Circolo UAAR di Padova, Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti, www.uaar.it/padova/

Elezioni

Ecco, nell’ordine con cui ci sono pervenute, le risposte alle nostre “domande laiche” giunte da parte di alcuni candidati alle imminenti elezioni amministrative


ELEZIONI AMMINISTRATIVE 2009 - ALCUNE DOMANDE LAICHE AI CANDIDATI

1) FINANZIAMENTI ALLE CONFESSIONI RELIGIOSE

Il Comune di Padova eroga costantemente cifre imponenti a favore delle confessioni religiose. Solo dall'8% degli oneri di urbanizzazione secondaria (ripartizione imposta da una normativa della Regione) vanno oltre 300.000 euro all'anno (media degli ultimi sette anni) per l'edilizia di culto, dei quali il 98,56% alla Chiesa Cattolica Apostolica Romana. Altri sono sotto forma di esenzioni, consulenze, affitti di immobili, migliorie fatte a fondo perduto, elargizioni “a progetto”. Ritiene che queste contribuzioni siano atti dovuti, a favore di una presenza disinteressata e necessaria, o che sarebbe opportuno, almeno, rinegoziare nel complesso i rapporti tra l'ente pubblico e queste entità private? Considerando che le Chiese godono già di finanziamenti da parte di Stato e Regione (8 per mille, legge sugli oratori, ecc.), non sarebbe preferibile utilizzare queste somme per asili, scuole, verde pubblico, e per favorire l'aggregazione sociale nei quartieri?

- Giuliana Beltrame – Lista “Prc/Pdci”

Ho sempre operato pensando che una amministrazione pubblica deve operare tenendo conto della realtà in cui è inserita e quindi tenendo conto delle caratteristiche sociali e culturali presenti. A maggior ragione , in una realtà come quella padovana caratterizzata da una massiccia presenza di organizzazioni cattoliche, le scelte devono essere attente al riequilibrio: per questo mi sono battuta, anche ben prima di essere in Consiglio, contro i finanziamenti alle scuole confessionali e in occasione delle delibere di stanziamento degli oneri di urbanizzazione perché, almeno, fosse il Comune a decidere quali interventi andavano finanziati, non limitandosi a verificare l’idoneità delle scelte effettuate dalla Curia.

- Carlo Santaterra - Lista “Padova con Flavio Zanonato”

Sono assolutamente convinto che le contribuzioni siano da rinegoziare e, senza dubbio, i soldi sarebbero meglio spesi se dirottati per asili, scuole, verde pubblico.

- Elena Ostanel – Lista “Sinistra per Padova”

Per quanto riguarda questo primo punto, credo che l’amministrazione comunale dovrebbe prima di tutto rivedere i metodi generali di finanziamento secondo criteri di trasparenza. Un servizio alla società civile non deve essere considerato buono e quindi finanziabile per la matrice delle organizzazioni che vengono finanziate, in questo caso confessionale. Un servizio è pubblico e crea pubblico se si rivolge con trasparenza ai cittadini come individui e non ai cittadini come appartenenti ad una determinata “comunità”. Per questo un’azione concreta è quella di definire metodi di monitoraggio dei servizi oggi finanziati, secondo criteri stabiliti a priori, ed un controllo sul finanziamento alle confessioni religiose.

- Aurora D'Agostino – Lista “Aurora D'Agostino”

Personalmente penso che i finanziamenti che già sono previsti ed elargiti con precisione certosina (che in tanti altri campi non è dato di vedere) da parte dello Stato ed Enti pubblici alle confessioni religiose in quanto tali, la miriade di esenzioni cui beni (anche immobiliari) appartenenti alla Chiesa, in prevalenza, siano già offensivi del “comune senso del pudore” in un momento come quello in cui viviamo, in cui i tagli ai servizi essenziali alle persone inondano i bilanci statuali e locali. La risposta, ovvia, è che sarei molto favorevole ad un utilizzo diverso, di tipo sociale in favore di tutti i cittadini, delle risorse disponibili; in particolare, in materia di aggreggazione e servizi sociali decentrati, oggi quasi del tutto assenti. Nel quartiere periferico dove abito, non ce n’è uno, dicasi uno, mentre (per fortuna, devo dire) esiste una realtà parrocchiale molto attiva (e solidale) che garantisce spazi e momenti di socialità in zona. Ovviamente preferirei che fosse l’ente pubblico a curare giardini, parchi giochi e spazi di quartiere, piuttosto che trovarmi (per assurdo, vi assicuro) a dover difendere la possibilità di sopravvivenza di luoghi di socialità “di spettanza della chiesa”, unici, ripeto, esistenti e funzionanti.

2) SCUOLA: EMARGINAZIONE PER I BAMBINI CHE NON FREQUENTANO LE ORE DI RELIGIONE CATTOLICA

L'ora alternativa, ossia l'attività didattica per chi non sceglie le ore di religione cattolica nella scuola pubblica, dovrebbe essere un diritto. In realtà si incontrano sempre difficoltà organizzative e spesso forme di emarginazione (anche l'UNICEF ha denunciato questa situazione). Ritiene utile istituire un osservatorio sul rispetto dei diritti di genitori e studenti relativamente all'accesso all'ora alternativa? E' disposto a sostenere finanziamenti comunali per progetti didattici ed educativi a sostegno degli studenti dell'ora alternativa?

- Giuliana Beltrame – Lista “Prc/Pdci”

Sono dell’avviso, a quanto pare assolutamente in controtendenza rispetto alle scelte del Governo nazionale, di spostare fuori dall’orario curriculare l’ora di religione cattolica e non penso che sia opportuno che insegnanti nominati dal Vescovo possano insegnare altre religioni. Sono favorevole a progetti che si rivolgano a tutti e le studentesse e gli studenti; è la scuola che deve garantire la possibilità di svolgere attività interessanti a chi non fa religione non limitandosi a concedere “lo studio individuale”.

- Carlo Santaterra - Lista “Padova con Flavio Zanonato”

Io ho fatto in prima persona la scelta, all'epoca della scuola, di non frequentare l'ora di religione. È quindi un tema che mi è caro e che sono disposto a discutere con voi per capire assieme come intervenire. Peraltro all'epoca non ho vissuto la mia scelta con difficoltà.

- Elena Ostanel – Lista “Sinistra per Padova”

Sono assolutamente favorevole alla creazione di meccanismi che favoriscano l’accesso a servizi alternativi per chi non sceglie l’insegnamento della religione nelle scuola pubblica. Ma allo stesso tempo di dovrebbe lavorare perché l’insegnamento della religione a scuola non sia un’azione speculare alle lezioni di catechismo. Questo è un comportamento che lede la laicità dello stato, e come tale denunciabile. Quindi lavorerei sul breve termine alla valorizzazione delle ore alternative, che devono essere organizzate, anche con il sostegno economico comunale, perché non diventino ore “buche” ma percorsi formativi alternativi decisi all’interno dell’istituto. Sul lungo periodo lavorerei affinchè l’ora di religione diventasse “altro”, per tutti i ragazzi di una classe. Il lungo periodo esige che si lavori su un livello diverso, culturale, perché l’ora di religione non sia più considerata “necessaria” (vedi per questo, anche la risposta all’ultimo punto).

- Aurora D'Agostino – Lista “Aurora D'Agostino”

Ho un figlio che frequenta la scuola pubblica e non frequenta le ore di religione. In quelle ore viene accorpato a classi diverse, di solito di un anno superiore alla sua, per fare qualcos’altro, di non meglio determinato, denominato con sussieguo “attività alternative”. Nonostante gli sforzi del personale docente, che riconosco ed a cui va tutta la mia personale riconoscenza, credo che nel 2009 sia veramente avvilente che la scuola pubblica non sia in grado di strutturare degnamente un percorso alternativo all’insegnamento della religione cattolica. E questo è ancor più grave quando si pensa alla situazione di tanti bambini stranieri, di famiglia non cattolica, che oggi frequentano la scuola pubblica. Devo dire che la questione, secondo me, va affrontata in maniera strutturale, rompendo definitivamente il monopolio della religione cattolica nella scuola pubblica ed assicurando che, almeno in tale ambito, tale disciplina diventi una lezione generale “sulle religioni e sulle negazioni delle medesime”. Questo potrebbe diventare, nella nuova situazione che oggi viviamo, una forma non solo di rispetto verso ogni tipo di religione, ma anche verso il pensiero laico. In questo senso, come noto, occorrerebbero interventi ben più generali di quelli in potere di una amministrazione comunale. Ciò nonostante, credo di input positivi in questa direzione si potrebbe iniziare a parlare e praticare qualche esperienza, magari sperimentale, anche in sede locale.

3) SCUOLA: FINANZIAMENTI ALLE SCUOLE CONFESSIONALI

Il Comune di Padova, tra convenzioni, contributi ordinari e straordinari, integrazioni, anticipi e saldi, destina cifre ingentissime alle scuole confessionali. In particolare a quelle dell'infanzia e ai nidi integrati aderenti alla FISM e a quelli gestiti dalla SPES, vengono versati tra i due milioni e i due milioni e mezzo di euro all'anno, che si aggiungono ai già cospicui finanziamenti statali e regionali, anche in un momento come questo in cui le risorse per la scuola pubblica sono in sostanziale riduzione. Si impegnerà a modificare questo stato di cose e come?

- Giuliana Beltrame – Lista “Prc/Pdci”

L’unica strada possibile è quella di una modifica della Convenzione. Ci ho provato e continuerò a farlo!

- Carlo Santaterra - Lista “Padova con Flavio Zanonato”

Assolutamente SI (farò quanto mi sarà possibile per modificare questo stato di cose. In questo senso, spero che anche altri aderiscano alla vostra iniziativa, perché in consiglio c'è bisogno di fare gruppo per ottenere risultati).

- Elena Ostanel – Lista “Sinistra per Padova”

Riprendendo il discorso del primo punto, non deve essere accettato lo stato dell’arte attuale secondo il quale le scuole confessionali vengono trattate con maggiore attenzione rispetto alle scuola laiche. Mi impegno a capire il modo di poter invertire questo stato di cose, anche con chi, da più anni di me cerca di battersi per questo.

- Aurora D'Agostino – Lista “Aurora D'Agostino”

Credo che sia già chiaro, da quanto ho detto sopra, il mio impegno personale per valorizzare la scuola laica e pubblica nei confronti di quelle private e confessionali. Aggiungo che nei cinque anni in cui sono stata consigliera comunale ho assistito non solo all’elargizione di queste somme, in misura considerevole, ripeto, soprattutto in rapporto a d altre voci di spesa sociale certo più rilevanti ed egualitarie, ma addirittura al fatto che sulle ripartizioni di tali somme tra le varie parrocchie ci si dovesse adeguare, volenti o nolenti alle indicazioni dell’autorità centrale vescovile, senza alcun rapporto con le reali esigenze di spesa e di copertura costi delle singole realtà parrocchiali. Insomma, una subalternità assoluta, neppure rispettosa delle esigenze reali esistenti nel territorio.

4) INFORMAZIONE SULLA TASSA DI RELIGIONE (8x1000)

Il Comune distribuisce i modelli per la dichiarazione dei redditi, con le istruzioni ministeriali. Ad esse dovrebbe aggiungere una informativa dettagliata sul meccanismo dell'8x1000 e sulla destinazione dei relativi fondi. E' d'accordo?

- Giuliana Beltrame – Lista “Prc/Pdci”

Sicuramente sarebbe un utile strumento di informazione per tutte/i.Troppo pochi sanno la quantità di risorse incamerate in questo modo dalla chiesa.

- Carlo Santaterra - Lista “Padova con Flavio Zanonato”

Assolutamente Sì

- Elena Ostanel – Lista “Sinistra per Padova”

Sono perfettamente d’accordo. C’è poca consapevolezza oggi sulla destinazione dell’8 per mille.

- Aurora D'Agostino – Lista “Aurora D'Agostino”

Assolutamente d’accordo ! Persino io, nel mio piccolo, mi ricordo solo all’ultimo momento utile di dire al commercialista che voglio destinare diversamente il mio 8 per mille! (ma me lo ricordo sempre, seppure in extremis)

5) FUNERALI CIVILI: PIU' SPAZI E PIU' CIVILI

Il solo spazio comunale per una cerimonia laica e' la Sala del Commiato al Cimitero Maggiore. Accertata la sua inadeguatezza, l'amministrazione uscente ha inserito il progetto per la costruzione di quella nuova all'interno della prossima ristrutturazione. Non ne sono presenti in altri cimiteri cittadini. Oltre a vigilare sulla rapida e dignitosa esecuzione del progetto avviato, è auspicabile avere più spazi da adibire a "sala del commiato", non solo nelle zone cimiteriali ma anche vicino ai luoghi in cui si è vissuto (ad es. preparando allestimenti su richiesta in spazi presso centri civici e/o sociali). Va curata inoltre l'informazione alla cittadinanza riguardo questa opportunità, a cominciare dalle pagine internet del Comune e dal coinvolgimento delle imprese di onoranze funebri. Qual è il suo parere?

- Giuliana Beltrame – Lista “Prc/Pdci”

Penso che la possibilità di utilizzare sale di quartiere per il rito del commiato sia sicuramente una strada da percorrere, come lo è sicuramente la costruzione di una sala del commiato decorosa. Ho suggerito, senza successo(!), l’allestimento di bacheche in punti particolarmente frequentati nei vari rioni, dove affiggere gli annunci mortuari, per evitare che siano leggibili solo attaccati in modo poco degno ai pali della luce o solo in parrocchia.

- Carlo Santaterra - Lista “Padova con Flavio Zanonato”

Sono favorevole affinché si realizzino più sale di commiato (su questo, in onestà, condivido la battaglia ma credo sia anche importante capirne i costi). Sono assolutamente favorevole a dare un'informazione adeguata (a cominciare dalle pagine internet).

- Elena Ostanel – Lista “Sinistra per Padova”

Credo che un “comune laico” abbia prima di tutto il compito di divulgare la possibilità di poter accedere a cerimonia laica. Devono essere preparati quindi sistemi di divulgazione, come materiale informativo e internet. Sull’ampliamento degli spazi come “sala del commiato” sono d’accordo, trovando le modalità migliori per assegnare questi spazi in maniera partecipata.

- Aurora D'Agostino – Lista “Aurora D'Agostino”

Le condizioni in cui vengono celebrati i funerali civili a Padova sono assolutamente indegne e non mi soffermo neppure a descriverne i particolari, che credo siano ben noti. Sono d’accordo per qualunque iniziativa utile a renderle degne, ed ovviamente anche a promuovere la pubblicizzazione di tale (doverosa) possibilità. Spero che vi sia, per quando toccherà a me.

6) MATRIMONI CIVILI: PIU' SPAZI, PIU' TEMPI, PIU' SCELTA

I matrimoni civili a Padova sono circa il 46% del totale (dati 2007). I cittadini possono utilizzare solo la Sala Paladin a Palazzo Moroni, ed un'altra in Piazza Capitaniato, in tempi contingentati e orari ristretti. Come già avviene in altri Comuni, sosterrà l'ampliamento dell'orario ai giorni festivi e la concessione di altri spazi del patrimonio monumentale della città per il matrimonio civile? La legge inoltre permette di farsi sposare da una persona stimata, dal migliore amico o dalla migliore amica. Basta che riceva la delega per svolgere questa funzione di ufficiale dello Stato. Il Comune e l'ufficio matrimoni dovrebbero informare e promuovere questa opportunità. E' d'accordo?

- Giuliana Beltrame – Lista “Prc/Pdci”

Il rito civile sta diventando sempre più frequente e quindi sarà necessario sicuramente pensare ad un uso più frequente delle sale attualmente destinate ai matrimoni. Sono anche d’accordo che all’atto della richiesta di matrimonio le cittadine e i cittadini siano informati di questa possibilità. Penso anche che mantenere una certa formalità “autorevole” e non trasformarlo in rito “domestico” abbia significato per chi decide di affrontare questa scelta.

- Carlo Santaterra - Lista “Padova con Flavio Zanonato”

Assolutamente Sì

- Elena Ostanel – Lista “Sinistra per Padova”

D’accordo sull’ampliamento della disponibilità oraria per svolgere il matrimonio civile. Credo invece che sia l’attore pubblico a dover garantire, con ampi orari e disponibilità, il matrimonio civile come sua prerogativa. Credo che se il pubblico gestisse con efficienza tale servizio, non occorrerebbe la cerimonia privata, che forse toglierebbe valore, anche simbolico, ad una battaglia laica.

- Aurora D'Agostino – Lista “Aurora D'Agostino”

Sono assolutamente d’accordo sulle Vs. proposte e richieste. Ci aggiungo che, a mio modestissimo avviso, è un po’ penoso che l’amministrazione comunale si ostini ad insignire i cittadini che si sposano in Comune di medagliette col sigillo della città ( o bandiere italiane, che mi è successo di dover consegnare nei primi tempi del mio mandato elettorale, eredità della precedente amministrazione). Un regalo più sobrio ed adeguato, anche semplicemente una bella poesia su “carta da formaggio”, come si dice da noi, forse sarebbe più gradita e più sensata (e meno sprecona).

7) REGISTRO DELLE COPPIE DI FATTO

Qual è la sua opinione sulla vicenda padovana inerente il registro comunale per le coppie di fatto?

- Giuliana Beltrame – Lista “Prc/Pdci”

Sono stata, insieme con Zan tra i proponenti la delibera.

- Carlo Santaterra - Lista “Padova con Flavio Zanonato”

Sono favorevole al riconoscimento giuridico delle coppie di fatto (anche dello stesso sesso) ed al rilascio dell'attestazione di famiglia anagrafica; sono contrario ad ogni forma di discriminazione e aborro chi ha l'arroganza di decidere chi può fare o non fare qualcosa, giustificando la scelta sulla base di orientamenti sessuali/razziali/sociali/etc... (retto è ciò che la chiesa approva... iniquo ciò che disapprova...)

- Elena Ostanel – Lista “Sinistra per Padova”

Sono in lista con Sinistra per Padova anche per l’impegno del capolista Alessandro Zan, assieme con altri consiglieri comunali anche di altre forze politiche, su questo punto che ritengo un diritto civile fondamentale.

- Aurora D'Agostino – Lista “Aurora D'Agostino”

Io ero tra i firmatari della mozione, a lungo impedita dal boicottaggio di parte consistente della maggioranza di centro sinistra (ed ovviamente avversata dal centro destra) per l’istituzione del registro. Come noto, poi, la mozione è stata abbandonata da parte dei firmatari, giunti alla mediazione che ha portato all’approvazione della mozione che consente al Comune di certificare la famosa convivenza per motivi affettivi. Quella mediazione mi ha lasciato profondamente delusa, anche perché dal punto di vista degli effetti concreti (per accesso a servizi e benefici) la sua valenza è stata poi negata in ogni occasione che si è presentata (dall’approvazione della delibera sulle graduatorie ERP, all’esenzione Ici- all’epoca vigente, etc). E attenzione, ogni volta, gli emendamenti proposti sul punto sono stati dichiarati “inammissibili”, a riprova, se necessario, dell’inutilità della certificazione anagrafica svanverata come grande vittoria (addirittura, i Pacs alla padovana!). Credo occorra serietà e coerenza nella rivendicazione dei diritti. Se ci si crede, non bisogna accontentarsi dei contentini, ma pretendere uguaglianza sostanziale.

8) RITI E SIMBOLI RELIGIOSI NEGLI UFFICI PUBBLICI E IN ORARIO DI LAVORO

Benedizioni, visite pastorali, messe natalizie, inviti da parte di superiori gerarchici a cerimonie religiose sul luogo di lavoro e in orario di servizio, esposizione di simboli negli uffici, intervento di funzionari pubblici e rappresentanti istituzionali a cerimonie confessionali. Tutto questo avviene ancora, anche se non esiste più la religione di Stato, e senza mai considerare le esigenze di chi segue altri culti, e men che meno dei cittadini atei e agnostici. Si impegna a liberare l'ambito pubblico (che appartiene a tutti) dai segni di appartenenza di qualsiasi, pur rispettabile, minoranza?

- Giuliana Beltrame – Lista “Prc/Pdci”

Ho appoggiato la scelta del dirigente scolastico di Vigodarzere che, qualche tempo fa, si è opposto alla visita del Vescovo in orario scolastico. Nella scuola dove ho insegnato ho proposto al Consiglio di Istituto di appendere dietro ogni cattedra un quadro con i 12 principi fondamentali della costituzione. E’ stato fatto. Perché non estenderlo ovunque?

- Carlo Santaterra - Lista “Padova con Flavio Zanonato”

Assolutamente Sì, anche se, onestamente, questa è una battaglia molto difficile da vincere. Si tratta di capire se in consiglio ci sarà una maggioranza di persone rispettose di ogni credo e di chi non crede o se, come spesso capita, troppi saranno quelli che si lasceranno influenzare dalle pressioni del mondo cattolico ma non solo. La mia posizione è e sarà chiara.

- Elena Ostanel – Lista “Sinistra per Padova”

In uno stato laico, e in governo laico del territorio, la sfera religiosa non dovrebbe entrare nel pubblico. Quindi mi impegno a trovare delle forme che riescano a coniugare spazio pubblico e appartenenza. Ad oggi confesso di non avere ancora trovato una “risposta” pratica.

- Aurora D'Agostino – Lista “Aurora D'Agostino”

Mi impegno, seriamente, a liberare ogni ambito pubblico da ogni interferenza confessionale (segni, simboli e riti).

9) RACCOLTA E CUSTODIA DEI TESTAMENTI BIOLOGICI

Una legge probabilmente incostituzionale renderà di fatto impossibili le dichiarazioni anticipate di volontà riguardo i trattamenti di natura medica. Sosterrà l'istituzione di un registro telematico per i testamenti biologici redatti dai cittadini, con definizione del regolamento di accesso e trasmissione periodica delle dichiarazioni raccolte ai Soggetti Istituzionali delegati, nelle more della entrata in vigore della normativa nazionale?

- Giuliana Beltrame – Lista “Prc/Pdci”

Ho presentato in Consiglio Comunale a Padova un Ordine del Giorno per l’istituzione di un “Registro comunale sulle dichiarazioni anticipate di volontà” che vi allego. Purtroppo non c’è stata la volontà politica di metterlo in discussione!

- Carlo Santaterra - Lista “Padova con Flavio Zanonato”

Sì. La mia posizione è quella di Beppino Englaro.

- Elena Ostanel – Lista “Sinistra per Padova”

Copio la risposta che ho messo già nel mio blog personale la scorsa settimana. “Una legge probabilmente incostituzionale renderà di fatto impossibili le dichiarazioni anticipate di volontà riguardo i trattamenti di natura medica. Sosterrà l’istituzione di un registro telematico per i testamenti biologici redatti dai cittadini, con definizione del regolamento di accesso e trasmissione periodica delle dichiarazioni raccolte ai Soggetti Istituzionali delegati, nelle more della entrata in vigore della normativa nazionale?”. Questa è una domanda che lo UAAR ha posto ai vari candidati alle elezioni comunali a Padova. Il tema è centrale all’interno del programma della Sinistra per Padova. Il mio personale commento, in questo senso, vuole enfatizzare un aspetto della questione “testamento biologico”, quella della relazione fra diritti individuali e “morale collettiva”. Un tema complesso, ma di fondamentale importanza per collocare questa discussione. Il percorso di secolarizzazione nel nostro Paese è fortemente in ritardo e i motivi sono diversi e complessi. Una identità collettiva che vede nella laicità dello Stato un pericolo sembra oggi dominare il campo della regolazione dei diritti civili, che sono per definizione l’insieme delle libertà e delle prerogative garantite al cittadino all’interno del sistema stato a cui appartiene. Credo fermamente che l’affermazione dei diritti civili debba basare il suo percorso sull’affermazione di uno stato laico, che molto semplicemente non obbliga ad una scelta di fine vita in base ad un dogma, ma cerca di garantire un diritto di scelta ai suoi cittadini, attraverso strumenti di regolazione ad hoc. Il registro telematico, in questo senso, è una proposta per rendere il governo locale, la nostra città, un attore laico appunto, che vede la possibilità di scelta per il cittadino come garanzia di un effettivo godimento di diritti civili. La possibilità di scelta attiene infatti ad uno spazio che io vedo assolutamente laico: Sen lo definisce l’ambito delle capabilities, delle alternative di scelta di cui ogni individuo può usufruire all’interno del proprio sistema sociale e politico. Uno stato laico, in questo senso, garantisce libertà e permette di riappropriarci di questo termine che il governo del centro destra ha contribuito a svuotare di significato. Non voglio la “libertà del più furbo”, come oggi mi sembra invece di percepire come prioritaria, ma la libertà del cittadino, che vede proliferare le sue possibilità di scelta sul territorio: la possibilità di scelta di fine vita, come la possibilità di uscire dal precariato, come la possibilità di scegliere il trasporto pubblico. Il tema della “capabilities” può forse portare il tema della laicità su un terreno meno “emotivo”, in modo da poter comunicare l’importanza della “scelte di fine vita”, come delle altre libertà di scelta, come prerogativa del cittadino in quanto tale, indipendentemente dalla sua fede, ammesso che ne abbia una.

- Aurora D'Agostino – Lista “Aurora D'Agostino”

Sono tra i firmatari della mozione che ha fatto propria tale proposta ; mozione rimasta non discussa, non rientrando tra la cinquantina di deliberazioni cementifere che la maggioranza ha imposto in discussione negli ultimi mesi di consiglio comunale.

10) FESTA DEL NEONATO

In una visione laica, di pari opportunità e rispettosa di ogni appartenenza e posizione sociale, politica e culturale, è disponibile a farsi promotore per l'istituzione di una Festa del neonato, come celebrazione pubblica di tutte le nascite e riconoscimento del neonato quale nuovo cittadino?

- Giuliana Beltrame – Lista “Prc/Pdci”

Potrebbe essere, come si fa in altre città, la cerimonia, periodica, di piantare un albero per ogni nato in quel periodo, alla presenza di genitori e bimbe/i.

- Carlo Santaterra - Lista “Padova con Flavio Zanonato”

Sì. Vorrei capire bene come si intenderebbe farla, ma il principio mi pare corretto e perseguibile.

- Elena Ostanel – Lista “Sinistra per Padova”

Sono pronta a trovare la forma migliore per realizzare un evento del genere.

- Aurora D'Agostino – Lista “Aurora D'Agostino”

Assolutamente d’accordo, bella idea, e mi permetto di aggiungere neonato nuovo cittadino indipendentemente da ogni provenienza etnica.

11) QUALCOSA DI LAICO

Ci descriva un provvedimento di laicità concreta che metterebbe subito in campo, oppure che ha già contribuito a realizzare se ha già ricoperto cariche amministrative.

- Giuliana Beltrame – Lista “Prc/Pdci”

Penso abbiate avuto modo di leggerlo nelle risposte precedenti.

- Carlo Santaterra - Lista “Padova con Flavio Zanonato”

Ad oggi non ho ricoperto cariche amministrative. Un provvedimento di laicità? Se già si riuscisse a realizzare nei prossimi 5 anni i punti che proponete...

- Elena Ostanel – Lista “Sinistra per Padova”

Siamo oggi in una situazione in cui ci troviamo a lottare per la laicità dentro uno stato che per definizione dovrebbe essere laico. Questo paradosso è il risultato di una cultura oscurantista che domina i nostri spazi sociali. Bisogna agire con forza a livello culturale, come se dovessimo rivoluzionarla. Come fare?Io partirei dalle nove generazioni, dai giovani, perché siano educati alla laicità. Oggi l’amministrazione comunale aiuta l’organizzazione di percorsi formativi nelle scuole per la pace, cooperazione diritti umani. Lo stesso dovrebbe essere fatto per “educare alla laicità”: l’UAAR, o altre associazioni affini, potrebbe ad esempio essere coinvolto in un percorso simile. In questi seminari nelle scuole potrebbero essere utilizzati degli strumenti laici che già esistono, come saggi, raccolte a fumetti, documentari. Credo fermamente che il punto da cui dobbiamo partire sia quello di un cambiamento culturale, trovando i metodi migliori per farlo, perché la laicità venga da tutti considerato un diritto civile e non una minaccia come oggi invece avviene.

- Aurora D'Agostino – Lista “Aurora D'Agostino”

Mi piacerebbe moltissimo poter realizzare in città uno spazio dedicato ai bambini (e quindi assolutamente pedonalizzato e sicuro) dove incrociare proposte educative ambientali, percorsi ludici, percorsi inter etnici, informazioni diverse e laiche che purtroppo i nostri bambini non hanno se non nel ristretto ambito familiare, se ne hanno la fortuna e la possibilità. E’ un’idea in divenire, ma che credo potrebbe rappresentare un nuovo modo di accogliere i bambini padovani, autoctoni e non, in una esperienza diversa dal comune e quotidiano vivere a scuola, in parrocchia e nella società. Credo che è da loro, e dalla loro capacità di comprendere il nuovo ed innovare, che si debba e possa ripartire con fondamenta nuove. So di essere fumosa e poco chiara sul punto, ma non sono abituata a decidere da sola, e mi piacerebbe su questo confrontarmi con qualcun altro, magari più addentro di me a problematiche infantili- educative, per carpirne le possibilità e utilità.


Sono arrivati anche i seguenti messaggi:

- Valentina D'Urso – Lista “Sinistra per Padova”

Cari amici dell'UAAR, sono una delle vecchie socie della nostra associazione, e quest'anno mi presento come candidata al Consiglio comunale di Padova nella lista Sinistra per Padova, collegata al sindaco Zanonato. Condivido integralmente il programma laico e in difesa dei diritti civili dell'UAAR. Sarei quindi contenta di ricevere i vostri voti, che rafforzerebbero queste posizioni.

- Vittorio Attene – Lista “Sinistra per Padova”

Ho ricevuto le domande laiche per i candidati alle elezioni amministrative. Mi chiamo Vittorio Attene e sono candidato per Sinistra per Padova al consiglio di quartiere (quartiere 5 e 2 ). Sono il promotore di questo spettacolo *** insieme a mia moglie (Valentina Cantone, candidata al comune sempre con Sinistra per Padova). Leggendo le vostre domande mi avete stimolato a scrivervi. Sono d'accordo su tutti gli interrogativi che ponete, tutte cose auspicabili, anzi doverose, da dover mettere in atto. Dal canto mio, in quanto candidato, promuovere uno spettacolo come "Strage in Vaticano" è in sintonia con la laicità che anche Padova dovrebbe avere nel teatro e nelle manifestazioni culturali. Ahimè questo non è possibile in quanto, come si sa, quasi tutti gli spazi destinati allo spettacolo teatrale (rappresentazioni o sale prove o per promuovere la docenza in questo settore) sono riconducibili a strutture ecclesiastiche. Il mio impegno è, e sarà, nel mio piccolo quello di spronare il comune alla realizzazione di spazi LAICI in cui si possano rappresentare e provare spettacoli coraggiosi come quello che proporremo domenica prossima. *** “Strage in Vaticano” – Lettura teatrale/inchiesta liberamente ispirata al delitto Estermann-Tornay-Romero, di Fabio Croce – Domenica 24 maggio ore 21,00 – Sala Fornace Carotta.

- Sandro Faleschini, candidato per il consiglio provinciale, di promozione della candidatura di Gaetano Sirone – Lista “Partito Socialista” messaggio con allegato un programma generale.

Estrapoliamo dal programma generale, dal capitolo Laicità e Diritti civili:

””- Scuola pubblica - potenziamento della scuola pubblica in particolare aumentando il numero degli asili nidi e delle scuole per l’infanzia anche aziendali e favorendo le forme cooperativistiche di asili nido “condominiali”. Potenziamento della formazione extrascolastica rivolta ai giovani anche in collaborazione con le scuole. - Maternità - Sostegno alla maternità in presenza di disagio economico o psicologico e garanzie per il diritto all’aborto secondo le previsioni di legge, anche in presenza di obiezione di coscienza nelle strutture mediche. - Sale commiato - Realizzazione di almeno una nuova sala commiato nei cimiteri di Padova in aggiunta a quella del cimitero maggiore. - Registro coppie di fatto - Implementazione dei diritti derivanti dall’iscrizione nel registro delle coppie di fatto.”””

E dal capitolo Cultura: “””- Trasparenza - Introduzione di modelli di valutazione e di trasparenti criteri di merito per far cessare il sistema della distribuzione a pioggia dei finanziamenti e di manifestazioni di nessun valore culturale.”””

Liliana Frascati - Lista "Prc/Pdci"

Sono una socia UAAR da due anni e la frequentazione di questa associazione mi ha molto arricchito culturalmente perché programma ed obiettivi della stessa corrispondono ai miei valori. .............. Non ho risposto alle domande fatte dall'associazione ai candidati perché le mie risposte, in quanto socia, sarebbero state ovvie. Posso garantire che le posizioni del mio partito, tesi congressuali e programmi elettorali coincidono con i valori della nostra associazione, in termini di laicismo, di scienza e di religione e che una maggiore presenza di comunisti e comuniste permetterebbero la realizzazione di iniziative in materia. Tutti noi atei ed agnostici razionalisti sappiamo quale sia il peso dell'elettorato cattolico e della gerarchia ecclestiastica nella vita di questo paese e solo facendo crescere la presenza di veri "laici" in politica si potrà modificare (non dico rovesciare perché sono realista e perchè faccio propaganda politica, non vendo tappeti come certi politici italiani) questi squilibrati rapporti di forza fra religione e politica.


Elezioni europee e laicità.

Il 6 e 7 giugno si vota anche per le elezioni europee. Come già nel 2006 e nel 2008, per le elezioni politiche, l’UAAR ha esaminato i programmi delle liste elettorali e ne ha estrapolato i passaggi significativi da un punto di vista laico o religioso (non abbiamo trovato alcun riferimento all’ateismo o all’agnosticismo). Non abbiamo invece selezionato quei passaggi che, pur riguardando temi come gli aiuti alla famiglia, la violenza sulle donne, il concetto di “tradizione” e la ricerca scientifica, che hanno inevitabilmente risvolti laici (o confessionali), sono stati affrontati senza un esplicito riferimento alla laicità o alla religione. La documentazione è visibile qui:

» http://www.uaar.it/uaar/documenti/166.html