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Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti
Circolo di Padova
Newsletter n. 9/2012 - 18/06/2012

 

Sommario

  1. Oneri di urbanizzazione

  2. Banchetti

  3. Smantellamento

  4. Ricostruzione

  5. Vere famiglie

  6. Turismo obbligato

  7. Spending review

  8. Solidarietà

  9. Clergy project

 

 

1 – Oneri di urbanizzazione
Nel consiglio comunale del 28 maggio consueta delibera sulla ripartizione annuale della quota degli oneri di urbanizzazione destinata agli edifici di culto. E' di 129.099,00 euro quest'anno l'importo andato alle parrocchie su indicazione della curia. Grande afflizione dei consiglieri intervenuti nel dibattito per l'esiguità dell'importo (definito pure dal sindaco “una miseria”), dovuto al calo del gettito collegato.

A riguardo abbiamo inviato una lettera aperta al sindaco, reperibile sul nostro sito locale
www.uaar.it/padova assieme al testo della delibera e al video della sua replica nel dibattito, durante la quale ha esposto alcune ben opinabili argomentazioni.
Provveduto a segnalarla anche sul suo profilo Facebook  
http://www.facebook.com/fzanonato  attende, ad oggi, un qualche riscontro.

2 – Banchetti
Dando seguito a un gentile invito, si sono tenuti alcuni banchetti informativi del circolo al consueto appuntamento del Summer Student Festival, l'affollata festa organizzata dall'ASU – Associazione Studenti Universitari – giunta quest'anno all'XI edizione, fornendoci l'opportunità di avere alcuni interessanti scambi di opinione con giovani cittadini.
Ripetiamo analoghe uscite in alcune sere della settimana tra il 18 ed il 24 giugno ospiti della festa provinciale di SEL – Sinistra Ecologia e Libertà – al parco Fistomba in via Ognissanti, che ringraziamo anch'essa per l'invito che ci ha rivolto.

3 – Smantellamento
In Veneto si va avanti con lo smantellamento della scuola pubblica, a favore di quella privata in particolare cattolica. L’assessore ai servizi sociali, Remo Sernagiotto, annuncia altri due milioni di euro in più da dirottare alle paritarie. Per un totale di
16,5 milioni di euro per il 2012 a beneficio delle private dalla Regione, con una delibera già approvata dalla Giunta. Ribadisce, come fatto in passato: “le scuole pubbliche, asili nidi e scuole materne, andrebbero chiuse”, perché “costano più delle paritarie”.
Ma l’assessore non si ferma qui: ha intenzione di proporre al governo un progetto per “un nuovo modello di scuola”. Con il supporto della Lombardia, guidata dal ciellino Roberto Formigoni, e dell’Emilia Romagna, dell’ex comunista Vasco Errani. Sia centro-destra che centro-sinistra sono unite anche stavolta nel minare la scuola pubblica.   Alla conferenza stampa di presentazione del provvedimento era presente anche il
presidente Zaia ed il monsignor Edmondo Lanciarotta della Conferenza Episcopale del Triveneto. Monsignor Lanciarotta non ha detto quanti milioni di euro ci mette la Conferenza Episcopale del Triveneto accanto a quelli stanziati dalla Regione per allevare cristianamente i bambini delle scuole paritarie.
Non lo ha detto, perché non ne mette neppure uno.

Ci chiediamo se l’unico criterio per gestire questi servizi sociali sia tagliare il pubblico per favorire il privato perché ‘costa meno’. Considerando che i costi sociali di questo andazzo sono altissimi, a fronte di un apparente risparmio momentaneo, e con ripercussioni pesanti sul futuro per tutta la società. Come rilevano tra l’altro
ricerche di Ocse-Pisa e del Ministero dell’Istruzione.
Una scuola pubblica e laica indebolita a favore di istituti religiosi porta alla creazione di ghetti e inibisce l’apertura mentale degli alunni: si consideri la degenerazione delle faith schools in Gran Bretagna. Senza contare i numerosi casi di mancato rispetto dei contratti di lavoro, l’obbligo di docenti e studenti ad adeguarsi a precetti religiosi, la bassissima percentuale di studenti disabili accolti e un rendimento nettamente più basso rispetto alle scuole pubbliche.
L’ennesimo esempio di sussidiarietà ‘malata’ che arriva dal Veneto. E che d’altronde tende ad ignorare che il sistema di foraggiare la Chiesa
non è così conveniente come si vorrebbe far credere. 

4 - Ricostruzione
A seguito del recente evento sismico che ha colpito l'Emilia, l’Uaar ha rinnovato il suo appello al governo per chiedere che i proventi dell’Otto per Mille a diretta gestione statale, cioè quelli disponibili grazie ai cittadini che hanno deciso di firmare per lo Stato, vengano utilizzati per finanziare le opere di ricostruzione post-calamità, e che al tempo stesso si promuova una campagna per informarne i contribuenti invogliandoli a firmare per lo Stato.
Fino ad oggi l’Otto per Mille statale è stato in larga parte utilizzato per la manutenzione di edifici ecclesiastici, e persino per finanziare le missioni militari all'estero, quando invece andrebbe destinato per iniziative sociali ed umanitarie: per il governo, si tratterebbe quindi semplicemente di... fare il governo, e bene.
Un intervento del circolo a riguardo è stato pubblicato sul quotidiano Il Mattino.    

5 – Vere famiglie
In questi giorni a seguito del tour milanese del pontefice, si parla molto di “famiglia” e di “famiglie”, tentando di accreditare come “vero” un modello di famiglia che, forse, non è per nulla tale.

Benedetto XVI si è prodotto nella prevedibile difesa della dottrina familiare cattolica. L’ha fatto sorvolando sui problemi interni al Vaticano, ma attaccando i politici. Che, benché a loro volta alle prese con un’opinione pubblica sempre più disincantata, dedicano evidentemente troppa attenzione al
crescente numero di famiglie non ‘riconosciute’ dalla Chiesa cattolica.
Per questo motivo l’Uaar ha dato vita a un sito,
La “vera” famiglia, che mostra come in realtà non esista niente di simile: http://www.verafamiglia.it/
A corredo sono state pubblicate sulla nostra pagina facebook due immagini:
https://www.facebook.com/photo.php? 
http://www.facebook.com/photo.php? 
che hanno già avuto centinaia di condivisioni.


6 – Turismo obbligato

Prosegue in Parlamento l’iter della proposta di legge
per il divorzio ‘breve’. Con tempi biblici, considerato che se ne parla da molti anni. La Chiesa cattolica ha espresso da sempre la propria opposizione, frenando le iniziative tese a ridurre i tempi della separazione.
E così, come accade per altre questioni in cui l’Italia è indietro sui diritti civili a causa dell’interventismo delle gerarchie ecclesiastiche, cresce il
turismo all’estero. Stavolta, per poter divorziare più in fretta.
Lo mette in evidenza l'AMI - Associazione degli avvocati matrimonialisti - : “Stanno sorgendo come funghi vere e proprie agenzie, del tutto lecite, che invitano gli italiani a divorziare all’estero” con “pacchetti tutto compreso” che vanno dai 4mila euro per la Romania ai 15mila per la Gran Bretagna.
Negli ultimi sette anni, visti i tentennamenti del Parlamento italiano, circa 9mila coppie si sono rivolte ad un giudice straniero per avere il divorzio. E le sentenze vengono riconosciute anche in Italia, sulla base della normativa europea. Intanto, chi non può permettersi un viaggio all’estero è costretto ad attendere. 

7 – Spending review
Lo scorso mese il governo ha messo a disposizione un modulo sul suo sito invitando i cittadini a segnalare gli sprechi e le spese inutili della pubblica amministrazione (la cosiddetta spending review).
L’Uaar, che con l’inchiesta
I costi della Chiesa ha evidenziato come, ogni anno, almeno sei miliardi di euro finiscano dalle casse pubbliche al mondo cattolico nelle sue varie articolazioni, ha invitato i cittadini a segnalare al governo Monti questa ingente quantità di denaro su cui potrebbe agevolmente intervenire, evitando così di tagliare servizi essenziali quali la scuola, la ricerca, i servizi sanitari.
Le segnalazioni non devono essere state poche, se il sito
Forex Info ha potuto scrivere di “enti locali, sanità, costi della politica, auto blu e Chiesa tra i principali elementi contestati pervenuti a Palazzo Chigi”.

8 – Solidarietà

L'associazione UHESWO (traducibile grezzamente in "Impegno umanista ugandese per salvare le donne") http://uganda.humanists.net/uheswo.htm
è impegnata per i diritti delle donne e per promuovere tra di esse una visione laica del mondo. Lavora concretamente  in progetti per salvare alcune di esse dalla prostituzione. Un video su tale impegno ha appena vinto un premio internazionale. L'UAAR ha deciso di sostenere le sue attività con un contributo di mille euro, e la suggerisce a soci e simpatizzanti come eventuale destinataria di donazioni.

9 – Clergy Project
Il pioniere, sebbene dopo la morte, è stato nel 1729 il curato Jean Meslier col suo famoso Testamento. Ma il fenomeno del coming out di sacerdoti e pastori che abbandonano la fede ultimamente pare proprio in crescita. Grazie anche al
Clergy Project, un portale lanciato l’anno scorso dove i religiosi si dichiarano non credenti e affrontano vari temi e problematiche, ad esempio in famiglia o sul posto di lavoro, che possono incontrare nel loro cammino verso ateismo e agnosticismo.
Negli Usa, ormai sarebbero circa 200 i religiosi che hanno pubblicamente dichiarato di non credere più in Dio. Come un ex pastore luterano di Huston,
Mike Aus. O come Joshua Everett, già ministro evangelico. Ma c’è anche Jerry DeWitt, già predicatore pentecostale presente ad una recente convention dell’American Humanist Association. Greta Christina, attivista atea, fa il punto della situazione su questo fenomeno, interrogandosi anche su come possa cambiare il modo di vedere la religione tra gli stessi non credenti.

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