – Tesseramento
Le quote di iscrizione per il 2013 hanno subito delle variazioni, essendoci ora la possibilità di optare per la tessera web e la lettura online della rivista.
La pagina sul nostro sito con il modulo di iscrizione online è stata aggiornata: 

  • iscrizione all’associazione, inclusa la facoltà di leggere la rivista in edizione pdf nell’area riservata: 20 euro;

  • quota di iscrizione per studenti e per coloro che si trovano in condizioni economiche disagiate: 10 euro;

  • supplemento alla quota di iscrizione per coloro che desiderano ricevere L’Ateo anche in versione  cartacea: 10 euro:

  • abbonamento alla rivista: 20 euro (singolo numero 4 euro).

Restano invariate le quote per soci sostenitori e benemeriti. 
Ricordiamo che il 2013 è anno congressuale e, in aggiunta alle tradizionali motivazioni per cui esortiamo caldamente ad iscriversi il più presto possibile, c'è la possibilità per soci vecchi e nuovi di partecipare compiutamente al processo democratico associativo (rinnovo degli incarichi, modifiche a statuto e tesi, presentazione mozioni, ecc.). 

3 – Nuova Sala del Commiato
E' stata inaugurata il 17 ottobre la nuova Sala del Commiato presso il cimitero di Chiesanuova. La sua realizzazione venne promossa nella seduta di giunta del gennaio 2011 che nell'ambito dell'adeguamento delle strutture cimiteriali decise anche la costruzione di due nuovi forni crematori. L'impegno di spesa complessivo è stato di 2.793.175 euro. L'operazione è stata realizzata dal Comune tramite Aps Holding che gestirà il servizio per un ventennio. Le strutture trovano posto in un'area esterna rispetto alle mura del Cimitero Maggiore, nella zona nord est.
La Sala ha 70 posti a sedere più altri 70 in piedi, impianto audio, monitor, e sono presenti tre salette di accoglienza per i congiunti.
La nostra associazione, che si è battuta per anni in città per la realizzazione di questo obiettivo raccogliendo oltre 800 firme, ha seguito con particolare attenzione l'evoluzione dell'intervento.
L'ex segretario dell'UAAR, Giorgio Villella ha ringraziato l'amministrazione comunale e in particolare il sindaco Flavio Zanonato, l'assessore Silvia Clai e l'ex assessore Gaetano Sirone, per l'impegno profuso per la realizzazione di queste strutture.   
Riportando le parole dell'assessore Silvia Clai: “Finalmente i padovani hanno a loro disposizione uno spazio attrezzato per un ultimo saluto in forma laica e individuale".   
Rimane il compito di portare a conoscenza dei cittadini l'esistenza di questa opportunità.
In prospettiva va auspicata l'individuazione di altri spazi decentrati nel territorio.
Ricordiamo anche il recente impegno della nostra associazione a livello nazionale per la formazione di celebranti laici. A tal riguardo raccogliamo la disponibilità di persone seriamente interessate a svolgere con impegno e sensibilità questo servizio.
Alcune immagini della cerimonia di inaugurazione e della struttura 


4 – Fecondazione assistita
 L'UAAR sostiene attivamente il seguente appello inviato alla presidenza del consiglio dei ministri
che vede tra i firmatari Carlo Flamigni e Valerio Pocar (due dei nostri presidenti onorari) oltre al segretario Raffaele Carcano.
Socie e soci sono invitati a sottoscrivere questa petizione.

5 – Coming out
La secolarizzazione avanza, e una volta tanto non lo dicono solo i dati, ma lo ammette perfino la Chiesa. Ciononostante a volte è difficile per i non credenti fare il loro coming out, specie in contesti di provincia, e ovunque il potere della Chiesa è più pervasivo.  
Per questi motivi è stato avviato il progetto Ecco gli atei e gli agnostici! Una sezione del sito nazionale in cui vengono pubblicati dei brevi profili di non credenti che ci vogliono, letteralmente, mettere la faccia. Vengono condivisi anche su Facebook e Twitter.   
Tutti diversamente ma positivamente laici. Se anche voi volete metterci la faccia, potete mandarli, secondo il modello di quelli già pubblicati, a eccogliatei@uaar.it

6 - La nostra Biblioteca
Presso la sede nazionale dell'associazione si trova la Biblioteca Uaar, la prima in Italia a contenuti laico-razionalisti. Istituita all'inizio del 2010 è cresciuta nel tempo, in quanto a dotazione, grazie alle donazioni da parte dei soci, ad un lascito ereditario e ad investimenti dell'associazione. Dopo poco più di 2 anni e mezzo la biblioteca dispone di oltre 3.200 volumi, circostanza che le ha permesso di entrare a far parte del Servizio Bibliotecario Nazionale, precisamente nel polo degli Istituti culturali di Roma, e di beneficiare quindi della notorietà che ne deriva, nonché dell'indicizzazione dei suoi titoli all'interno del motore di ricerca del SBN. L'inserimento dei titoli nel catalogo nazionale è attualmente in corso d'opera.

7 – Libertà di espressione
La libertà di espressione è a rischio pressoché ovunque. Perché organizzazioni come l’Onu, l’Unione Europea, il governo italiano stanno prendendo sul serio le richieste dei paesi a maggioranza islamica e dei leader religiosi cristiani. Aumentano le pressioni da parte delle confessioni religiose per reprimere la critica o la satira bollandole come blasfeme e offensive: occorre cominciare a rispondere.
Di fronte all'escalation della violenza religiosa, i paesi occidentali sembrano sempre più propensi ad un clergymen’s agreement.   
Per chiedere un cambiamento di rotta e sensibilizzare sull’importanza della posta in gioco il Center for Inquiry, organizzazione statunitense attiva nella promozione del pensiero laico e scientifico e nella tutela dei diritti, ha avviato una campagna per la difesa della libertà di espressione.   
Trasversali i casi trattati dal Cfi, segno che in tutto il mondo le religioni maggioritarie puntano alla repressione del dissenso. Ogni tipo di dissenso. In Russia le Pussy Riot sono state condannate a due anni di prigione per offese alla Chiesa ortodossa. In Indonesia Alexander Aan è stato arrestato per aver scritto su Facebook di essere ateo. Ma non mancano i cristiani, vittime di leggi integraliste. Come Asia Bibi, condannata a morte in Pakistan perché accusata di aver fatto affermazioni ‘blasfeme’ nei confronti del profeta Maometto. E Rimsha Masih, una quattordicenne disabile accusata di aver bruciato testi islamici.
E poi il caso di Sanal Edamaruku, presidente di un’associazione razionalista indiana ‘colpevole’ di aver svelato un finto miracolo in una chiesa cattolica a Mumbai. O del giovane egiziano Alber Saber, un ateo arrestato perché gestiva una pagina su Facebook. Anche Hamza Kashgari, giovane poeta arabo condannato a morte per aver twittato una immaginaria conversazione con Maometto. Senza dimenticare il caso dei due tunisini condannati a sette anni e mezzo di prigione per aver espresso il loro ateismo e le critiche all’islam sui social network.   
Guarda il video

8 – Che diavolo è?
Il nostro socio Stefano Marullo presenterà a Mestre per il circolo veneziano il suo divertissement “Che diavolo è? Excursus di demonologia per scettici”. Appuntamento il 24 ottobre alle ore 20,00 presso la trattoria del Centro Palaplip di Via San Donà 195/c a Mestre-Carpenedo (fermata tram “S. Donà”).

9 – Afterlife
“Afterlife” è un video prodotto da The Thinking Atheist per spiegare il punto di vista dei non credenti sul significato della vita e su quello che accade dopo la morte. Il video è una raccolta di opinioni espresse sull’argomento da alcuni atei attivi su internet attraverso vari canali.  
L'UAAR ha realizzato una versione del videoclip con sottotitoli in italiano, che va ad aggiungersi agli altri 4 video pubblicati lo scorso mese di marzo.
L’UAAR rinnova il suo ringraziamento a The Thinking Atheist per l’eccellente lavoro svolto e per averle dato la possibilità di diffonderlo più efficacemente tra gli italiani.

10 – IHEU all'Onu
La diffusione del film The Innocence of Muslims e delle vignette del settimanale francese Charlie Hebdo ha fatto rialzare la testa agli integralisti islamici di tutto il mondo. I paesi musulmani hanno colto l’occasione per aumentare la pressione sulle istituzioni internazionali, proprio al fine di limitare gli spazi di libertà condannando qualsiasi ‘offesa’ alla religione. Gli stati occidentali non paiono invece abbastanza vigili sui rischi che corrono in questo modo democrazia e diritto. Anzi sembrano assecondare la deriva confessionalista promossa in primis dall' Organizzazione della Conferenza Islamica (OIC). 
Tra le poche forze che a livello internazionale stanno cercando di porre un argine c’è l’International Humanist and Ethical Union (IHEU), organizzazione che riunisce le associazioni di non credenti e di cui l’UAAR fa parte. La posta in gioco è infatti anche la tutela degli atei e degli agnostici contro l’avanzare delle pretese teocratiche. L’IHEU da tempo si batte contro le risoluzioni in sede Onu tese a criminalizzare la ‘blasfemia’, concetto usato in senso fin troppo ampio e che finirebbe alla lunga per condannare qualsiasi forma di critica alla religione di stampo laico o scettico in nome della difesa privilegiata del ’sacro’. E chiede la ferma condanna dei paesi che promuovono la violenza religiosa sotto qualsiasi forma.   
Un’altra decisa presa di posizione dell’IHEU presso le Nazioni Unite ha scongiurato il rischio che in una risoluzione contro il razzismo finisse anche la condanna dell’intolleranza religiosa. Ciò avrebbe sicuramente reso più difficili le contestazioni alla religione, visto l’esplicito riferimento — poi cassato — anche ai “simboli religiosi” e alle “persone venerate”. E finito per legittimare ancora di più le leggi pesantemente repressive ad esempio contro gli apostati. Non solo la sharia, ma anche normative tuttora in vigore nei paesi occidentali, come la Grecia e la Russia, nonché l’Italia. Anche la nostra associazione appoggia lo sforzo dell’IHEU, consapevole che occorra la vigile attenzione degli atei e degli agnostici che hanno a cuore i propri diritti. Perché certe conquiste sono sempre precarie a causa delle pressioni del fondamentalismo religioso.

11 – Raduno nazionale
La rilevanza dell'appuntamento impone di segnalarlo con congruo anticipo:
dal 26 al 28 luglio 2013 a Venezia è in programma il 2^ Raduno Nazionale della Chiesa Pastafariana Italiana, della quale sappiamo che parecchi amici, sfidando il conflitto di interessi, sono scandalosi simpatizzanti: 
Il nostro Paese non è ancora al livello della progredita Austria dove anche ai fedeli di questa piccola confessione vengono riconosciuti importanti diritti, come quello di comparire sulla foto dei documenti di identità con il copricapo di ordinanza (il sacro scolapasta).  
Noi, pluralisti doc, appoggeremo tutte le loro richieste in difesa dell'esercizio di culto. Sui princìpi non si transige!

:-))

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