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Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti
Circolo di Padova
Newsletter n. 11/2012 - 18/11/2012

 

Sommario

  1. Manifesto d'intenti

  2. Premio di laurea

  3. Calendario 2013

  4. Cena sociale

  5. Riunione

  6. Un funerale laico

  7. Programmi dell'accesso

 

 

 

1 - Manifesto d'intenti
In occasione del lancio della campagna adesioni 2013 è stato diffuso dall'associazione il seguente Manifesto d'intenti, che invitiamo calorosamente soci e simpatizzanti a rilanciare e diffondere, non avendo altri mezzi per portare le nostre proposte a conoscenza dei cittadini.

Ricordiamo che la pagina del sito nazionale con il modulo di iscrizione online è stata aggiornata:

  • iscrizione all’associazione, inclusa la facoltà di leggere la rivista in edizione pdf nell’area riservata: 20 euro;
  • quota di iscrizione per studenti e per coloro che si trovano in condizioni economiche disagiate: 10 euro;
  • supplemento alla quota di iscrizione per coloro che desiderano ricevere L’Ateo anche in versione cartacea: 10 euro;
  • abbonamento alla rivista: 20 euro (singolo numero 4 euro).

"Manifesto d'intenti dell'UAAR. Le nostre tesi cominciano sostenendo che, in un paese migliore, un'associazione come l'Uaar non dovrebbe nemmeno esistere. Lo ribadiamo anche in questa occasione. Perché la ragion d’essere dell'Uaar, il riconoscimento dei diritti civili laici, è già inscritta nell'articolo 3 della Costituzione e nella Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo. 
Se l'Uaar esiste, non è certo per criticare gratuitamente la religione. L'Uaar non è un'associazione antireligiosa. È invece nata per contribuire a innovare un paese pesantemente condizionato in senso confessionale. Difende la libertà di espressione, ma non pratica e non invita a praticare la blasfemia. Argomenta, non urla. 
L'Uaar è nata per rappresentare gli atei e gli agnostici e le loro idee, per tutelare i loro diritti civili, e per affermare il principio costituzionale di laicità dello Stato. Il problema principale, in Italia, non è rappresentato dalla religione, un fenomeno peraltro in costante calo. È rappresentato invece dagli atteggiamenti supini di una classe politica incapace di distinguere tra laicità e clericalismo, tra sacro e profano, tra scienza e dogma, tra argomentazione e catechismo, tra diritti individuali e privilegi delle comunità di fede. È per questo che l'Italia è un paese dove si può essere censurati se si tenta di scrivere che Dio non esiste, e dove è praticamente impossibile ascoltare in televisione una critica alle gerarchie ecclesiastiche. Gli atei e gli agnostici sono tollerati. Purché rimangano zitti. 
Eppure gli atei e gli agnostici non sono affatto pochi: dieci milioni, affermano fonti indipendenti. Vivono in questo paese da prima che nascesse Gesù Cristo, ma nessuno lo sa. Il loro numero è in costante crescita, ma nessun organo di informazione ve lo dirà. Secondo gli studi disponibili, rispetto alla media della popolazione sono più giovani, più istruiti, più aperti al nuovo, più tolleranti nei confronti di chi viene troppo spesso dipinto come “diverso”: stranieri, omosessuali, ragazze madri, appartenenti a religioni di minoranza. Ma nemmeno i sociologi hanno il coraggio di evidenziarlo. 
Bene, l'Uaar è al servizio di quei dieci milioni. Senza imporre nulla a nessuno. Vuol ascoltare cosa hanno da dire. Vuol far conoscere quanto di bello c'è nelle loro vite e nelle loro idee. Vuole portare le loro istanze alla classe dirigente. Vuole aiutarli a difendere le loro ragioni in tribunale. Vuole un paese in cui nessun ateo e pensiero critico; dei genitori che vogliono educare i propri figli senza imposizioni identitarie e ideologiche, affinché essi possano scegliere a ragion veduta una volta adulti; dei giovani che vogliono coltivare liberamente i propri progetti di vita, esprimendo le proprie capacità senza subire influenze religiose. Ma anche di coloro che hanno il coraggio di dichiararsi atei in paesi in cui, a farlo, si rischia la pena di morte. 
Vogliamo che l'Italia cambi, e che raggiunga finalmente livelli di civiltà e giustizia degni di un paese europeo. Vogliamo un paese in cui sono riconosciute le unioni di fatto e l’autodeterminazione contenuta nei testam nessun agnostico debba essere stigmatizzato, patire ingiustizie o pagare qualche conseguenza perché si dichiara ateo o agnostico. Vuole un paese in cui credenti e non credenti abbiano gli stessi diritti di cittadinanza all'interno dello spazio pubblico. E istituzioni separate da qualsiasi condizionamento confessionale. 
L'Uaar vuol essere al fianco anche di tutti coloro che vogliono che l’Italia sia finalmente uno Stato laico non solo in teoria, ma anche in pratica. Un obiettivo che è nell'interesse di tutti. È per questo motivo che l'Uaar vuol stare al fianco delle donne che lottano per i propri diritti; dei gay e delle lesbiche che si battono per un riconoscimento legislativo; di chi quotidianamente difende la ricerca scientifica e il enti biologici, un paese che non discrimina in base all’orientamento sessuale, un paese che non criminalizza il ricorso all’eutanasia. Vogliamo che sia posta fine ai cospicui privilegi concessi alle confessioni religiose, primi fra tutti l’Otto per Mille e il catechismo a scuola. 
Non siamo utopisti. Pensiamo invece che sia ancora possibile fermare il declino dell’Italia e che si possa costruire, insieme, una società contraddistinta da un reale pluralismo e dal pacifico rispetto delle scelte individuali. E dei diritti individuali. Perché una società che accorda diritti a comunità su base religiosa o etnica è una società che indebolisce i diritti del singolo individuo. 
Perché questi scopi divengano realtà, perché la richiesta di diritti civili laici divenga legge occorre un'associazione fortemente rappresentativa. Finché la stragrande maggioranza dei politici avrà atteggiamenti clericali, accogliendo senza discutere le più bizzarre richieste delle gerarchie ecclesiastiche, di un’associazione come l'Uaar ci sarà sempre un gran bisogno. Di un’associazione che non si schiera con nessun partito, ma che incita e sostiene ogni politico – indipendentemente dalla sua collocazione – che si batte per la laicità dello Stato. Senza far sconti a nessuno. Finché anche un solo non credente sarà costretto a fingere di essere credente, l’Italia non potrà essere considerato un paese realmente libero, civile, laico e democratico. 
Non vendiamo fumo: ognuno può valutare quanto e come agiamo. Ma c’è ancora tanto, tantissimo da fare. Realizziamolo insieme.
"

2 – Premio di laurea 2012
La premiazione dei vincitori della sesta edizione del Premio di laurea Uaar è avvenuta, come di consueto, in occasione dell'annuale assemblea dei circoli, svoltasi quest'anno a Rimini. Le tesi vincitrici, già disponibili online, sono:

  • Teresa Franza, Il neocostituzionalismo e l’ipotesi della dichiarazione di incostituzionalità di norme costituzionali (categoria discipline giuridiche);
  • Alessio Mulleri, Materialismo e critica della religione: il Testamento di Jean Meslier (categoria discipline umanistiche e sociali).

Hanno inoltre ricevuto menzione di merito le tesi:

  • Ambra Martarello, Il crocifisso nelle scuole pubbliche: un problema costituzionale;
  • Denise Borda, “Ateismo” nel medioevo? Un concetto controverso;

3 – Calendario 2013
È arrivato il Calendario 2013. L'edizione di quest'anno reca in ogni pagina un'immagine rappresentativa di una tra le tante attività che l'associazione promuove quotidianamente. Inoltre, dall'area soci del sito è già possibile leggere e scaricare la versione digitale dell'ultimo numero della rivista L'Ateo, intitolato "Altri Ateismi", la cui versione cartacea è in invio in questi giorni.

4 – Cena sociale
Nell'approssimarsi della scadenza della profezia maya :-) terremo un'ultima (o penultima...) cena sociale, nella sperimentata formula autogestita, venerdì 23 novembre alle ore 20,00, con menu a sorpresa, ma prevedibilmente a base di bufala, dall'antipasto al dolce...
Per preavvisare la partecipazione utilizzare i numeri 349-3911201 e 328-9129263 o la casella padova@uaar.it

5 – Riunione
La prossima riunione di circolo è fissata per lunedì 3 dicembre presso gli Uffici del Quartiere 5 Sud-Ovest, in via Tripoli 3 a Padova con all'ordine del giorno la preparazione di due prossime conferenze pubbliche, una sul tema del multiculturalismo, l'altra per la ricorrenza del Darwin Day.

6 – Un funerale laico
Un mese fa l'inaugurazione della nuova Sala del Commiato di Padova ha rappresentato il raggiungimento di un obiettivo minimo per la componente sociale cittadina che si richiama ai principi umanisti e alla laicità più consapevole.
In questo servizio di un paio di settimane fa della redazione regionale ligure della Rai, visibile qui, in occasione del funerale di una nostra socia si può, al netto delle inesattezze citate, sommariamente comprendere cosa sia un funerale laico.
L'Uaar è impegnata nel delicato compito della formazione di celebranti; Richard Brown, che si può vedere nel video su citato, è il socio che segue il progetto nazionale.
La prossima primavera prenderà avvio un nuovo corso di formazione, dopo quello di Varese in via di conclusione.
Soci e socie che volessero proporsi per questo incarico di volontariato attivo possono presentare la propria candidatura ai consueti riferimenti di circolo.

7 – Programmi dell'accesso
Nell'ambito dei programmi dell'accesso un contributo dell''Uaar di dieci minuti sul tema "L'ateismo nella nostra società", andato in onda su RaiTre il13/11/2012, visibile qui.

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Per contatti:
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