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Circolo UAAR di Padova, Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti, www.uaar.it/padova/

NOTIZIE




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Mattino 23 - 10 - 2014

Il "miracolo del bambino muto che dice MAMMA"

Ho voluto cercare di capire quanto più possibile di questo avvenimento leggendo le (di solito) poco affidabili notizie pubblicate sui giornali locali relativamente al cosiddetto "miracolo" del bambino americano che, muto, avrebbe detto per la prima volta a 8 anni la parola MAMMA.

Sono partito dalle notizie che dovrebbero permettere di capire di che cosa stiamo parlando. Cito dal Mattino di Padova del 15/92014:

Il bambino è nato prematuramente a sei mesi. Il suo peso alla nascita era di 900 grammi ed è affetto da aprassia motoria moderata e verbale grave. Il bambino si chiama John Paul (Giovanni Paolo), ha otto anni e vive in una famiglia formata da mamma Jacquelyn, dal padre e dal fratello minore normodotato di 4 anni. La famiglia abita nei pressi di Boston. John Paul ha subito diversi interventi chirurgici per risolvere consistenti problemi dovuti alla nascita prematura. Oggi fisicamente sta molto meglio e viene educato a comunicare con i segni e ad utilizzare un tablet. John Paul dimostra di avere coscienza della realtà e di essere in grado di esprimere la propria volontà attraverso il tablet e di comunicare i propri sentimenti attraverso il linguaggio dei segni. Domenica pomeriggio la coppia di amici della famiglia era presente alla celebrazione con la reliquia arrivata da Padova nella chiesa di sant'Antonio di Springfield. Al termine della celebrazione, avendo ricevuto un biglietto del «Caro sant'Antonio» su cui poter scrivere la propria preghiera ha pensato di affidare al taumaturgo padovano il bambino. Il giorno successivo, presente la madre e due persone, tra cui la terapista del bambino che gli insegna a comunicare attraverso i segni, il bambino chiama a chiara voce per la prima volta e per due volte consecutive la propria madre con la parola: «Mamma».

Come si può dedurre da quanto riportato, c'è ben poca "sostanza" su cui si possa ragionare. Infatti ci vorrebbero degli specialisti per chiarire il livello di deficit di cui è affetto il bambino, per avere delle statistiche su casi analoghi e per capire dal punto di vista medico i dettagli dell'avvenimento.

Si potrebbe comunque pensare che le circostanze particolari a cui è stato sottoposto il bambino, vale a dire la partecipazione a celebrazioni pompose e la situazione “anomala” in cui egli si trovava, abbiano favorito un gesto, un atto che nulla ha di miracoloso, ma che come tale può essere interpretato da chi si trova in uno stato di forte attesa e che, partendo da una situazione di disagio (la malattia/deficit del bambino), nutre una forte speranza di cambiamento. E qualsiasi cambiamento può essere in queste condizioni interpretato come straordinario e quindi, per chi ci crede, miracoloso.

Ricordiamo che viene definito "miracolo" un evento straordinario, al di sopra delle leggi naturali, che si considera operato da Dio direttamente o tramite una sua creatura.

Ma, come viene ricordato nel sito dell'UAAR: In realtà, la definizione di miracolo quale “evento che supera le leggi di natura” riflette solo una carenza attuale di valide spiegazioni, che risulteranno in genere possibili in un secondo tempo. http://www.uaar.it/news/2008/02/24/come-scienza-spiega-cosiddetti-miracoli/

Se poi a questo aggiungiamo la suggestione, capiamo anche come questo tipo di notizie sia un po' come le ciliege: una tira l'altra.

E infatti pochi giorni dopo sul Gazzettino compare un nuovo “miracolo”:

«Miracolo a Medjugorje: avevo
 la sclerosi multipla e sono guarita» http://www.ilgazzettino.it/NORDEST/VENEZIA/medjugorje_gigliola_candian_guarigione_sclerosi_multipla_fosso_venezia/notizie/909021.shtml

Ricordo che in medicina esistono le cosiddette “guarigioni spontanee”. Sono rare percentualmente, ma non così infrequenti come numero assoluto, visto che si contano almeno 176 casi negli ultimi 60 anni, certamente più dei 68 miracoli “certificati” di Lourdes nell'ultimo secolo e mezzo. Come dire che è statisticamente più probabile guarire “miracolosamente” standosene a casa che andando in pellegrinaggio.

Di guarigioni miracolose parla in maniera documentata il blog medbunker: http://medbunker.blogspot.it/2013/10/guarire-miracolosamente-o-spontaneamente.html

È impossibile perciò rincorrere il susseguirsi di notizie di questo tipo. Chiunque può gridare “al miracolo” e trovare una cassa di risonanza nei media che cavalcano le notizie “gridate” mentre non amano le analisi razionali e approfondite: la notizia del miracolo fa titolo e fa vendere, mentre la sua smentita è noiosa e non la legge nessuno.

La conclusione allora può essere una sola: se si vuole conoscere la realtà dei fatti bisogna controllare le notizie, verificare le informazioni e le fonti e avere la pazienza di leggere spiegazioni che possono essere lunghe e noiose, ma che superano quel livello di superficialità che caratterizza invece la maggior parte degli annunci relativi a miracoli e fenomeni prodigiosi.

Dott. Massimo Albertin

19/09/2014




Protesta per un capitello religioso nel terreno pubblico concesso gratis

L'amministrazione comunale di Rubano (PD) ha concesso gratuitamente alla parrocchia della frazione Villaguattera l'occupazione del suolo in un giardino pubblico per un'edicola sacra dedicata alla madonna di Medjugorje, per 30 anni.

Un nostro socio ha regalato al sindaco e alla giunta che ha votato la delibera una copia del libro "L'imbroglio di Medjugorje" di Raffaele Ascheri.

http://go.uaar.it/1g39Ts7


Foto edicola




Testamento biologico, eutanasia legale: il perché di una proposta di legge

Dopo aver rischiato l'approvazione di una legge liberticida contro il testamento biologico è venuto il tempo di passare all'azione.

Il nuovo Parlamento, benché la sua composizione sia meno clericale del precedente, non offre garanzie che arriverà a riconoscere la libertà di scelta sulle questioni di fine vita. E' un tema “eticamente sensibile”, e la nostra classe politica è purtroppo assai “sensibile” alle posizioni delle gerarchie ecclesiastiche sui temi etici. Secondo l'ultimo rapporto Eurispes quattro cittadini su cinque pensano invece che sia ora di riconoscere il testamento biologico, due cittadini su tre ritengono che sia tempo di legalizzare l'eutanasia.

E' tempo dunque che esprimano questa opinione in modo più diretto.

E' per questo motivo che Associazione Luca Coscioni, Exit Italia, Amici di Eleonora Onlus, Radicali Italiani e UAAR hanno deciso di cominciare una raccolta firme per una proposta di legge di iniziativa popolare per l'eutanasia legale, che ha l’obiettivo di mettere al più presto questi temi all'ordine del giorno del nuovo Parlamento. Si devono raccogliere almeno 50.000 firme autenticate e certificate.

A Padova si può firmare ai tavoli organizzati dalle associazioni aderenti alla campagna, oppure presso:

- la Segreteria Generale del Comune (orari: lun.-ven. 9,00/13,30; lun. e mer. 15,00/17,00);

- l'Ufficio per le Relazioni con il Pubblico di Palazzo Moroni (orari: lun.- ven. 8.45/13,00; mar. e gio. 15,00/17,00);

- gli uffici anagrafe e alle segreterie dei Consigli di quartiere (ad esclusione della segreteria del CdQ 1 - Centro).

Ai cittadini ricordiamo che ci sono tanti modi con cui sostenere la campagna. L’importante è farlo. Perché è un'occasione per aiutare a rendere l’Italia un Paese un po' più laico e civile.

Non fate mancare il vostro appoggio.


Eutanasia legale



Nuova Sala del Commiato con annesso nuovo impianto di cremazione

Mercoledì 17/10/2012 - Cimitero Maggiore - via Chiesanuova - Padova

Nella seduta del 18 Gennaio 2011 è stata approvata in giunta a Palazzo Moroni la delibera che ha portato alla realizzazione della nuova Sala del Commiato con annessi due nuovi forni crematori. L'impegno di spesa previsto è stato di 2.793.175 euro. L'operazione è stata realizzata dal Comune tramite Aps Holding che gestirà il servizio per un ventennio. Le strutture trovano posto in un'area comunale esterna rispetto alle mura del Cimitero Maggiore, nella zona nord est.

La Sala per il Commiato ha 70 posti a sedere più altri 70 in piedi, sono presenti tre salette dove attendere la consegna delle ceneri e da dove è possibile seguire tramite un monitor la fase iniziale della cremazione.

La nostra associazione, che si è battuta da anni in città per la realizzazione di questo obiettivo raccogliendo oltre 800 firme, ha seguito con particolare attenzione l'evoluzione dell'intervento.

Nel suo intervento l'ex segretario dell'UAAR, Giorgio Villella, ha ringraziato l'amministrazione comunale e in particolare il sindaco Flavio Zanonato, l'assessore Silvia Clai e l'ex assessore Gaetano Sirone, per l'impegno profuso per la realizzazione del nuovo impianto.

Riportando le parole dell'assessore Silvia Clai: “Finalmente i padovani hanno a loro disposizione uno spazio attrezzato per un ultimo saluto in forma laica e individuale".


Sala commiato


Sala commiato


Sala commiato


Sala commiato


Sala commiato


Sala commiato


Sala commiato


Sala commiato

Silvia Clai - assessore con deleghe a partecipazione - decentramento - Urp - rete civica e servizi demografici e cimiteriali



Sala commiato

Flavio Zanonato - sindaco di Padova



Sala commiato

Gaetano Sirone - ex assessore Bilancio, Programmazione Controllo e Statistica, Servizi Demografici e Cimiteriali



Sala commiato

Giorgio Villella - ex segretario UAAR




Per informazioni:

APA - Sala Commiato

Cerimonie laico-umaniste



Arrivano i libri Uaar: “Nessun Dogma” al Salone di Torino

Cresce il numero dei non credenti, e crescono anche le iniziative che li riguardano. L’Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti ha infatti dato vita a un nuovo progetto editoriale, a cui ha dato il nome di Nessun Dogma.

«Libri per menti libere» è lo slogan pensato per il suo lancio. Lo scopo dell’iniziativa editoriale è di contribuire alla diffusione del pensiero laico e non religioso: un ulteriore salto di qualità per un’associazione che ha già all’attivo una biblioteca, una rivista, un seguitissimo sito internet, e che organizza quasi quotidianamente eventi culturali in tutta Italia.

Il catalogo affiancherà alla traduzione di classici inediti in Italia anche opere che vogliono affrontare tematiche scottanti con un impertinente approccio laico-razionalista. Tra le prime proposte, si segnalano La necessità dell’ateismo di Percy B. Shelley e I figli illegittimi di Darwin, volume sull’eugenetica scritto da Angelo Abbondandolo.

Il luogo della presentazione ufficiale di Nessun Dogma è anche il più prestigioso dell’editoria italiana: il Salone internazionale del libro di Torino. Lo stand Uaar/Nessun Dogma (P119) si troverà nel settore Incubatore, dedicato alle nuove realtà editoriali. Una conferenza è prevista per domenica 13 maggio, ore 15, con l’intervento del segretario dell’associazione Raffaele Carcano.

Comunicato stampa UAAR - Roma 02/05/2012


Disposizioni anticipate

La mozione sulle Disposizioni anticipate di trattamento approvata dal consiglio comunale lo scorso 13 settembre non ha portato come in altre città ad ottenere la ricezione e la custodia degli atti da parte dell'istituzione pubblica. Sarà possibile, al momento, solo sottoscrivere e depositare la dichiarazione di nomina di un fiduciario, incaricato di conservare l'atto e di gestire le situazioni nelle quali il dichiarante si trovasse in condizioni tali da non poter esprimere il proprio consenso o dissenso a proposito di trattamenti medici e sanitari.

Sul portale del Comune http://tinyurl.com/d2qp68w sono rese pubbliche le modalità di accesso al servizio; da parte nostra ci impegniamo a dare sostanza all'obiettivo raggiunto, che rimane di consistente significato, a maggior ragione in una città ingessata nel conformismo del proprio ceto politico.

Rimangono da chiarire alcuni punti, come l'obbligo di presenza del fiduciario alla segreteria del Comune, e il destino degli atti stipulati presso studi legali o notarili.




Registro per il Testamento Biologico.

Il Consiglio Comunale di Padova, riunitosi martedì 13 settembre scorso fino a notte tarda, ha approvato non l'istituzione del "Registro delle Dichiarazioni anticipate di trattamento" anche nella nostra città, come in altrettanti 70 (e forse più) comuni in Italia, ma una mozione (in cui le espressioni "registro comunale" e "testamento biologico" non sono nemmeno menzionate) che chiede:

"Al Sindaco e alla Giunta Comunale di disporre, presso la Segreteria Generale, la raccolta e la conservazione delle attestazioni dei cittadini del Comune di Padova che dichiarino di aver depositato la propria dichiarazione anticipata di trattamento presso un fiduciario."

La mozione molto più chiara e determinata, stesa da Marina Mancin (Sel) e Daniela Ruffini (Prc), sostenuta anche da 5 esponenti del Pd, è stata respinta grazie ai voti contrari dell'Udc e della Lega, oltre che di 7 consiglieri democratici.

E' questo il risultato di tanti mesi di iniziative portate avanti da un fronte composito di cittadini, forze politiche, associazioni e altre realtà, tra cui il nostro circolo, che ha visto più di 2.000 cittadini firmare per la richiesta dell'istuzione del Registro presso il Comune.

Sarebbe stata una misura necessaria, dal forte sapore simbolico nel momento in cui in Senato comincia l'iter di discussione della legge Calabrò, che va in direzione opposta alla sensibilità della maggioranza dell'opinione pubblica italiana.

Una misura, quella approvata, non sufficiente, monca, viziata dai veti delle componenti confessionaliste bi-partisan, che ha portato all'approvazione di una mozione non concordata, con superflua e risibile dichiarazione di principio contro l'eutanasia (una specifica inutile, visto che la dolce morte è già vietata dalla legge e, soprattutto, nulla ha a che vedere con il registro del testamento biologico), passata con 17 voti a favore, 5 astenuti e 1 voto contrario.

Se non è propaganda, questa...

Una brutta pagina per il PD padovano ancora una volta spaccato tra l'anima cattolica e quella più laica. Una brutta pagina per la giunta di Zanonato che brillava per la sua assenza (con l'eccezione del solo assessore Zan), sottolineata da qualcuno con un "sennò, chi lo andava a dire poi al vescovo?".

Padova 15/09/2011

Testo completo della delibera in pdf




Ultime sul testamento biologico

Dopo alcuni rinvii, giorno 12/07/2011 (lo stesso giorno in cui la Camera dei deputati ha approvato il ddl Calabrò) si è svolto in Comune un incontro tra alcuni rappresentanti (noi dell'UAAR compresi) del "Comitato unitario padovano - Art. 32 per il testamento biologico" e il sindaco Zanonato. Dell'incontro daremo un resoconto in una delle prossime Newsletter

Una mozione unitaria (concordata tra gli estensori di tre diverse mozioni) che chiede "di disporre presso la Segreteria Generale, la raccolta e la conservazione delle attestazioni dei cittadini del Comune di Padova che abbiano già depositato la propria dichiarazione anticipata di trattamento presso un notaio o altro fiduciario" che avrebbe dovuto essere discussa in Consiglio Comunale il 18 luglio, andrà in discussione il 13 settembre.




Padova, vietato parlare di testamento biologico

Conferenza dei capigruppo al Consiglio Comunale animata quella di mercoledì 01/06/2011 a Padova. Durante i lavori la presidente Ruffini aveva proposto di inserire all'ordine del giorno del prossimo Consiglio Comunale, previsto per domani, la discussione sulle due mozioni sul testamento biologico presentate da oltre un anno rispettivamente da Sinistra Ecologia Libertà e Rifondazione Comunista, alle quali il Circolo UAAR di Padova insieme ad altre associazioni laiche aveva dato la sua adesione contribuendo alla raccolta delle firme per la loro presentazione. Ancora una volta però la componente di maggioranza del PD ha rifiutato la proposta spiegando, per bocca del capogruppo Gianni Berno, che per il suo partito "i tempi non sono maturi"e che è opportuno che all'interno del Partito Democratico emerga prima una posizione condivisa sulla tematica. Da tempo, all'nterno del partito che esprime il sindaco Zanonato, è rovente il dibattito tra quanti, come gli ex-Ds, hanno posizioni favorevoli all'istituzione del registro sul testamento biologico e quanti sono vicini alla componente cattolica, che è invece apertamente contraria questa eventualità. Anche la lista civica Padova per Flavio Zanonato si è espressa contro la discussione mentre l'Italia dei Valori ha subordinato l'assenso alla discussione al prossimo consiglio comunale alla condizione che si arrivasse ad una posizione unitaria da parte della maggioranza, cosa assai improbabile visti i tempi stretti, stante il contrasto tra laici e cattolici all'interno del Partito Democratico. Indignazione da parte di SEL e Rifondazione, mentre le opposizioni del PdL hanno accusato la maggioranza di avere paura di giocare a carte scoperte.




Comitato padovano per il testamento biologico

Il 10 Marzo 2011, nella sala Gruppi del Comune di Padova, si è costituito il "Comitato unitario padovano - Art. 32 Per il testamento biologico" con le seguenti finalità:

- esprimere profondo dissenso sul testo del ddl Calabrò, attualmente in discussione alla Camera;

- sollecitare l'Amministrazione comunale a discutere al più presto la mozione e la proposta di iniziativa popolare da tempo depositate al riguardo;

- riunire le diverse sensibilità e coordinare le iniziative cittadine;

- informare e sensibilizzare l'opinione pubblica sul tema delle disposizioni anticipate di trattamento.

Vi aderiscono le rappresentanze cittadine di: Associazione Luca Coscioni, Associazione Mazziniana, Chiesa Metodista Valdese, Cgil-Fp, Lega dei Socialisti, Libertà e Giustizia, Sinistra Ecologia e Libertà, UAAR.

Video della conferenza




Italia assolta: il crocifisso resta in aula

Deludente l'esito del ricorso promosso dal governo italiano presso la Grand Chambre della Corte Europea dei Diritti Umani di Strasburgo.

La sentenza di primo grado che dava ragione ai nostri soci di Abano Terme, stabilendo che la presenza del crocifisso alle pareti della aule scolastiche italiane lede il diritto di educare i propri figli secondo il proprio convincimento, è stata totalmente ribaltata nel procedimento di secondo grado che, invece, sentenzia che il diritto di esporre il crocifisso rientra nel cosiddetto margine di discrezionalità riconosciuto agli stati membri, che non vi è alcuna prova del condizionamento subìto dagli studenti a causa della presenza del simbolo cattolico, e che comunque ciò non è accompagnato da un insegnamento "obbligatorio" di una religione o dal divieto di indossare "tenute a connotazione religiosa" (quindi, a parere della corte, la laicità è salva).

Non è possibile non notare come si sia passati da una decisione unanime dei 7 giudici che componevano la corte che ha emesso la sentenza di primo grado, ad una maggioranza schiacciante, ma di segno diametralmente opposto, in secondo grado; infatti ben 15 dei 17 giudici della Grand Chambre hanno votato per l'assoluzione dell'Italia.

L'UAAR ringrazia la famiglia Lautsi-Albertin per aver tenacemente rincorso il sogno di un'Italia più laica.

Video della conferenza stampa

Un comunicato da parte delle associazioni laiche




Padova, consegna crocifissi, la polemica infinita

Se il crocifisso è il simbolo della concordia e dell’amore universale, la vicenda padovana sulla ‘cerimonia’ della sua consegna da parte dell’assessore provinciale all’edilizia scolastica Bonetto ai presidi, sarà probabilmente l’eccezione che conferma la regola. La “cerimonia” in effetti c’è stata, come da protocollo. La polemica anche. Tutti i quotidiani locali stamane danno ampio spazio alla vicenda che, come da manuale, si condisce di lotta politica. Trapela anche il costo dell’operazione: 10 mila euro per l’acquisto di circa 700 crocifissi artigianali del Salvador, le bandiere con il leone di San Marco, emblema della Regione Veneto, il tricolore e la bandiera con le stelle dell’Europa. I tecnici passeranno nelle scuole per collocare correttamente i supporti. Presenti con Bonetto anche la dirigente dell’ufficio scolastico provinciale Giuliana Bigardi e il viceprefetto Aldo Luciano. Dei 36 presidi convocati, si sono presentati in 26 mentre qualcuno ha preferito inviare un delegato. Palpabile l’imbarazzo e il disappunto tra più di un dirigente che ha dichiarato alla stampa che si coglie in maniera lampante dietro all’operazione la strumentalizzazione della Lega e che ben altre le cose di cui le scuole sono carenti. Tra gli interventi più critici, spiccano quelli di Claudio Piron, assessore del comune di Padova alle Politiche scolastiche che, da cattolico, ha giudicato la cerimonia “di cattivo gusto” e quello del sociologo Enzo Pace, il quale più che perplesso sulla questione si sente “intellettualmente ostile di fronte alla politica che impone simboli religiosi”.

PD 20/04/2011


Comitato padovano per il testamento biologico

Il 10 Marzo 2011, nella sala Gruppi del Comune di Padova, si è costituito il comitato unitario padovano “Art. 32 – Per il testamento biologico” con le seguenti finalità:

- esprimere profondo dissenso sul testo del ddl Calabrò, attualmente in discussione alla Camera;

- sollecitare l’Amministrazione comunale a discutere al più presto la mozione e la proposta di iniziativa popolare da tempo depositate al riguardo;

- riunire le diverse sensibilità e coordinare le iniziative cittadine;

- informare e sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema delle disposizioni anticipate di trattamento.

Vi aderiscono le rappresentanze cittadine di: Associazione Luca Coscioni, Associazione Mazziniana, Chiesa Metodista Valdese, Cgil-Fp, Lega dei Socialisti, Libertà e Giustizia, Sinistra Ecologia e Libertà, UAAR.

Video della conferenza


conferenza stampa


conferenza stampa



Lo sportello per il testamento biologico della Chiesa metodista valdese

Lodevole sasso nello stagno quello gettato dalla Chiesa metodista valdese di Padova, che con autorevolezza attiva da questo mese uno sportello per il testamento biologico, per il deposito delle direttive anticipate di trattamento, dedicato ai cittadini che volessero stipularle.

Non siamo sorpresi dal pragmatismo laico dei promotori, che conosciamo anche per aver condiviso punti di vista in altri contesti (la necessità di una scuola laica e sulla presenza dei simboli religiosi nei luoghi istituzionali, ad esempio).

E' un'iniziativa al servizio della città che, ricordiamolo, sopperisce alla pavidità dell'amministrazione comunale, ingessata nel gioco degli equilibri interni, incapace a tutt'oggi di trovare il coraggio per dare adempimento alla volontà limpidamente trasversale dei cittadini, chiaramente espressa nei sondaggi e con le centinaia di firme raccolte in varie tornate, giacenti nei cassetti di palazzo Moroni.

E questi sviluppi dimostrano una volta di più che non è necessario essere dei “convinti laicisti”, come i sottoscritti, per portare concreto rispetto per le scelte individuali, a maggior ragione quando queste hanno a che fare con i momenti più difficili e dolorosi che si manifestano in una vita umana.

A ben vedere, una semplicissima questione di sensibilità democratica.

Circolo UAAR di Padova

Comunicato stampa inviato ai giornali locali e pubblicato da il mattino di Padova del 07/02/2011 a pag. 8


Sala del commiato

Approvata in giunta a Palazzo Moroni nella seduta del 18 Gennaio 2011 la delibera che porterà alla realizzazione al Cimitero Maggiore della nuova Sala del Commiato e di due nuovi forni crematori.

L'impegno di spesa è di 2.793.175 euro, e l'operazione sarà realizzata dal Comune tramite Aps Holding che gestirà il servizio per un ventennio. Le strutture troveranno posto in un'area comunale esterna rispetto alle mura del Cimitero Maggiore, nella zona nord est.

Lo spazio per il commiato avrà 65 posti a sedere, ci saranno salette dove attendere la consegna delle ceneri e sarà possibile seguire tramite un monitor la fase iniziale della cremazione.

La nostra associazione, che da anni si batte in città per la realizzazione di questo obiettivo, seguirà con particolare attenzione l'evoluzione dell'intervento.

Riportando le parole dell'assessore Silvia Clai: “Finalmente i padovani avranno a loro disposizione uno spazio attrezzato per un ultimo saluto in forma laica e individuale".


Comunicato stampa

Un regalo anche per lei, presidente Zaia.

La giunta regionale veneta conferma quanto ventilato a settembre, in occasione dell’incontro avuto con il cardinale Angelo Scola,ossia l’intenzione di donare una Bibbia a ogni ragazzino frequentante la scuola primaria.

L’annuncio ufficiale è stato dato dall’assessora all’Istruzione Elena Donazzan (già segnalatasi in passato per aver cercato di‘cattolicizzare’ l’educazione civica e per aver proposto l’obbligatorietà dell’ora di i.r.c.).

No, non ci scandalizziamo per la regalia di un libro, qualsiasi esso sia, finanche di letteratura mitologica. Quello di cui i proponenti non tengono conto è che potrebbe rivelarsi persino controproducente una simile operazione, se qualcuno finirà per leggerlo quel libro, magari in una versione non edulcorata, e con l'attenzione che solitamente vi dedicano i non credenti.

Ma l'assessora si sofferma soprattutto ad illustrare l'iniziativa denunciando un' incombente deriva relativista e nichilista, incaricando quel libro di ravvivare le (presunte)salvifiche “radici”, e vi ravvisa i principi fondativi del diritto e della morale.

Tesi spericolata, poiché nel caso i fondamenti cui si ispirano l'assessora Donazzan e il presidente Zaia fossero quelli in cui noi ci riconosciamo, i principi liberali della civiltà occidentale, qualcuno dovrà pure avvisarli (e farlo sapere soprattutto ai nostri studenti) che nella storia del nostro continente essi si sono affermati e imposti non grazie al cristianesimo, ma nonostante la sua diffusione, con i suoi titolati rappresentanti a fare concessioni solo dopo contrapposizioni durissime. Sta lì ad esemplificarlo la storia dello schiavismo e della pena di morte, quella della diffusione dei diritti individuali inalienabili, del progresso scientifico, del ruolo della donna nella società, dell'istruzione di massa.

Regalare bibbie con gli intenti manifestati si rivela quindi soltanto una campagna identitaria, strumentale e anche illegittima perché propaganda religiosa promossa da un'istituzione pubblica. Niente a che vedere con la necessità di sviluppare nelle nostre scuole il sapere critico e la crescita individuale, rispettosi delle scelte personali, ma rifuggendo dai dogmi e dalla logica comunitarista, pietra tombale per il progresso e la pacifica convivenza nella nostra società.

Padova, 03.01.2011 UAAR – Circolo di Padova

Nota a margine. Faremo anche noi un omaggio a presidente Zaia e assessora Donazzan: una copia ciascuno de “Storia della filosofia occidentale” di Bertrand Russell.Perché il mondo, e la storia umana, sono un po' più complessi di come appaiono.


Lettera inviata dal Circolo di Verona all'Assessore regionale del Veneto Elena Donazzan


Colli Euganei, la Madonnina della discordia

28/12/2010 Per la seconda volta in due giorni, Il Mattino di Padova ha dedicato in prima pagina un trafiletto corredato con foto e rimandando alle pagine interne alla vicenda della Madonnina del Pirio, una statuetta bronzea collocata sulla cima omonima, località Torreglia, all’interno del Parco Colli Euganei, nel padovano. Titoli inusitatamente forti quelli usati dal quotidiano; l’altro ieri I laicisti fanno sparire la Madonna del Pirio, ieri Gesto sacrilego sul Monte Pirio. Anche il Gazzettino scrive di “atto sacrilego”.
Questi i fatti. Pochi mesi fa, un gruppo di escursionisti dell’associazione Giovane Montagna di Padova decide di collocare sulla cima del Pirio, una statuetta di 70 cm ancorata sulla roccia, allo scopo di “proteggere il territorio e le escursioni degli appassionati” secondo le parole di Angelo Polato, presidente dell’associazione medesima. La decisione aveva suscitato malumori, testimoniate da diverse mail inviate all’indirizzo della Giovane Montagna, con le quali diverse persone ritenevano quella collocazione uno sfregio a quel gioiello di pochi metri quadrati rappresentata dalla cima del monte Pirio. A gettare altra benzina sul fuoco, la nascita finanche di un gruppo, il Collettivo Operazione Pirio, contrario alla collocazione di simboli religiosi sui colli, che sul suo sito, il 29 dicembre scorso, annuncia di voler organizzare un blitz dissacrante, posizionando vicino alla Madonnina del Pirio il nano Pìriolo (l’ottavo), alto una ventina di centimetri e il Conigliolo. Ma giunti alle prime luci dell’alba sulla cima, della Madonnina non c’è alcuna traccia. I tre perni di acciaio del diametro di 22 millimetri che tenevano la statuetta ancorata sulla roccia, risultano tagliati.
Monta la polemica, con il presidente Polato di Giovane Montagna che formalizza una denuncia per il furto della statua, e che individua in coloro che erano contrari alla collocazione della Madonnina, gli autori del gesto sacrilego. Da parte sua il collettivo Operazione Pirio, pur confermando la contrarietà alla presenza della statuetta, si dissociano dall’atto vandalico.
Polato promette di riportare la Madonnina, di cui si sono perse le tracce, sulla cima del Pirio: “In fin dei conti – commenta il presidente di Giovane Montagna – è il solo simbolo religioso che è stato posato in tutti i 42 chilometri del tracciato dell’Alta Via n. 1”.
Della vicenda si stanno occupando i carabinieri di Bresseo, competenti per territorio.


Padova, tre insegnanti contro i canti ‘laici’ in basilica

Prima 240 bambini della scuola elementare Santa Rita nella basilica di Santa Giustina, poi 260 alunni della scuola Manin nella parrocchia della Madonna Pellegrina: contro l’usanza padovana di far cantare ai bambini canti “laici” in luoghi di culto cattolici si sono espresse tre insegnanti dell’VIII Istituto comprensivo. “La nostra Costituzione sancisce l’uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge”, spiegano al Mattino, “quindi anche i nostri piccoli concittadini che svolgono attività alternative alla religione hanno pieno diritto a partecipare all’Accademia natalizia, insieme ai loro coetanei che seguono la religione cattolica, in un luogo idoneo e non connotato da simboli religiosi che possano turbare la serenità e la libertà di coscienza”. Una presa di posizione che non è piaciuta alla dirigente scolastica Emma Pittarello, che l’ha definita “puramente demagogica e strumentale”: “la verità è che dovremmo ringraziare i sacerdoti” per offrire gratuitamente spazi dove far svolgere tali eventi, sostiene. D’accordo con Pittarello, come riporta in un altro articolo lo stesso Mattino, sia l’assessore alle politiche scolastiche Claudio Piron (PD), sia Mariella Mazzetto, consigliere comunale della Lega.


Il Tribunale di Padova: «attivare l'ora alternativa è un obbligo»

L'ora alternativa è un diritto, e ogni scuola è obbligata a garantirla. È quanto ha stabilito il Tribunale di Padova, accogliendo il reclamo presentato dai genitori di una bambina frequentante una scuola primaria statale della città veneta. Mentre ai suoi compagni era impartito l'insegnamento della religione cattolica, l'alunna era stata costretta prima a rimanere in classe, poi a trasferirsi in classi parallele, senza che l'istituto provvedesse ad attivare le lezioni alternative richieste.

Secondo il tribunale, la loro attivazione costituisce invece un obbligo, e la scuola ha pertanto praticato nei confronti della bambina una doppia discriminazione, «nell'esercizio del diritto all'istruzione e alla libertà religiosa». Per questo «comportamento discriminatorio illegittimo» l'istituto e il ministero dell'istruzioni sono stati condannati anche al pagamento della somma di 1.500 euro.

«Dopo quello sul crocifisso, è un altro importante risultato ottenuto dall'UAAR, che ha sostenuto tecnicamente ed economicamente il ricorso», commenta Raffaele Carcano, segretario dell'associazione: «spiace solo che, per rendere veramente laico questo paese e per vedere riconosciuto un diritto fondamentale, sia stato necessario ancora una volta rivolgersi alla giustizia».

Comunicato stampa dell'Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti

Rassegna stampa

Nostre lettere ai gionali

Ordinanza del Tribunale

Progetto ora alternativa



CONFERENZA STAMPA DEL COMITATO CITTADINO “PADOVA PER IL TESTAMENTO BIOLOGICO" promotore della DELIBERA DI INIZIATIVA POPOLARE per istituire a Padova un REGISTRO COMUNALE per le DICHIARAZIONI ANTICIPATE sui trattamenti sanitari.

Sabato 26 giugno 2010 presso la SALA GRUPPI del MUNICIPIO è stata presentata la delibera per l'istituzione del Registro telematico dei Testamenti Biologici presso l’Ufficio Comunale di Stato Civile, per l’archiviazione delle dichiarazioni anticipate di volontà relative ai trattamenti sanitari espresse dai cittadini.

Hanno partecipato: WILHELMINE SCHETT (conosciuta come MINA WELBY, moglie di Piergiorgio Welby) e i promotori: Marco Guido FAVARA, Gabriella GAZZEA VESCE, Alessandro LICCARDO, Maria Grazia LUCCHIARI, Luigi Antonio Maria AMOROSO, Emilio FILIPPI, Sonia FONTOLAN, Lorenza Cesira MERLIN, Mara PONCHIA.

Alla conferenza stampa era presente Giorgio Villella, del Comitato di coordinamento nazionale dell'UAAR, che ha aderito al Comitato. Il Circolo di Padova dell'UAAR procederà alla raccolta delle firme.

Così sul Gazzettino del 27/06/2010 a firma di Federico Cappellaio:

«Vi ringrazio per questa battaglia di civiltà». Wilhelmine Schett Welby, detta Mina, ha ricordato ieri mattina a palaz­zo Moroni il calvario del mari­to, Piergiorgio Welby che, colpito da una progressiva e devastante forma di distrofia muscolare, si è lungamente impegnato per il riconosci­mento legale del rifiuto dell'accanimento terapeutico e per il diritto all'eutanasia. Da lunedì scorso in sciopero della fame per attirare l'attenzione su un tema delica­tissimo che scuote le coscien­ze e le istituzioni, Mina ha elogiato «la grande sensibili­tà della città di Padova» e del locale Comitato per il testamento biologico, promotore della delibera di iniziativa popolare per istituire un regi­stro comunale contenente le dichiarazioni anticipate sui trattamenti sanitari. In prima linea Marco Guido Favara, Gabriella Gazzea Vesce (mo­glie di Emilio, rimasto sei mesi in coma irreversibile a causa di un infarto), Alessan­dro Liccardo, Maria Grazia Lucchiari, Luigi Antonio Ma­ria Amoroso, Emilio Filippi, Sonia Fontolan, Lorenza Cesira Merlin, Mara Ponchia, tut­ti esponenti della Cellula Coscioni di Padova (intitolata a Luca Coscioni, deceduto per sclerosi laterale amiotrofica), di cui Welby era copresidente. Per l'intero mese di luglio si terranno infopoint di raccol­ta firme, sul liston e nelle vie centrali della città. «L'iscrizione al registro -spiega Favara - consente l'ar­chiviazione delle dichiarazio­ni anticipate di volontà relati­ve ai trattamenti sanitari espressi dai cittadini, può es­sere richiesta da tutti i resi­denti nel Comune e avviene mediante un atto con firma autenticata a norma di leg­ge». In caso di malattia o lesione cerebrale irreversibi­le o invalidante, quel foglio di carta potrebbe dunque parla­re per noi. «Personalmente sono a fa­vore del testamento biologico - sostiene il sindaco Flavio Zanonato -, per la libertà di decidere ed esprimere la pro­pria volontà. Ne discuteremo in Consiglio comunale, nella maggioranza non c'è un orien­tamento». La presidente Daniela Ruffini, che si è impe­gnata a sostenere con vigore il dibattito, pensa alla tutela di tutti. «Non vorrei - dice -che qualcuno un giorno stac­casse la spina contro il mio sentire. Fissare le proprie dichiarazioni anticipate signi­fica rispettare il volere anche di chi dice no». Gabriella Vesce: «Le persone, se lo desiderano, devono essere la­sciate andare». Mina Welby: «Pensiamo a quante volte, nelle rianimazioni ospedalie­re, non sono né i malati né i familiari a decidere, ma i medici». Dal 3 luglio potrete dire la vostra, in piazza.


conferenza stampa


conferenza stampa


Ripartizione oneri

Quest'anno sono 164 mila gli euro a favore delle confessioni religiose devoluti dal Comune di Padova ai sensi della legge regionale n. 44 del 20.08.87 che destina l'8% degli oneri di urbanizzazione secondaria agli edifici di culto. Nella quasi totalità si tratta ovviamente di parrocchie cattoliche: a quella di San Gregorio Barbarigo per la manutenzione straordinaria degli impianti tecnologici andranno 46.500 euro. 28.500 andranno alla Natività della Beata Vergine della Mandria per la ristrutturazione di un corpo di fabbrica e la costruzione di una cappella. La parrocchia del Buon Pastore riceverà 2.620 euro per dipingere la facciata della chiesa. La parrocchia dei Santi Pietro e Paolo potrà contare su 12.750 euro per la manutenzione ordinaria del tetto, del campanile e della cappellina feriale. La chiesetta di San Pio X alla Stanga riceverà 8.350 euro per la manutenzione ordinaria e il rifacimento di una gradinata e dei serramenti. La parrocchia di San Camillo de Lellis si vedrà corrisposti 16.642 euro per la realizzazione di una rampa e per la sostituzione di infissi. Anche alla Comunità ebraica andranno 4000 euro, per il restauro del cimitero ebraico di via Sorio.


Obbligo organizzazione attività alternative

AI DIRIGENTI SCOLASTICI DELLLE SCUOLE E ISTITUTI DI OGNI ORDINE E GRADO

Indicazioni operative nomina docenti per svolgimento attività alternative all’ insegnamento della Religione Cattolica. Con la presente nota si forniscono specifiche indicazioni per l’organizzazione delle attività didattiche e formative alternative nei confronti degli alunni che, all’atto dell’iscrizione, hanno scelto di non avvalersi dell’insegnamento della religione cattolica...

IL DIRETTORE GENERALE F.to Carmela Palumbo

Documento completo in pdf



Veneto, proposto l’insegnamento obbligatorio della Bibbia

L’assessore veneto all’istruzione Elena Donazzan (PDL, ex AN), che già due anni fa propose di “cattolicizzare l’ora di educazione civica”, ha lanciato ora l’idea di un insegnamento obbligatorio della Bibbia. Donazzan, riporta Il Mattino di Padova, sostiene che “nella Bibbia sono scritte le regole della laicità dello Stato e le regole religiose della nostra vita spirituale”, che “la nostra vita si basa sulla religione e la cultura cristiana. La Bibbia quindi, diventa testo fondamentale, e non solo per chi crede”. La nostra società, conclude Donazzan, “si basa su un diritto che regola la vita civica e cioè un uomo e una donna uniti in matrimonio, ancorché civile, [che] deriva dalla cultura cristiana”, far studiare la Bibbia “servirà sia per integrare ragazzi con culture diverse che per affrontare anche il problema di identità dei nostri figli”.

A Donazzan ha risposto sullo stesso quotidiano Massimo Albertin dell’UAAR: “Mi sembra che l’assessore abbia una visione teocratica della società molto vicina a quella medioevale e simile a quella degli stati teocratici dell’islam”. Secondo Albertin, “la diffusione integrale potrebbe essere educativa: in questo modo i ragazzi capirebbero che parla di violenza, sopraffazione e sofferenza, e avrebbero l’occasione per comprendere veramente qual è il suo messaggio”.


Diritto all'ora alternativa

Grave pronunciamento del tribunale di Padova. Un ricorso per discriminazione presentato da due genitori che avevano chiesto inutilmente l'attivazione delle attività alternative all'insegnamento della religione cattolica, sostenuto dall'UAAR, è stato respinto dal tribunale di Padova. Secondo il giudice monocratico, dott. ssa Sacchetto, non esiste un diritto soggettivo ad avere l'ora alternativa (sussiste discrezionalità nella scelta), e la scuola può dunque organizzare liberamente il tempo dei non avvalentisi, compatibilmente con le risorse disponibili (la scelta, secondo la corte, necessariamente risente della disponibilità dei mezzi economici). Di qui l'assenza di discriminazione a carico dello studente. Il giudice ha inoltre condannato al pagamento delle spese i ricorrenti. La sentenza si pone in diretta contrapposizione con quanto recentemente stabilito dal Consiglio di Stato, che ha esplicitamente evidenziato che la mancata attivazione dell'insegnamento alternativo può incidere sulla libertà religiosa dello studente o della famiglia: il testo di quest'ultima sentenza è stato prodotto nel corso del procedimento, ma è stato ignorato dal giudice. Il provvedimento verrà comunque appellato.


Udienza CEDU

Si terrà il 30 giugno 2010 l'udienza della Gran Camera della CEDU per decidere del ricorso presentato dal governo italiano nella vicenda dell'esposizione del crocifisso nelle scuole (e, di rimando, di tutti i simboli religiosi nei luoghi pubblici). L'approssimarsi della scadenza ha già scatenato il fronte clericale: Bagnasco, Berlusconi, Bertone, Napolitano... Per conoscere l'esito si dovrà attendere ancora un po' di tempo; ai frequentatori di Facebook che vogliano confrontarsi sulla questione segnaliamo la pagina “Udienza della Gran Camera della CEDU sul crocifisso”: http://www.facebook.com/event.php?eid=133738963321830


Dal Comune 164 mila euro per le parrocchie

Palazzo Moroni stanzia 164 mila euro in favore delle parrocchie (e non solo). A dare il via libera all’operazione è stata ieri una delibera ad hoc presentata in giunta dal sindaco Flavio Zanonato. Delibera che va ad applicare la norma regionale che prevede l’obbligo da parte dei comuni di devolvere l’8% dei proventi derivanti da oneri di urbanizzazione secondaria in favore di chiese ed altri luoghi religiosi.

Alla parrocchia di San Gregorio Barbarigo per la manutenzione straordinaria degli impianti tecnologici andranno così 46 mila 500 euro. Ventottomila e 500 andranno poi alla Natività della Beata Vergine della Mandria per la ristrutturazione di un corpo di fabbrica e la costruzione di una cappellina. La parrocchia del Buon Pastore riceverà poi 2.620 euro per dipingere la facciata della chiesa. Alla Comunità ebraica andranno invece 4000 euro per il restauro del cimitero ebraico di via Sorio. Corposo anche il finanziamento che andrà alla parrocchia dei Santi Pietro e Paolo che potranno contare su 12.750 euro per la manutenzione ordinaria del tetto, del campanile e della cappellina feriale. La chiesetta di San Pio X alla Stanga riceverà poi 8.350 euro che serviranno per la manutenzione ordinaria e il rifacimento di una gradinata e dei serramenti. La parrocchia di San Camillo de Lellis si vedrà corrisposti infine 16.642 euro per la realizzazione di una rampa d’accesso per disabili e per la sostituzione degli infissi. (Al.Rod.)

Da: Il Gazzettino.it 27 Maggio 2010


Vigodarzere: retta non pagata, parroco caccia bambina da asilo

Una bambina di quattro anni, figlia di immigrati, non potrà più frequentare l’asilo privato di Terraglione, frazione di Vigodarzere (PD), perché i suoi genitori non hanno pagato la retta per tre mesi. La decisione, spiega il Gazzettino del 19/05/2010 , è stata presa dal parroco e dal comitato di gestione della struttura educativa. Il sindaco Franco Frezzarin, a capo di una giunta di centrosinistra, ha preso le distanze dal provvedimento: “la giunta comunale aveva assunta a proprio carico l’onere di spesa”. La replica di don Bernardo: “la risposta ci è arrivata soltanto quando avevamo già preso la decisione. Noi li abbiamo informati, è inutile che si scandalizzino: prima non si impegnano e non fanno niente, e poi si scandalizzano. Adesso il problema è risolto: la bambina, dopo aver ripreso per qualche tempo, ora non frequenta più. La famiglia si è trasferita”.


Sul crocifisso Bitonci non può incitare all’odio

Cittadella. «Massimo Bitonci non può in nome del crocifisso insultare e incitare all’odio di chi ha opinioni diverse da quelle da lui professate. Lo riteniamo gravemente offensivo del sentire religioso dei veri cristiani, come molti sacerdoti e qualche vescovo hanno nell’occasione ricordato. Bitonci dovrebbe sapere che il Concordato e il Trattato del Laterano con l’istituzione Chiesa, criticato da tanti cristiani e non solo dai laici democratici, fu stipulato dal fascista Mussolini ai cui principi razzisti si richiamano molti seguaci della Lega». E’ la risposta degli avvocati Luigi Ficarra e Giovanni Martineze, difensori dei coniugi Albertin di Abano.

il mattino di Padova — 04/05/2010 pag. 22


Bitonci insiste: «Difendo il crocifisso»

Cittadella. «Facciano quel che vogliono, io avevo lanciato una provocazione per difendere il crocifisso».

Il sindaco di Cittadella, Massimo Bitonci (nella foto), replica così ai coniugi Albertin, che lo hanno citato in giudizio chiedendo danni per 60 mila euro dopo le dichiarazione da lui rilasciate in occasione della sentenza della Corte europea. Imponeva di togliere il crocifisso dall’aula dell’istituto frequentato da uno dei figli della coppia di Abano. Bitonci chiese di «revocare la residenza alla famiglia» e aggiunse: «Se questi signori dovessero passare per Cittadella potrebbero trovare i loro faccioni attaccati ai muri con la scritta wanted». Bitonci ribadisce che gli Albertin «devono sopportare il crocifisso; il loro atteggiamento divide la gente, questo odio nei confronti dei cristiani ricorda il periodo del fascismo, è antistorico. Noi abbiamo la maggioranza dei cittadini dalla nostra parte, e loro devono adeguarsi; se non piace, stiano distanti dai nostri comuni e dalle nostre scuole. Il crocifisso è un simbolo di pace, loro vogliono rimuovere le credenze degli altri. Se vanno contro i sentimenti di un intero popolo, è normale che qualcuno si arrabbi. Se avessero fatto quello che hanno fatto in un paese islamico, cosa sarebbe successo?». Parola al giudice, l’udienza è fissata per il 9 novembre. (s.b.)

il mattino di Padova — 30/04/2010 pag. 43


I coniugi Albertin chiedono i danni a Bitonci

Il sindaco di Cittadella e parlamentare della Lega Nord, Massimo Bitonci è stato citato in giudizio, davanti al tribunale civile di Padova, da Massimo Albertin e Soile Lautsi.

I coniugi di Abano Terme contestano a Bitonci le dichiarazioni rilasciate dopo la sentenza della Corte europea dei diritti umani (Cedu) che imponeva di togliere il crocifisso posto all’interno dell’aula scolastica dell’istituto aponense «Vittorino da Feltre», all’epoca frequentato dai loro figli.

L’udienza di comparsa è fissata per le ore 9 del 4 novembre prossimo.

Patrocinati dall’avvocato Luigi Ficarra, i coniugi Albertin chiedono che Bitonci venga condannato a risarcire loro i danni (patrimoniali e non) quantificati in 60 mila euro. Nell’atto di citazione si spiega che gli Albertin hanno uno stile di vita improntato alla laicità nel suo significato più ampio, «legato al rispetto delle libertà altrui e, pertanto, anche di quelle attinenti la religione e l’istruzione». E in quest’ottica ritennero che, per i loro figli, la presenza del crocifisso nell’aula di una scuola pubblica fosse «incompatibile sia con la laicità della scuola, sia con gli intenti educativi». Pertanto nel 2002 presentarono ricorso al Tar del Veneto chiedendo l’annullamento della delibera del consiglio d’istituto sull’esposizione del crocifisso. Tar e Consiglio di Stato arrivarono ad affermare che il «crocifisso è simbolo della laicità dello Stato». Gli Albertin fecero allora ricorso alla Corte europea dei diritti dell’uomo, che il 3 novembre 2009 condannò l’Italia per violazione della libertà di religione e istruzione.

Come si diffuse la notizia il sindaco di Cittadella si espresse nei confronti degli Albertin, come riportato dal «mattino di Padova» il 5 novembre 2009, «in termini minacciosi, diffamatori e con chiara istigazione a delinquere ai loro danni». E suggerì ad Andrea Bronzato, allora sindaco di Abano, «di revocare la residenza alla famiglia italo-finlandese che ha inferto una tale ferita alla civiltà cattolica». E aggiunse: «Se questi signori dovessero passare per Cittadella potrebbero trovare i loro faccioni attaccati ai muri con la scritta wanted». Frasi ritenute lesive, nelle quali gli Albertin colgono la volontà «di colpirli profondamente nella loro dignità e nell’integrità morale, poiché vengono additati al pubblico disprezzo, minacciati, ripetutamente intimiditi e discriminati».

il mattino di Padova - 29/04/2010 pag. 27 - Enzo Bordin


Padova, il «tesoro» della Diocesi

Il 27.04.2010 è comparsa sulla stampa locale un'inchiesta riguardante le proprietà immobiliari, in città e provincia, dell'Istituto diocesano per il sostentamento del clero. Pregevole, come inizio. Confidiamo in un seguito, con altre puntate che mettano sotto i riflettori le altre decine di enti emanazione della Chiesa Cattolica Apostolica Romana, e le loro proprietà in terreni, appartamenti, immobili commerciali, edifici storici.


PADOVA. Un «tesoro» immobiliare ed urbanistico. Soprattutto all’interno delle mura cinquecentesche della città; senza per altro sottovalutare fabbricati e terreni sparsi nell’intera provincia. E pesa un chilo 594 grammi la certificazione del patrimonio dall’Istituto diocesano per il sostentamento del clero. La voluminosa «fotografia» - fra Padova e provincia - dell’Agenzia del Territorio riguarda i fabbricati, ma anche i terreni accatastati come secolare eredità della Chiesa padovana. L’Istituto gestisce un portafoglio rilevante, quanto indispensabile a garantire il clero in base al quadro normativo del Concordato-bis. A Padova, è (quasi) impossibile non imbattersi nelle proprietà della Diocesi. Aree d’oro nella trasformazione urbanistica all’insegna della perequazione oppure «parcheggi d’emergenza», come all’epoca di fronte all’Ikea. Proprietà che hanno indotto lo stesso Comune a permute immobiliari. Cubature che continuano ad interessare le imprese edili. Alienazioni con autografi più o meno eccellenti nei rogiti notarili degli ultimi anni. Poi ci sono i «gioielli» che in città appartengono all’Istituto per il sostentamento del clero, anche se vengono utilizzati a beneficio di parrocchie, scuole, collegi e altre attività sociali della Chiesa padovana. Scremato da ogni pregiudizio, un patrimonio in immobili che l’Agenzia del Territorio indica con la rendita catastale annua: 289 mila 895 euro e 93 cent. Per farsi un’idea più precisa, ecco il confronto con la Veneranda Arca di Sant’Antonio (presieduta da Gianni Berno, capogruppo Pd a palazzo Moroni) che rappresenta un buon metro di paragone. La rendita dell’Arca ammonta complessivamente a 44 mila 471 euro e 31 cent. Proprio in piazza del Santo l’Istituto diocesano risulta detenere la proprietà al civico 17 di uffici per un totale di 16 vani che in termini catastali significano una rendita di 6.941 euro e 18 centesimi. Fa impressione anche il dettaglio del «portafoglio immobiliare» dell’Istituto diocesano. Appartamenti, uffici, garage, negozi, laboratori un po’ ovunque. Gestisce i 6,5 vani in via Svizzera , dove al piano terra del civico 11 ci sono fabbricati commerciali che rendono 11.810 euro. In vicolo Selvatico estense, 3 (laterale di via Vescovado) un appartamento di 7 vani e quattro uffici per una rendita di altri 10.393 euro e 71 cent. In Corso Milano 43 al secondo piano un appartamento di 5,5 vani che rende 1.491,27 euro. Nella zona di piazza Castello, appartamenti con magazzini e posti auto per complessivi 33 vani e 108 metri quadri (7.726,16 euro) in via Stefania Omboni . E ancora: un paio di negozi di 20 metri quadri in via Angelo Riello (vicino alle Dimesse). Ma anche quattro uffici nella più centrale via Matteotti 27 per una rendita complessiva di 31.488,37. Fra la Stanga e San Lazzaro, oltre ai terreni l’Istituto diocesano ha messo radici in una storica lottizzazione. Un «opificio», 46 garage e posti auto, due uffici in via della Croce Rossa che valgono complessivamente 10.266,80. Cifra cui vanno sommati i negozi per complessivi 1.073 metri quadri (altri 19.063,05 euro). Nello sterminato elenco, però anche abitazioni economiche: come le 4 per 6,5 vani in via Andrea Memmo, 47 a 1.225,29 euro ciascuna all’anno. Poi un magazzino in vicolo dei Conti (347,68) nelle vicinanze di due abitazioni economiche e un negozio di 39 metri quadri in via XX Settembre 42 (2.706,50). Dal 2009, grazie alla permuta con l’Amministrazione Zanonato, l’Istituto ha acquisito un negozio di 107 metri quadri al piano terra di piazza Antenore : rendita catastale di 4.448,50 euro. Ma il «cuore» del patrimonio dell’Istituto coincide con la sede di via Dietro Duomo : 41,5 vani per 20.436,96 di rendita. In centro storico, l’Agenzia del Territorio certifica in via Cesare Battisti 125 e 135 uffici, abitazioni e box auto per una rendita che supera i 4.300 euro. Ancora: in via Belzoni 114 laboratori, negozi, abitazioni economiche e popolari per un totale di 26 vani (4.320,17); in via San Nicolò 2 due appartamenti di 6,5 vani per 2.584,86; un’abitazione economica in vicolo Bovetta : 8 vani per 929,62 euro. In via San Francesco 40/b c’è un’abitazione di 17,5 vani che da sola rende 6.642,93 nel complesso dell’Istituto che vale 15.071,98. Stessa via, ma al civico 28-30 ecco anche un negozio di 36 metri quadri e uffici per una rendita totale di 4.786,52. Poco lontano, il catasto individua un collegio-convitto di via Galilei per complessivi 1.248 metri quadri (rendita di 2.513,70). Si tratta del Cuamm che ospita da decenni i medici per l’Africa. In via Martiri d’Ungheria una scuola che occupa 744 metri quadri (1.152,73) più appartamenti e un laboratorio. In via Aquileia un altro laboratorio di 316 metri quadri e tre appartamenti (10.801,81). In via dei Tadi 31 e in via Vescovado 60, 62 e 66 l’Istituto diocesano conta in totale 57 vani, 1.018 metri quadri e 3.335 metri cubi accatastati come scuola e laboratori scientifici: totale 27.074,40. Occorre aggiungere poi i 1.750 metri cubi del collegio per una rendita di altri 3.524,82 euro. In pieno listòn altre proprietà dell’Istituto. Un negozio di 17 metri quadri in via San Clemente al piano terra rende 706,77. Un altro negozio di 67 metri quadri nella stessa via significa 3.242,26. In via San Fermo 80 e 82 negozi, uffici, appartamenti, box: all’Istituto diocesano sono attribuiti 20.841,26 euro di rendita. In via San Canziano un box di 11 metri quadri vale 92 euro e 3 cent. A Padova, sono accatastati poi due magazzini deposito di 709 metri quadri in via Olmo di Camin Vecchio (1.428,05 euro); in via Petrarca un alloggio di carattere economico (8,5 vani per 1.163,32); in via Bixio altri 30,5 vani (7.088,37 euro). Un altro complesso che appartiene all’Istituto diocesano è quello in via Curtatone e Montanara e in via Pastrengo : si tratta di 96 vani più i box auto per un totale di 22.826,44 euro. In più gli uffici per una rendita di circa 10 mila euro. Ancora box auto e uffici in via Trieste 32 : 23,5 vani e 246 metri quadri per una rendita di 15.429,53. Altri 22,5 vani e 408 metri quadri in via Pelosa (2.736,97). L’Istituto diocesano amministra, inoltre, terreni e immobili nell’intera provincia. Decine di pagine di visure catastali: altre rendite. Spicca la consistenza della proprietà di aree a Campo San Martino, Anguillara, Codevigo . Valgono 46.161 euro e 48 cent solo i 108 vani più 1.363 metri quadri della proprietà di Rubano . L’Istituto diocesano è ben radicato nella zona dei Colli Euganei: soltanto a Torreglia conta su 12 ettari 93 are e 27 campi. Poi c’è il vigneto a Villanova di Camposampiero , insieme al bosco di Vigonza o ai fabbricati in centro a Conselve . La Diocesi dispone di rendite consolidate nell’intera provincia, che sono ancora il frutto di una presenza ben antecedente alla formazione dello Stato italiano. Con una sintomatica differenza nelle caratteristiche dei terreni fra la Bassa padovana che fu bracciantile e l’Alta dei mezzadri. Così tuttora a Tombolo rispetto ad Anguillara , mentre a Codevigo si «allunga» la presenza verso la laguna. Al di là della «certificazione» dell’Agenzia del Territorio sul patrimonio della Diocesi, non manca nemmeno il risvolto squisitamente immobiliaristico. Attualmente, nella «bacheca» di via Dietro Duomo spiccano cinque offerte in affitto e un paio di compravendite. In città, con 450 euro trattabili si può puntare alla locazione di un ufficio di 30 metri quadri in piazza Antenore . Ne sono richiesti 700 a Conselve in piazza XX Settembre per un ufficio di circa 100 metri quadri. Nella «nuova Rubano» , ecco gli «ultimi negozi e/o uffici sopra il supermercato Alì. Superficie di circa 250 metri quadri in prestigioso stabile al piano primo, vicinissimo al Distretto sanitario». Infine, a Valdobbiadene ancora «prestigiosi uffici» in centro nel nuovo palazzo Endimione (ex cinema) oppure un appartamento in centro a Noventa . Il CdA dell’Istituto ha poi disposto le procedure per l’alienazione di due aree in provincia. La prima è di 1.173 metri quadri (per lo sviluppo di una volumetria di 8.610 metri cubi) nella nuova piazza del municipio a Ponso . Il prezzo è stato definito in 602.700 euro. A Cittadella , in località San Rocco al confine con Tombolo, si aliena un lotto edificabile di 1.380 metri quadri, dove «è possibile la costruzione di un fabbricato residenziale bifamiliare di 1.200 metri cubi». Una licitazione privata con il prezzo di 156 mila euro.

il mattino di Padova — 27/04/2010 pag. 3 - Ernesto Milanesi


E la chiamano laicità

Intervento di Gianni Berno, capogruppo del partito di maggioranza, in Consiglio comunale il 13 aprile 2010 sul bilancio di previsione





Radici cristiane: Pomponio de Algerio



Convenzione

Sabato 24 aprile 2010 a partire dalle ore 10,00 presso l'Aula Magna della Facoltà di Scienze Politiche in via del Santo 26 si è tenuta la Convenzione dei cittadini europei del Veneto con tema “Il ruolo della società civile per la costruzione dei beni pubblici europei”. Promossa dal Movimento Federalista Europeo, dal Centro interdipartimentale di ricerca e servizi sui diritti della persona e dei popoli dell’Università di Padova e dal Centro Europeo di Eccellenza “Jean Monnet”.

L'UAAR risultava accreditata all'iniziativa e in rappresentanza dei circoli della regione ha svolto un intervento il coordinatore del circolo di Verona Silvio Manzati.

Video dell'intervento



Il mattino - 22/04/2010 - pag.19

mattino



Il Consiglio di Stato: l’UAAR è legittimata ad agire, ma la visita pastorale è “culturale”

Nell’ottobre di tre anni fa il vescovo di Padova Antonio Mattiazzo programmò un ciclo di visite pastorali in alcune scuole della sua diocesi. L’UAAR diffidò i dirigenti scolastici dall’accondiscendere alla richiesta, ma inutilmente: l’associazione presentò pertanto ricorso al TAR del Veneto. Il Tribunale amministrativo lo dichiarò incredibilmente inammissibile, “per carenza di legittimazione attiva dell’associazione ricorrente”: sostenne in pratica che l’UAAR, benché sia un’associazione di promozione sociale riconosciuta dal ministero, non può far valere le prerogative legali che la legge sulle associazioni di promozione sociale le riconosce. Non c’era alcun precedente di questo tipo. Il TAR condannò inoltre l’UAAR al pagamento della cifra esorbitante di 6.000 euro: anche in questo caso difettavano i precedenti. A parere dell’associazione la sentenza era già scritta: due dei tre membri del collegio erano infatti già stati protagonisti della sentenza 1110/2005, quella che definì il crocifisso “simbolo della laicità dello Stato”. Sì, proprio la sentenza poi bocciata dalla Corte di Strasburgo. L’UAAR ha presentato ricorso al Consiglio di Stato, che si è espresso nei giorni scorsi con una decisione agrodolce. Secondo il Consiglio, la sentenza del TAR del Veneto è “meritevole di censura”: l’UAAR possiede infatti “la capacità, ai sensi dell’art. 27 della legge citata, di promuovere azioni giurisdizionali a tutela dell’interesse dell’associazione, e quindi di ricorrere in sede di giurisdizione amministrativa per l’annullamento di atti illegittimi lesivi degli interessi collettivi relativi alle finalità generali perseguite dall’associazione”. Secondo il Consiglio, però, “non può riconoscersi un effetto discriminatorio nei confronti dei non appartenenti alla religione cattolica, dal momento che, indipendentemente dalla qualificazione contenuta nel codex iuris canonici, sottolineata dai ricorrenti e che ha invece valore limitato all’ordinamento al quale si riferisce, la visita programmata non può essere definita attività di culto, né diretta alla cura delle anime secondo la definizione contenuta nell’art. 16 legge n. 222 del 1985, ma assume piuttosto il valore di testimonianza culturale, tesa a evidenziare i contenuti della religione cattolica sotto il profilo della opportuna conoscenza, così come sarebbe nel caso di audizione di un esponente di un diverso credo religioso o spirituale”. Il Consiglio ha altresì deciso che le spese siano compensate tra le parti. L’UAAR saluta con soddisfazione la parte di sentenza che la legittima ad agire per la tutela degli interessi collettivi degli atei e degli agnostici. Non può tuttavia che rammaricarsi per il fatto che sia stata ritenuta legittima una visita pastorale che, secondo quanto sostenuto dallo stesso Consiglio di Stato nel 2004, è “complemento necessario del culto e suo naturale prolungamento”. Lo stesso vicariato di Teolo aveva definito la visita pastorale come “una delle forme, ma tutta particolare, con cui il Vescovo … mantiene i contatti personali con il clero e con gli altri membri del Popolo di Dio, per conoscerli e dirigerli, esortarli alla fede e alla vita cristiana, nonché per vedere con i propri occhi nella loro concreta efficienza, e quindi valutarli, le strutture e gli strumenti destinati al servizio pastorale”: concetti che non ci sembrano avere a che fare con la cultura, ma piuttosto con il culto. In un certo senso, il Consiglio di Stato ha “secolarizzato” la visita pastorale, derubricandola a mero incontro culturale: una posizione in linea con chi difende la liceità della presenza del crocifisso nelle aule in quanto “arredo scolastico”. Da questo punto di vista, la sentenza non dovrebbe piacere nemmeno alle gerarchie ecclesiastiche. L’UAAR non intende comunque considerare chiusa la vicenda: se vi sarà la possibilità di portarla alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo lo farà. E’ del resto la ragion d’essere dell’associazione stessa.

Raffaele Carcano – segretario UAAR


Premi di laurea

L'UAAR assegna, a partire dal 2007, premi di laurea a studenti meritevoli che si siano laureati con un elaborato finale di particolare pregio coerente con gli scopi sociali dell'associazione. Nell'edizione 2010 sono a disposizione tre premi di 500 euro cadauno. Il termine ultimo per inviare la propria tesi è il 25 luglio 2010. Regolamento e domanda di iscrizione sono scaricabili dalla pagina: http://www.uaar.it/uaar/premio-laurea-uaar/ Alla stessa pagina sono pubblicate le tesi vincitrici delle edizioni 2007, 2008 e 2009.


Campagna bus



L’idea dei bus “atei” è stata della British Humanist Association, ed è stata poi ripresa negli Stati Uniti, in Australia, in Spagna. È ora venuto il momento dell’Italia: l’UAAR è pronta a fare la sua parte in questa iniziativa ormai mondiale di promozione dell’incredulità. «La cattiva notizia è che Dio non esiste. Quella buona è che non ne hai bisogno». Il messaggio scelto dall’UAAR è stato ideato in Italia: è un messaggio che vuole invitare a riflettere, con l’aggiunta di un pizzico di fiducia e ottimismo in chiave umanista. Un messaggio che vuole evidenziare la praticabilità di un’etica senza dogmi, in un Paese dove da ogni parte si avverte la pervasività della presenza cattolica. Gli atei e gli agnostici italiani sono milioni, dicono le inchieste sociologiche. Nel loro stesso interesse, è tempo che escano dal silenzio e facciano percepire alla popolazione italiana la loro consistenza. La nostra campagna ha anche questo obiettivo. Ma, perché abbia successo, è indispensabile che i non credenti italiani diano il loro contributo.

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» Riflessioni UAAR sull'avvio della campagna

» Video Tele Nuovo

» Video Primo Giornale

» Video Sky sul primo ateobus

» La Repubblica - 17 maggio 09, pag. 5


Ateobus


Campo estivo

In collaborazione con la cooperativa Le Orme, viene promosso il campo estivo 2010, con svolgimento in Maremma da domenica 18 a domenica 25 luglio. Riservato ai figli dei soci, intende non solo fornire la possibilità di una bella vacanza con coetanei, ma anche essere un'occasione per sviluppare il pensiero critico e creativo e la libera indagine sui grandi perché della vita. Il campo è riservato a ragazze e ragazzi tra gli 11 e i 14 anni (saranno valutate richieste per bambini di 9/10 anni purché in compagnia del fratello o della sorella più grandi). I ragazzi saranno seguiti da due educatori (uno ogni dieci ragazzi). Il costo è di 435 euro a partecipante, per otto giorni / sette notti di vacanza. Foto, moduli di iscrizione ed informazioni dettagliate sono presenti sul sito dell'associazione: http://www.uaar.it/uaar/campoestivo/


Concorso di fotografia

Dopo il concorso di Poesia scientifica, giunto ormai alla terza edizione http://spedr.com/hzdh il circolo di Venezia lancia un inedito concorso di fotografia online, dal titolo esplicativo "Liberi di non credere". Per esprimere con le immagini la visione atea e agnostica del mondo. Possono essere inviate immagini che rappresentano superstizioni, discriminazioni, violenze e ingerenze delle religioni in ambito sociale, ambientale e scientifico, ma non solo. A occhi aperti sulla vita, per cogliere gli attimi in cui si palesa un concetto, un pensiero. La sfida di saper materializzare, attraverso uno scatto, un'immagine, cosa si intende per libertà dalle imposizioni. Poi ci saranno le foto pubblicate e votate on line, la valutazione di una giuria, i premi, il possibile uso delle immagini negli eventi UAAR, ma soprattutto un piacere, e un sorriso di soddisfazione per essersi misurati con se stessi e con la coerenza dei propri pensieri. Per vedere le foto, votare, leggere il regolamento e partecipare: http://spedr.com/h7li


Lettera pubblicata su Il Gazzettino di Padova Venerdì 5 Febbraio 2010 pag. XXXV

Il cattolicissimo ministro Maria Stella Gelmini continua a dare battaglia all'ora alternativa all'insegnamento della religione cattolica. E l'Unione degli atei e degli agnostici razionalisti è già pronta a controbattere come può: con l'informazione e il sostegno a tutti i genitori atei e agnostici del nostro Paese. L'ultima mossa del ministro è il modulo lievemente modificato, presentato ai genitori degli alunni più piccoli che non fanno religione a scuola. Quest'anno, come denunciato dalla Flc-Cgil, contiene solo due possibilità: "attività individuali o di gruppo con assistenza di personale docente" e "non frequenza della scuola", mentre mancano le "attività didattiche e formative", cioè, appunto, l'ora di educazione alternativa(http://www.pubblica.istruzione.it/normativa/2010/prot427_10.shtml). Intanto fioccano le grida di dolore degli Istituti che non possono permettersi di pagare i docenti per l'ora di educazione alternativa, visti i tagli ai finanziamenti per le scuole pubbliche. Per questo motivo l'Uaar intende tutelare in sede giuridica il diritto costituzionale alla libertà di coscienza e di espressione di genitori e alunni che non hanno scelto l'ora di religione, attraverso il suo sportello SOS Laicità (http://www.uaar.it/laicita/sos) e con il Progetto ora alternativa http://www.uaar.it/uaar/campagne/progetto-ora-alternativa/). E poi, nei prossimi giorni, con l'invio di lettere ai dirigenti scolastici e ai Csa (gli ex provveditorati agli studi), la distribuzione di volantini davanti alle scuole, banchetti nformativi e passaparola informatici. UAAR Circolo di Padova


Lourdes.

L'11 febbraio 2010 uscirà nelle sale cinematografiche “Lourdes” di Jessica Hausner il film che ha vinto l'ultimo premio Brian. La società di distribuzione ha garantito che nei titoli di testa sarà menzionata anche l'UAAR; sul loro sito già lo fanno: http://www.lourdesilfilm.it/

Qui un lancio di agenzia: http://news.cinecitta.com/news.asp?id=30681

che dà la chiave di come sarà presentato.


Viadotto Darwin.

In chiusura dell'anno darwiniano 2009, che vedeva la ricorrenza del bicentenario della nascita di Charles Darwin, e del centocinquantesimo dalla pubblicazione de "L’origine delle specie", è arrivata la delibera della giunta comunale per l'intitolazione di una struttura pubblica al padre dell'evoluzionismo. Sarà il cavalcavia di Padova est, inaugurato lo scorso anno, che collega corso Argentina con corso Irlanda, a portare il suo nome.
La proposta sembra sia stata caldeggiata dallo stesso sindaco, che forse si sarà ricordato della richiesta avanzata a suo tempo dal nostro circolo: Gazzettino

»Delibera comunale


Conferenze online.

Sul canale UAAR su YouTube: http://www.youtube.com/user/uaarit sono tra l'altro reperibili registrazioni di conferenze, tra cui quelle degli “Incontri del giovedi” tenute presso la sede nazionale tra ottobre e dicembre scorsi: http://www.uaar.it/uaar/incontrigiovedi


Comunicato sul Consiglio comunale del 14.12.09

La sentenza della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo sulla questione della presenza dei simboli religiosi nei luoghi pubblici, conseguente ad un ricorso presentato da soci della nostra associazione, ha dato la stura in Italia ad una serie di reazioni scomposte, a volte isteriche, spesso travalicanti il limite della decenza e del ridicolo, anche da parte di rappresentanti istituzionali,e persino a livello di esponenti governativi. E quando lo schieramento “moderato” arriva a pronunciarsi, purtroppo lo spettacolo non è rincuorante.
A Padova nell'ultimo consiglio comunale, soprassedendo sulle posizioni più oltranziste e anacronistiche espresse, registriamo con sconforto la mozione approvata da una parte della maggioranza, che ripropone concetti ampiamente confutati dalla sentenza della Corte.
Il crocifisso, al di là degli equilibrismi verbali, rimane un simbolo “in prevalenza” religioso, che manifesta l'identità dei cristiano-cattolici, e in quanto tale in uno spazio pubblico non può rappresentare la Repubblica Italiana se non discriminando coloro che non si riconoscono in quella confessione.
I presunti valori laici che qualcuno vi vuol vedere non possono essere disgiunti dai riferimenti di fede, e una degna accoglienza agli immigrati la si offre in primo luogo garantendo che i diritti e i doveri siano offerti e richiesti a tutti i cittadini con il medesimo rigore, senza alimentare pericolosi comunitarismi su base confessionale.
Segno dei tempi dover ringraziare, da parte nostra, (ma in modo certo non formale) i consiglieri Cusumano, Mancin, Ruffini, per aver semplicemente interpretato i principi ispiratori di una democrazia liberale, enunciati nella nostra Costituzione ed espressi nella parte più sviluppata e democratica del nostro continente. Oggi non è poco.


Sanità: mancano medici e infermieri, invece assumono preti

Comunicato stampa

Anche la Regione Veneto, quando si tratta di alimentare i tradizionali clientelismi, si dimentica celermente della crisi economica, dei problemi di bilancio, delle esigenze di razionalizzazione della spesa pubblica.
L’ultima chicca è lo stanziamento di 2 milioni di euro annui per assumere nelle Ulss venete un centinaio di sacerdoti cattolici come assistenti spirituali religiosi. Saranno assunti a tempo indeterminato, su indicazione dei vescovi, e parificati nel trattamento agli infermieri professionali laureati (categoria D); nel contempo rimangono precari circa 500 tra medici, infermieri, tecnici. Tutto va ad ingrossare il fiume di denaro elargito alle scuole private cattoliche, all’edilizia di culto, ai patronati, agli enti ecclesiastici, e poi i contributi per gli “eventi promozionali” o per le consulenze di stampo confessionale.
Per questo invitiamo i cittadini del Veneto ad aderire alla petizione promossa dal consigliere regionale Atalmi per la revoca immediata del provvedimento, come minimo atto di decenza nei confronti dei malati e dei degenti che vogliono vedersi garantire innanzitutto un servizio sanitario adeguato, inclusa magari un'assistenza professionale sul piano psicologico nei momenti di difficoltà.

Circoli UAAR – Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti – di Padova, Treviso, Venezia, Verona, Vicenza.

» Sottoscrivi la petizione

» Servizio televisivo

Testo della petizione

Le Usl Venete hanno deciso di assumere 96 preti come assistenti spirituali per un esborso annuo di oltre 2 milioni di euro. Saranno assunti a tempo indeterminato, su indicazione dei vescovi e parificati nel trattamento agli infermieri professionali laureati (categoria D).
Nelle Usl venete ci sono circa 500 precari tra medici, infermieri e tecnici.
Noi pensiamo che l'assistenza spirituale ai malati dovrebbe essere un atto di carità secondo l'insegnamento evangelico e non una professione.
Noi pensiamo che i 2 milioni di euro dovrebbero essere spesi per medici, infermieri e tecnici che servono negli ospedali per accorciare le liste d'attesa e curare i malati.
Noi pensiamo che la Chiesa Cattolica abbia notevoli risorse economiche, anche dall’8 per mille, per pagare, se non trova preti che lo facciano per missione, gli assistenti spirituali.
Per questo i sottoscritti cittadini chiedono che la Regione receda dall’accordo in oggetto.


Dopo la sentenza sui crocifissi in classe, minacce e intimidazioni in tutta Italia

Gli atei italiani denunciano numerosi episodi persecutori e intimidatori giunti al loro indirizzo dopo la sentenza della Corte europea dei diritti dell'uomo sull'illegittimità del crocifisso in classe. Tre croci, accompagnate dalla scritta «Cristo», sono state dipinte sulla recinzione della casa della famiglia promotrice dell'azione legale. L'Uaar ha ricevuto messaggi minatori e insulti via mail. Il gruppo Facebook Se stacchi il crocifisso ti stacco le mani ha raggiunto i quindicimila adepti. Crocifissi sono stati appesi sulla porta della sede Uaar di Treviso, insieme alla scritta: «la vostra ragione non cancellerà la nostra tradizione». E ieri, davanti alla sede del partito radicale romano, è esplosa una bomba carta. Come firma, di nuovo un crocifisso. «Ci pare evidente - dichiara Raffaele Carcano, segretario nazionale dell'Uaar - che questi sono i frutti della gogna mediatica allestita dai vari La Russa, Sgarbi, Santanchè, Meluzzi, sindaci leghisti, tutta la compagnia tribale che ha da subito insultato senza ritegno chi ha solo provato a difendere un principio costituzionale. Adesso, gli stessi che si sono impegnati per quel diritto costituzionale si vedono limitati nella propria libertà». A loro, alla famiglia di Abano Terme al centro della vicenda, va la piena solidarietà di atei e agnostici italiani. «Non possiamo fare a meno di rilevare il silenzio assordante delle gerarchie ecclesiastiche su questi episodi. - conclude Carcano - Per questo ci permettiamo di suggerire loro di condannarli in fretta: se veramente vogliono convincerci che il crocifisso è un simbolo d'amore non è tacendo che ci riusciranno. E soprattutto, non è tacendo che dovrebbero fare di fronte a chi è cattolico davvero e, magari, si aspetterebbe un altro tipo di dialettica sulla questione».


Una giornata storica

Dopo sette anni di estenuante battaglia è arrivato il pronunciamento conclusivo sulla questione della presenza di simboli religiosi nelle aule scolastiche, promosso da soci del nostro circolo. A Soile, a Massimo, ai ragazzi, va la gratitudine di tutta l'UAAR e dei cittadini democratici.

Comunicato stampa del 03.11.09 - Grande successo per la laicità: l’Europa dice «no» ai crocifissi in classe

La Corte Europea dei diritti dell’uomo ha detto «no» ai crocifissi in classe, pronunciandosi sul ricorso di una cittadina italiana, socia Uaar. L’Unione degli atei e degli agnostici razionalisti ha infatti promosso, sostenuto e curato tecnicamente tutto l’iter giuridico, che era già passato da Tar del Veneto, Corte Costituzionale e Consiglio di Stato. Quest’ultimo aveva stabilito la legittimità della presenza del crocifisso in classe, adottando per di più la formula del «crocifisso quale simbolo della laicità dello Stato»: una linea chiaramente sconfessata da Strasburgo. «È un grande giorno per la laicità italiana. - sostiene Raffaele Carcano, segretario nazionale dell’Uaar - Siamo dovuti ricorrere all’Europa per avere ragione, ma finalmente la laicità dello Stato italiano, affermata da tutti a parole, trova conferma in un provvedimento epocale». «Gli alunni potranno finalmente studiare in una classe priva di simboli religiosi.- prosegue Carcano – Perché la scuola è laica, cioè di tutti: credenti e non credenti. Ed è assurdo che bambini anche di pochi anni siano costretti a subire l’inevitabile condizionamento indotto dalla presenza del simbolo di una sola confessione religiosa».


Bilancio Giornata Nazionale Sbattezzo.

Una raccomandata, una visita all'ufficio postale. E lo sbattezzo è fatto. Moltiplicatelo per ottocentoventi ed ecco a voi la seconda giornata nazionale dello sbattezzo. Gli ottocentoventi, tutti insieme, hanno infatti inviato la richiesta di cancellazione degli effetti civili del battesimo ai parroci della parrocchia in cui furono battezzati da bambini, per affermare il proprio diritto di non essere più considerati dallo Stato come sudditi della Chiesa cattolica, secondo quanto stabilito nel 1999 dal Garante per la privacy. Siamo soddisfatti del risultato della nostra giornata nazionale anche perché ilnumero di sbattezzati aumenta di anno in anno e molti lo fanno in completa autonomia, semplicemente scaricando il modulo dal nostro sito. Per questo non è possibile sapere con precisione il numero dei fuoriusciti dalla Chiesa cattolica, tranne nella giornata nazionale dello sbattezzo. L'anno scorso furono 1032, distribuiti in tutto il paese. L'attenzione allo sbattezzo sta crescendo in tutto il mondo: solo negli ultimi giorni, l'iniziativa è stata oggetto di numerosi servizi sui giornali, alla radio e alla tivù in Francia e Belgio.


Premio di laurea UAAR 2009

Nel corso dell’assemblea dei circoli UAAR, svoltasi a Rimini il 01/11/09, sono stati assegnati i premi di laurea UAAR 2009. Nella categoria giuridica è risultata vincitrice Lisa Iovane di La Spezia, laureatasi presso la facoltà di giurisprudenza dell’Università di Firenze con la tesi Pronunciamenti del magistero ecclesiastico e il principio di laicità dello Stato: il caso dei Dico. Nella categoria umanistica è risultata vincitrice Anna Zoli di Forlimpopoli (FC), laureatasi presso la facoltà di scienze della comunicazione dell’Università di Macerata con la tesi Lo stereotipo del pericolo omosessuale nei documenti ufficiali della Chiesa. Le due tesi saranno pubblicate sul sito UAAR nelle prossime settimane.

» Il regolamento dell'edizione 2009

» La domanda di partecipazione

» Edizioni precedenti


Presentata la “Seconda Sindone” al convegno del Cicap

Il professor Luigi Garlaschelli ha presentato in data 10/10/09, durante l’XI Convegno nazionale del Cicap che si è tenuto ad Abano Terme, la “Seconda Sindone”, la cui realizzazione è stata finanziata anche dalla Uaar. Davanti ad una sala gremita - presenti tra l’altro anche alcuni sindonologi autenticisti - il professor Garlaschelli ha esposto i risultati dei suoi studi. La presentazione al pubblico è stata preceduta da una conferenza stampa, durante la quale è intervenuto anche Raffaele Carcano, segretario nazionale della Uaar. «L´Uaar ha voluto finanziare la fabbricazione della nuova Sindone per dimostrare come sia possibile produrne una anche con le tecnologie che erano disponibili a un bravo falsario del 1300. Del resto il vescovo di Troyes, Henri de Poitiers, già a metà del Trecento aveva dichiarato il lino un falso, e gli scienziati che nel 1988 hanno eseguito la datazione col Carbonio 14 lo hanno confermato: trattasi di artefatto di buona fattura di sette secoli fa», spiega il segretario nazionale della Uaar Raffaele Carcano. Dopo la sua presentazione, l´Uaar esporrà al pubblico l´autentica Sindone fai-da-te nel corso di un ciclo di conferenze di Luigi Garlaschelli, in modo che possa essere osservata e studiata da tutti, fedeli e razionalisti di granito.

» Video dell'intervento



Liberi di non credere

19 SETTEMBRE 2009, ROMA
LIBERI DI NON CREDERE
primo meeting nazionale per un paese laico e civile

Atei e agnostici non credono nei miracoli. Per questo l'Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti ha deciso di darsi voce da sola.
Nasce così il primo meeting nazionale per un paese laico e civile in cui non siano più calpestati i diritti civili dei non-credenti, organizzato per sabato 19 settembre a Roma.
Nonostante crescano costantemente di numero (in Italia un cittadino su sette non crede, superando i fedeli di tutte le confessioni di minoranza messe assieme) e nonostante a livello mondiale la loro diffusione vada di pari passo alla diffusione del benessere, dell’istruzione, della libertà di espressione e dei diritti civili in generale, nel nostro paese, di atei e agnostici e delle loro istanze non si riesce a far parlare. Il meeting sarà l’occasione per dire cosa vogliamo.
Vogliamo l’uguaglianza, giuridica e di fatto, di credenti e non credenti.
Vogliamo l’affermazione concreta della laicità dello Stato.
Vogliamo la fine di ogni privilegio, di diritto e di fatto, accordato alle confessioni religiose.
Vogliamo che le concezioni del mondo non religiose abbiano la stessa visibilità e lo stesso rispetto delle concezioni del mondo religiose.
In particolare, chiediamo:
- Avvio di un processo per il superamento del regime concordatario;
- Riconoscimento delle unioni civili;
- Aumento delle risorse pubbliche stanziate per la ricerca scientifica;
- Rimozione degli ostacoli frapposti alla contraccezione d’emergenza (c.d. “pillola del giorno dopo”);
- Abolizione dei limiti all’accesso alla fecondazione artificiale introdotti dalla legge 40/2004;
- Abolizione dell’obiezione di coscienza nei reparti di ginecologia degli ospedali pubblici;
- Introduzione della pillola RU-486 e presenza capillare di consultori pubblici;
- Legalizzazione dell’eutanasia attiva volontaria;
- Riconoscimento delle direttive anticipate di fine vita;
- Rimozione di ogni discriminazione basata sull’orientamento sessuale;
- Possibilità per tutti i cittadini di poter abbandonare formalmente la propria religione;
- Disponibilità su tutto il territorio nazionale di strutture per la cremazione e di sale del commiato laiche;
- Disponibilità, su tutto il territorio nazionale, di luoghi solenni e tempi consoni per il matrimonio civile;
- Edifici pubblici laici, non contrassegnati dal simbolo della Chiesa cattolica;
- Rispetto delle leggi sull’inquinamento acustico anche da parte delle confessioni religiose;
- Abolizione delle leggi di tutela penale in materia religiosa;
- Fine dei privilegi delle confessioni religiose nelle strutture obbliganti (ospedali, carceri, caserme...);
- Riduzione dei tempi per l’ottenimento della separazione e del divorzio;
- Introduzione del sistema tedesco, per il quale solo i contribuenti che vogliono espressamente finanziare la loro fede pagano la tassa di religione;
- Fine del versamento di fondi comunali alle confessioni religiose quali oneri di urbanizzazione secondaria;
- Una scuola pubblica laica: dove chi non frequenta le ore di religione cattolica non sia discriminato; dove lo stesso insegnamento religioso cattolico sia sostituito da educazione civica o studio di religioni e filosofie non confessionali; dove non si svolgano atti di culto, visite pastorali o altre azioni di evangelizzazione; dove si insegnino l’evoluzionismo e il pensiero critico; alla quale siano destinati i fondi attualmente riversati su un sistema di scuole private ghettizzante e inefficiente.

I video di “Liberi di non credere”

L’UAAR ha pubblicato i video degli interventi succedutisi durante "Liberi di non credere" - primo meeting nazionale per un paese laico e civile, svoltosi il 19 settembre 2009 a Roma. La playlist su YouTube


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