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Circolo UAAR di Padova, Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti, www.uaar.it/padova/

Notizie




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Ricorsi sui crediti formativi Irc.

In un incontro tra le associazioni laiche e le confessioni religiose di minoranza promotrici del ricorso al TAR sui crediti formativi, si è convenuto, su concorde consiglio degli avvocati, di impugnare il Regolamento sulla valutazione degli alunni nella parte in cui prevede la partecipazione degli insegnanti di religione cattolica alla formazione del consiglio di classe che attribuisce i crediti scolastici, data l'ambiguità della norma. Il termine per la proposizione del ricorso scade il prossimo 16 novembre. Il ricorso dovrebbe essere proposto non solo da associazioni e confessioni, ma anche da studenti. Poiché il regolamento attuale si rivolge a tutti i cicli scolastici, il ricorso potrà essere promosso da studenti del 3°, 4° e 5° anno della scuola secondaria superiore. Il mandato relativo a studenti/esse non maggiorenni deve essere conferito da entrambi i genitori assieme al figlio/a. Chi fosse interessato è invitato a rispondere a strettissimo giro di posta. A genitori / studenti non sarà ovviamente chiesto un centesimo per la partecipazione all'iniziativa e sarà garantito il massimo della privacy.


Elezioni amministrative 2009

Abbiamo posto ai candidati alle elezioni amministrative domande sui seguenti temi:

1) Finanziamenti alle confessioni religiose; 2) Scuola: emarginazione per i bambini che non frequentano le ore di religione cattolica; 3) Scuola: finanziamenti alle scuole confessionali; 4) Informazione sulla tassa di religione (8x1000); 5) Funerali civili; 6) Matrimoni civili; 7) Registro coppie di fatto; 8) Riti e simboli religiosi negli uffici pubblici e in orario di lavoro; 9) Raccolta e custodia dei Testamenti Biologici; 10) Festa del neonato.

L'UAAR non ha punti di riferimento in alcun partito politico. Rileva come molti partiti, pur autodefinendosi "laici", in pratica sostengano iniziative di stampo confessionale. L'UAAR valuta i fatti: è critica nei confronti di ogni azione che sfrutti le credenze religiose per ampliare i propri consensi, e mette coloro che si definiscono laici di fronte alle loro responsabilità e ai loro pretesi richiami ideologici. Rispettando i propri soci e simpatizzanti, ritenendoli capaci di ragionare con la propria testa, l'UAAR durante le campagne elettorali a ogni livello, laddove è possibile, raccoglie le parti dei programmi elettorali delle varie liste relative ai propri scopi sociali, mettendole a disposizione di tutti i cittadini attraverso i propri canali informativi. Cerca inoltre di entrare in contatto con un insieme plurale e trasversale di candidati, di tutte le liste, rivolgendo loro le stesse domande, specifiche sui temi statutari, e impegnandosi a diffondere le risposte che giungeranno, usando i canali informativi a disposizione (siti internet, blog, notiziari via email, riunioni ecc.)

» Volantino in pdf

Ed ecco le risposte:

» Risposte


Campi estivi per ragazzi

I genitori non credenti hanno spesso difficoltà a educare i propri figli in una società pesantemente influenzata dall’appartenenza religiosa. E diversi di loro si sono rivolti all’UAAR chiedendole di intervenire. Ebbene, per l’estate 2009 vengono promossi due campi estivi riservati ai figli dei soci, con l’obiettivo di fornire una bella vacanza in gruppo con coetanei, volta a conoscere e comprendere l’ambiente e la natura, ma anche a sviluppare il pensiero razionale, critico e creativo e la libera indagine sui grandi perché della vita. Il primo campo, chiamato Darwin Camp, sarà organizzato dalla cooperativa Le Orme, avrà luogo a Paganico, in provincia di Grosseto, e sarà riservato a ragazze/i di 12, 13 e 14 anni (II e III media, I superiore). Il campo avrà la durata di una settimana; si può scegliere il periodo da domenica 28 giugno a domenica 5 luglio oppure da domenica 30 agosto a domenica 6 settembre 2009. Il secondo, chiamato Campo UAAR, sarà organizzato direttamente dall’associazione: avrà luogo a Montorfano, frazione di Mergozzo, provincia di Verbania, e sarà riservato a bambini di 9, 10 e 11 anni (IV e V elementare, I media). Il campo avrà la durata di due settimane, da domenica 5 luglio 2009 (giorno di arrivo) a domenica 19 luglio 2009 (giorno di partenza); queste due settimane possono comunque essere spezzate in due turni. Sono disponibili i pieghevoli illustrativi

» Darwin_camp_2009.pdf

» CampoUaar2009.pdf

Per ulteriori approfondimenti: eventi@uaar.it

» Video campi estivi UAAR


Nuova, grave violazione della libertà di espressione di atei e agostici

L’UAAR, sulla scorta dei risultati della consultazione avviata tra i navigatori del suo sito, aveva presentato una terza proposta a IGPDecaux, concessionaria della pubblicità sui mezzi di trasporto pubblici su quasi tutto il territorio nazionale, con un nuovo slogan, “La buona notizia è che anche Zeus non esiste. Quella cattiva, è che solo di Zeus puoi dirlo”, accompagnato dalla firma (in gergo pubblicitario ‘payoff’) “uaar.it - Liberi di non credere in Dio”. I bozzetti sono stati rifiutati da IGPDecaux, che ha chiesto di eliminare il payoff. L’associazione ha detto no a questa prevaricazione e, nel preannunciare che si tutelerà e tutelerà i diritti dei non credenti nelle sedi opportune, informa che risponderà con una diversa iniziativa pubblicitaria, che deve necessariamente prescindere dall’utilizzo degli autobus. Si passa alla carta stampata. Pertanto:

Domenica 17 maggio 2009, sul quotidiano La Repubblica

sarà pubblicata un’inserzione a pagamento: un’intera pagina su cui campeggerà la scritta “Per far circolare questo bus abbiamo dovuto metterlo sulla pagina che state leggendo”. La vicenda degli ateobus censurati sarà il punto di partenza per raccontare chi sono (e quanti sono) gli atei e gli agnostici in Italia. Ma ci sarà anche altro: dall’etica laica al rispetto che merita, dall’otto per mille alle confessioni religiose alle scelte di laicità nel nostro paese. Raffaele Carcano segretario nazionale dell'UAAR


Il Cinque per mille all’UAAR

L’UAAR è diventata un’associazione di promozione sociale. Ciò significa che è possibile indicarla come destinataria del cinque per mille nella dichiarazione dei redditi, come previsto dalla Legge Finanziaria. Il Cinque per mille non è una tassa in più. Semplicemente, il contribuente decide come deve essere utilizzata una parte delle tasse che già deve pagare. Se non decide nulla, il suo Cinque per mille rimane a disposizione dello Stato: se lo destina all’UAAR, quella somma verrà impiegata per la difesa dei diritti civili degli atei e degli agnostici, per l’affermazione della laicità dello stato, per la diffusione del pensiero razionale. Per questo motivo l’UAAR invita i suoi soci e i suoi simpatizzanti a sceglierla come destinataria del loro Cinque per mille: in un’epoca in cui la politica e i mezzi di informazione promuovono sempre più decisamente la presenza religiosa nella società, sostenere un’associazione come la nostra significa dare un piccolo ma importantissimo contributo per la costruzione di un Paese migliore. L’Agenzia delle Entrate non ha ancora fornito informazioni definitive a riguardo delle modalità di scelta, e persino in merito alla presentazione delle domande. Alcuni contribuenti che hanno già ricevuto il CUD, oppure sono stati contattati dal loro CAAF per l’appuntamento per la dichiarazione annuale, hanno tuttavia già contattato l’UAAR per chiedere le modalità con cui effettuare la destinazione del cinque per mille. Per destinare il 5 per mille all’UAAR è sufficiente compilare lo spazio riservato al cinque per mille sulle dichiarazioni dei redditi (CUD, 730, Unico) nel seguente modo: - apporre la propria firma nel riquadro “Sostegno delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale, delle associazioni di promozione sociale, delle associazioni riconosciute che operano nei settori di cui all’art. 10, c.1, lett a), del D.Lgs. n. 460 del 1997 e delle fondazioni nazionali di carattere culturale”; - riportare il codice fiscale dell’UAAR (92051440284) nello spazio collocato subito sotto la firma.


E' sempre il momento buono per un'erogazione liberale a favore dell'UAAR

L'UAAR è un’associazione che basa la propria attività esclusivamente sull’autofinanziamento. Dal luglio 2007 è iscritta al registro nazionale delle associazioni di promozione sociale. L’art. 22 della legge 383/2000, che disciplina tali associazioni, consente la detraibilità fiscale delle sottoscrizioni volontarie, definite “erogazioni liberali”. Ciò significa che le somme elargite all’associazione sono detraibili dall’imposta lorda ai fini IRPEF per un importo pari al 19 % dell’erogazione liberale effettuata, sino a un valore massimo di € 2.065,83 o, in alternativa, sono deducibili dal reddito complessivo del soggetto erogatore nel limite del 10 % del reddito complessivo dichiarato, e comunque nella misura massima di 70.000,00 €/anno (legge 80/2005, art. 14, comma 1). Puoi fare un’erogazione liberale online dalla pagina:

www.uaar.it/uaar/erogazioni

Hai, comunque, la possibilità di effettuare un’erogazione anche nei seguenti modi:

* c/c postale n° 15906357 intestato a: Associazione UAAR - c.p. 749 - 35122 Padova

* bonifico bancario sulle seguenti coordinate: Codice IBAN: IT68T0760112100000015906357 Intestazione: Associazione UAAR - c.p. 749 - 35122 Padova


Tiziana Testa

(Il mattino di Padova del 11/04/09 pag. 23) Aveva scoperto di essere malata la scorsa estate: con forza, senza arrendersi all’autocommiserazione, cercando di continuare la sua vita di sempre, ha fatto il suo percorso di cure. Con la lucida coscienza della sua situazione ma senza mai abbandonare la speranza. Fino al crollo. Tiziana Testa è morta l’altro ieri mattina, nella sua casa vicino al Santo. Avrebbe compiuto 60 anni in agosto. Oggi alle 11 nella sala del commiato laico, nel cimitero maggiore, ci sarà una cerimonia per dirle addio. Tiziana ha trascorso la giovinezza a Verona e si è trasferita a Padova per studiare all’Università alla fine degli anni Sessanta. Dopo la laurea in matematica ha insegnato negli istituti superiori della provincia, impegnata attivamente sia nella didattica che in ruoli di responsabilità. Per quasi 20 anni ha insegnato a Camposampiero, nell’istituito commerciale Pertini, negli ultimi due anni era a Padova, al Calvi. Lo scorso anno ha anche insegnato nella scuola per i ragazzi ricoverati in ospedale. «Ha sempre avuto grande disponibilità e calore verso le persone e i loro problemi e ha coltivato tante relazioni mai formali: la sua casa era sempre aperta affettivamente e materialmente in ogni momento - raccontano le amiche - Aveva molti interessi ed era concretamente impegnata su vari fronti fino in fondo, senza risparmiarsi e con grande coerenza». Grande amante del cinema, della musica e del canto corale, dell’arte, della scienza e della cultura in genere, Tiziana Testa si è battuta contro le ipocrisie, le superstizioni e per una vera laicità della società (è stata socia fondatrice dell’Uaar, Unione atei agnostici razionalisti, e faceva parte del Cicap). E’ stata femminista convinta fin dai primi anni Settanta e questo sentire l’ha sempre accompagnata nella vita. La sua vita non è «filata liscia» ma ha dovuto affrontare e convivere con le sue contraddizioni con molta sofferenza, sia in quanto donna, sia per il suo profondo senso del dovere.


ORA ALTERNATIVA, un diritto per genitori e studenti, un dovere per la scuola.

Scegliere l'insegnamento della religione cattolica (IRC) è facoltativo. Negli stessi orari la Legge assicura a genitori e studenti il diritto di scelta tra:

*attività didattiche e formative, con docenti della scuola (“ora alternativa”) (unica scelta per molte scuole materne comunali e, molto spesso, scelta obbligata per i genitori);

*studio individuale (assistito per alunni più piccoli, anche libero per i più grandi);

*uscita dalla scuola (esempi: alle elementari, ingresso alla terza ora, oppure uscita alle 14:30 invece delle 16:30 nel “tempo pieno”).

Si ha diritto ad esprimere la scelta all'atto dell'iscrizione. Si ha diritto a cambiare la scelta per l'anno scolastico successivo.

Sull'ORA ALTERNATIVA:

*Gli insegnamenti possono essere sia curriculari (ad es. un'ora in più di inglese) che non curriculari (dal giornalino della scuola all'etica e diritti umani);

*Il collegio docenti deve tener conto delle proposte del consiglio di classe, interclasse e intersezione e, alle secondarie, di quelle degli studenti;

*La scuola non deve aggregare studenti dell'ora alternativa a quelli di altre classi in cui si svolgono normali lezioni;

*La scuola deve promuoverla, finanziarla, tutelarla come l'IRC.

COME ATTIVARLA? Nell'allegato D del modulo ministeriale per l'iscrizione, barrare la casella “scelta di non avvalersi dell’IRC” e nell’allegato E barrare la casella “attività didattiche e formative”. Si suggerisce di indicare già su quest’ultimo modulo l’insegnamento alternativo che si desidera.

COME CAMBIARE SCELTA PER L'ANNO SUCCESSIVO? Chiedere in segreteria i moduli, che dovranno contemplare le voci descritte al punto precedente.

Sull'USCITA DALLA SCUOLA: in presenza di scelte in questo senso, la scuola dovrebbe sempre porre l'IRC alla fine o all'inizio della giornata scolastica.

Assieme a tanti credenti riteniamo che l'educazione religiosa a scuola sia fuori luogo, sia uno spreco di danaro pubblico, violi la riservatezza delle proprie opzioni filosofiche e sia causa di inutile divisione e talvolta emarginazione degli studenti (vedi osservazioni UNICEF). Ciò non accade con l'ora alternativa: discutiamone tra genitori, insegnanti, studenti per costruire insieme una scuola migliore. Le esperienze positive non mancano: facciamole emergere e crescere.

» Volantino in pdf

Per saperne di più:

» www.oraalternativa.it


Inaugurazione della sede nazionale UAAR a Roma

L’Uaar è pronta a tagliare il nastro e a brindare alla sua sede nazionale. Da sabato 14 marzo 2009, infatti, avrà una casa in via Ostiense 89 a Roma. Per adesso, spiegano atei e agnostici, si tratta soprattutto di rimboccarsi le maniche e di prepararsi a lavorare con pennelli, vernice e olio di gomito. Ma la soddisfazione per essersi procurati un tetto è palpabile. «Sarà una piccola casa della ragione e della laicità, – spiega Raffaele Carcano, segretario nazionale dell'Uaar – aperta a tutti e finanziata dai soci Uaar, visto che il comune di Roma si è rifiutato di concederci spazi». La casa della laicità sarà uno spazio del tutto indipendente nel quale, da domani, ci si incontrerà per discutere dei temi che stanno a cuore ad atei e agnostici italiani: la difesa della laicità dello Stato, in primo luogo, e la necessità di difenderla da ogni attacco. L’inaugurazione della casa della laicità sarà sabato 14 marzo alle ore 18.00 in via Ostiense 89.

» Foto inaugurazione


Decreto legge sul caso Englaro

Gli atei italiani esprimono il loro sgomento per la più grave crisi istituzionale della storia repubblicana avviata oggi dall’attuale governo, sulla pelle di Eluana Englaro, per fare contenta la Chiesa cattolica. E supportano ogni tipo di manifestazione indetta sulla vicenda. L’Uaar si sta inoltre facendo promotrice di sit in e manifestazioni in tutto il paese, elencate sul sito internet dell’associazione. «Ci sembra quasi una situazione da franchismo spagnolo – afferma Raffaele Carcano, segretario nazionale dell’Uaar – con un governo autoritario che si fa beffe della giurisprudenza ed è completamente succube delle gerarchie ecclesiastiche». Non solo: l’assurdo della vicenda è anche in seno alla comunità stessa dei cattolici italiani: «è come se la Chiesa fosse così lontana dalla vita dei suoi fedeli che, invece di convincerli con le sue argomentazioni, fosse costretta ad imporle a colpi di decreti legge». Gli atei italiani chiedono adesso all’opposizione di svincolarsi dai teodem e di schierarsi, con parole chiare, contro questa incredibile violazione dello stato di diritto e a sostegno del presidente Napolitano.

» Calendario delle iniziative di protesta


Campagna bus

L’idea dei bus “atei” è stata della British Humanist Association, ed è stata poi ripresa negli Stati Uniti, in Australia, in Spagna. È ora venuto il momento dell’Italia: l’UAAR è pronta a fare la sua parte in questa iniziativa ormai mondiale di promozione dell’incredulità. «La cattiva notizia è che Dio non esiste. Quella buona, è che non ne hai bisogno». Il messaggio scelto dall’UAAR è stato ideato in Italia: è un messaggio che vuole invitare a riflettere, con l’aggiunta di un pizzico di fiducia e ottimismo in chiave umanista. Un messaggio che vuole evidenziare la praticabilità di un’etica senza dogmi, in un Paese dove da ogni parte si avverte la pervasività della presenza cattolica. Proprio per questo motivo, l’UAAR ha deciso di organizzare la sua campagna a Genova, la diocesi guidata dal presidente della Conferenza Episcopale Italiana. Nulla di male in questo, ovvio: la Chiesa ha e deve continuare ad avere libertà di parola. Purché vi sia adeguato spazio anche per chi cattolico non è. L’UAAR intende, pagando questa campagna pubblicitaria, riconquistare all’incredulità un po’ di quella par condicio che i mass media stentano a riconoscerle. Vuole anche ricordare alle autoritità politiche che non è così indispensabile dire sempre sì alle gerarchie ecclesiastiche, che anche i non credenti sono cittadini come gli altri e che la laicità dello Stato è un principio costituzionale. “Promemoria” tanto più necessario a Genova, dove c’è chi vuole addirittura non concedere l’autorizzazione allo svolgimento del Gay Pride Nazionale, con l’incredibile motivazione che coinciderebbe con la festa cattolica del Corpus Domini. Gli atei e gli agnostici italiani sono milioni, dicono le inchieste sociologiche. Nel loro stesso interesse, è tempo che escano dal silenzio e facciano percepire alla popolazione italiana la loro consistenza. La nostra campagna ha anche questo obbiettivo. Ma, perché abbia successo, è indispensabile che i non credenti italiani diano il loro contributo. Per questo motivo vi invitiamo a inviare all’UAAR una sottoscrizione, piccola o grande che sia, e vi ringraziamo in anticipo per questo importante gesto.

Per sottoscrivere a favore di questa iniziativa


L’ex tribunale si chiamerà Altinate

Non è ancora ufficiale l’esito della votazione sul nome del nuovo centro culturale padovano sorto dal recupero dell'ex tribunale, ma il verdetto sembra scontato. L’altra opzione era San Gaetano. I risultati non sono ancora ufficiali: lo spoglio dei 4.500 voti raccolti è ancora in corso, ma Altinate sembra avere un buon vantaggio nelle preferenze dei padovani.

Così i giornali

A ottobre avevamo scritto: L'Amministrazione comunale ha indetto un sondaggio cittadino per assegnare un nome al nuovo Centro culturale di via Altinate, scegliendo tra le alternative "Altinate" e "San Gaetano". Sono da utilizzare le cartoline azzurre disponibili nei negozi di via Altinate e Zabarella, presso lo stesso Centro culturale, e all'Urp di Palazzo Moroni, fino al 15 novembre 2008. Vi invitiamo a "votare" (per l'opzione aconfessionale ovviamente).


Centro culturale Altinate

L'Amministrazione comunale ha indetto un sondaggio cittadino per assegnare un nome al nuovo Centro culturale di via Altinate, scegliendo tra le alternative "Altinate" e "San Gaetano". Sono da utilizzare le cartoline azzurre disponibili nei negozi di via Altinate e Zabarella, presso lo stesso Centro culturale, e all'Urp di Palazzo Moroni, fino al 15 novembre 2008. Vi invitiamo a "votare" (per l'opzione aconfessionale ovviamente).


L'UAAR propone una via per Darwin

Una via per Darwin. La proposta è del circolo UAAR di Padova, che ne ha parlato anche con il sindaco Flavio Zanonato. Il primo cittadino ha fornito una disponibilità di massima, ma ha anche rilevato come non siano molte le strade ancora in attesa di un nome. La soluzione UAAR? “Modificare l’indicazione di quel pezzo di viale Giuseppe Colombo che passa di fronte agli istituti universitari di Biologia. La collocazione sarebbe perfetta” sostiene Giorgio Villella, ex segretario dell’associazione.

Così i giornali


Realizzare quanto prima la Sala del Commiato per i laici

Il circolo dell'Uaar di Padova è impegnato da anni, con raccolta di firme e con conferenze, perché sia realizzata in città una adeguata Sala del Commiato per lo svolgimento di funerali laici. Dopo aver espresso il proprio apprezzamento per gli impegni assunti in merito dall'amministrazione cittadina e in particolare dall'assessore Sirone, che davano seguito alla delibera n. 2005/0023, approvata all'unanimità dal consiglio comunale quasi quattro anni fa su proposta del Consigliere Zan, esprime ora preoccupazione per qualsiasi ostacolo "contingente" dovesse frapporsi alla realizzazione del progetto e portasse ad un ulteriore slittamento dei tempi o ad un ridimensionamento del progetto riguardante l'edificazione della nuova Sala al Cimitero Maggiore. L'Uaar chiede dunque che "la priorità di questo impegno venga ribadita dall'amministrazione comunale senza tentennamenti per il raggiungimento di questo primo obiettivo, nella prospettiva che siano resi disponibili ulteriori spazi decentrati sul territorio, per consentire finalmente a quote via via crescenti di cittadinanza di affrontare dignitosamente il momento del lutto".

Così i giornali 22 novembre 2008


Sbattezziamoci insieme il 25 ottobre 2008

Il 25 ottobre 2008 l’UAAR ha organizzato una Giornata dello sbattezzo. ‘Sbattezzo’ significa cancellazione degli effetti civili del battesimo, ossia l’elementare diritto, stabilito da un provvedimento del Garante per la privacy, di non essere più considerati dallo Stato come “sudditi” della Chiesa, “obbedienti” e “sottomessi” alle gerarchie ecclesiastiche.

Le ragioni per uscire dalla Chiesa Cattolica possono essere diverse: coerenza con i propri principi, protesta perché discriminati in quanto gay, donne o scienziati, rivendicazione della propria identità di ateo o agnostico. Oppure la semplice onestà intellettuale di dire “non sono più dei vostri”. O per far sentire forte la voce dei cittadini italiani esasperati dal peso dato alle parole della Chiesa cattolica da politici e mezzi di informazione.

Milletrentadue persone in tutto il paese hanno inviato la loro richiesta di cancellazione degli effetti civili del battesimo, tutti insieme, sabato 25 ottobre, in occasione della prima giornata nazionale dello sbattezzo indetta dalla Uaar. Gli sbattezzandi, cioè, hanno spedito una raccomandata al parroco della parrocchia dove furono battezzati quando erano neonati, per affermare il proprio diritto di non essere più considerati dallo Stato come sudditi della Chiesa cattolica, secondo quanto stabilito nel 1999 dal Garante per la privacy.

Il 25 ottobre 2008 a Padova vi è stato: prima l'atto simbolico della deposizione di fiori al monumento che ricorda la Breccia di Porta Pia, poi la conferenza stampa con la presenza dei due giornali locali e di numerosi sbattezzandi e infine un momento conviviale. Complessivamente dal circolo sono stati raccolti e iviati 47 moduli, cui vanno aggiunti tutti coloro che hanno inviato direttamente il modulo dopo averlo scaricato dal sito.

Così i giornali


Replica al sindaco di Teolo sulla preghiera a scuola

… a proposito degli alunni di Teolo che dovevano recitare una preghiera, ho letto sul Gazzettino di mercoledì 28 maggio 2008 che il sindaco ha dichiarato: «È anche certo che l’amministrazione di Teolo è determinata a salvaguardare la propria religione e le proprie tradizioni» e «qui in Italia, la nostra religione e le nostre tradizioni ci impongono la preghiera». Per quanto riguarda le tradizioni, il sindaco quali vuole salvaguardare? Forse le discriminazioni contro le donne? Contro gli omosessuali? Contro gli atei? Contro gli ebrei? Contro gli scienziati? Contro la medicina? Oppure le guerre di religione? O ancora i riti cattolici imposti agli infedeli? Sono state tutte “tradizioni” ben radicate in Italia per secoli e secoli, quando comandava la chiesa; la costituzione (e il buon senso) vietano che siano salvaguardate, checché ne pensino i clericali!...


L'Uaar di Padova replica al sindaco


I genitori di Teolo sulla mancata preghiera a scuola

Domenica 25 maggio [2008] “Il Gazzettino” ha riportato la notizia che la dirigente dell’Istituto comprensivo di Teolo, il 9 maggio in Piazza a Bresseo, durante la Festa dello sport, avrebbe “vietato” la preghiera agli alunni. L’informazione è stata riportata dalla stampa due settimane dopo il fatto. La cosa ci lascia perplessi, tanto più che chi di noi ha i figli alle scuole di Teolo non ne aveva ancora sentito parola. L’articolo non spiega perché la dirigente abbia chiesto di non dire (o di non far dire) la preghiera. La dirigente scolastica ha agito nel dovere e nel diritto, in difesa della Costituzione e del principio supremo della laicità dello Stato (art. 4 della sentenza n. 203 della Corte Costituzionale). I ragazzi è vero erano in piazza alla “Festa dello sport”, ma nel corso di attività scolastica. Atti di culto, celebrazioni religiose, quindi preghiere, non si possono svolgere in ambito scolastico. Diversamente assisteremmo ad una vera interferenza della Chiesa nell’attività dell’istituzione statale, non consentita dalla Costituzione. La Dottoressa Marescotti si è trovata quindi a difendere la legge, i valori fondanti della nostra civile convivenza, e ci pare una grave mancanza sia da parte delle istituzioni presenti che dei rappresentanti dell’informazione pubblica non aver capito o voluto sostenere il valore di legalità di cui prontamente la dirigente si è fatta carico. Ricordiamo che, se è vero che oggi la maggioranza è cattolica, è anche vero che esistono delle minoranze di pari dignità che hanno il diritto costituzionale ad essere tutelate. Invitiamo ad uscire da logiche scandalistiche e di strumentalizzazione ed a ricordare e riconoscere i valori di rispetto e di tolleranza espressi dalla nostra Costituzione. Ringraziamo la Dottoressa Marescotti per non aver taciuto.

Lettera firmata


L’UAAR protesta contro le visite pastorali 10/10/2007

Ha avuto successo la protesta organizzata dal circolo UAAR di Padova in occasione delle visite pastorali del vescovo Mattiazzo a due scuole pubbliche di Teolo (PD), dopo la sentenza TAR che non ci ha legittimato a bloccarle (ma che non ha deciso se fossero lecite).

Scheda informativa sulle visite pastorali

Il nostro volantino (pdf)

Il video della protesta

Gli articoli del Corriere del Veneto e del Mattino

La notizia sulle Ultimissime UAAR (con foto)


Scuola laica e catechismo mascherato

La curia di Padova promuove l'ora di religione come "occasione di dialogo".

L'obiettivo è esplicitamente quello di rimuovere l'ateismo, come leggiamo sui giornali locali. L'ora di religione è "insegnamento della religione cattolica", non (solo) pace e amore come sostiene la curia. Infatti gli insegnanti sono scelti dai vescovi e i programmi scritti dalla CEI d'intesa col Ministero dell'istruzione. Non rinunciano a catechizzare chi non va al catechismo: quale occasione migliore della scuola dell'obbligo?

Si dice che la secolarizzazione vanti potenti sostenitori, che peraltro l'Unione Atei di Padova non conosce. Siamo un'associazione di persone libere di ragionare, che aspirano a sostenere e rappresentare chi fa una scelta coraggiosa nell'Italia di oggi.

Gli atei non sono "indifferenti" ma chiedono che le istituzioni, e la scuola pubblica a maggior ragione, siano laiche e libere da ogni interferenza religiosa.

Lettera di protesta sulle visite pastorali a scuola 15 novembre 2006

Contributi dai soci


Manifestazione in difesa della legge 194

Arriverà nell'aula del consiglio regionale del Veneto il progetto di legge n. 3 del "movimento per la vita" che prevede la presenza di questa associazione nei consultori, negli atri e nelle corsie degli ospedali. Questa proposta è inaccettabile: viola il diritto alla privacy delle donne che ricorrono all'interruzione di gravidanza, mortifica il lavoro degli operatori dei consultori, è contro la legge 194, rappresenta una pericolosa ingerenza nelle strutture pubbliche, è un attacco alla laicità dello Stato.

L'assemblea regionale delle donne in difesa della 194 organizza una manifestazione regionale per sabato 7 ottobre a Venezia 2006, ore 14.00, con corteo dalla stazione S.Lucia a campo S.Margherita. Le promotrici della manifestazione scrivono: "Consentire ad un movimento ideologicamente nemico della legge 194 di intercettare le pazienti anteponendosi agli operatori sanitari, è uno schiaffo non solo all'applicabilità di una legge voluta dal 70% degli italiani, ma anche alla stessa laicità delle strutture sanitarie."


Smettere di aver paura degli atei

Sul giornale di domenica 28 gennaio 2006 un lettore manifesta il proprio turbamento per aver rilevato che il Comune di Padova ha concesso il Patrocinio per una nostra iniziativa, nella fattispecie una conferenza su temi educativi con relazioni di una docente dell'università patavina, di un ex ministro della Repubblica e di un dirigente scolastico.

Evidenziamo solo che in un Paese normale, in una società plurale sempre più variegata, le Istituzioni pubbliche non sono, o meglio non dovrebbero essere, al servizio di qualche particolare "concezione del mondo", e i riconoscimenti che vengono concessi in questi casi sono a prescindere dalle opinioni espresse ma rivolti agli stimoli alla discussione, al dibattito, magari tra posizioni divergenti, e alla crescita culturale, nel rispetto ovviamente delle norme di legge.

Per cui certi riflessi condizionati finiscono per apparire, più che altro, una reazione di fastidio per le "sconvenienze" del pluralismo e della democrazia.

Se alle nostre iniziative in giro per l'Italia abbiamo avuto i Patrocini da parte di Amministrazioni Comunali, Provinciali e Regionali, se siamo stati ricevuti al Quirinale, se siamo stati invitati a partecipare ad audizioni parlamentari, se siamo accreditati , attraverso la Federazione Umanista Europea, a livello comunitario, forse anche il sig. Munarini può smettere di aver paura degli atei e degli agnostici.

Che continueranno a far sentire la propria voce, e comunque, per lo meno, senza oneri per la collettività.

Marco Ferialdi
Circolo UAAR Padova

(Lettera pubblicata dal Gazzettino di Padova)


Costituito il circolo UAAR di Vicenza

Sabato 28 gennaio 2006 è stato costituito il nuovo circolo di Vicenza.

È stato eletto come coordinatore Mosè Viero: ha 29 anni, si è laureato in Storia delle Arti e Conservazione dei Beni artistici presso l’università Ca’ Foscari di Venezia. Come cassiere è stato eletto Daniele Marchioron, studente di ingegneria.


Abano: ricorso contro il crocifisso in aula al Consiglio di Stato

Ai giudici amministrativi di Palazzo Spada a Roma si è appellata Soile Lautsi, la battagliera mamma di origine finlandese, e ovviamente non cattolica, che dal 2002 sta portando avanti una vera e propria guerra privata contro i crocefissi della Vittorino da Feltre di Abano. Sotto accusa, per Soile Lautsi, è l’emarginazione e la discriminazione a cui sarebbero stati sottoposti i suoi due figli quando, circa quattro anni fa, hanno frequentato l’istituto. Lo scorso anno è arrivata la sentenza del Tar di Venezia con la quale veniva negata la richiesta della donna di togliere dalle aule il crocefisso, simbolo della religione cattolica e, a suo dire, vessillo dell’emarginazione delle minoranze religiose. Decisa a non darsi per vinta Lautsi ha così deciso di intraprendere la strada del Consiglio di Stato.

Dal Gazzettino di sabato 14 gennaio 2006


IN VENETO ALL’ESAME LA LEGGE PER L’INGRESSO DEL MOVIMENTO PER LA VITA NEI REPARTI DI GINECOLOGIA

Valpiana (PRC) - "La politica becera e intimidatoria del centro destra in merito alle scelte delle donne non si limita, come richiede il Ministro Storace, a distruggere i consultori pubblici, una delle più importanti conquiste della battaglia delle donne prevedendone la gestione da parte del Movimento per la Vita. In Veneto la V Commissione (sanità) del Consiglio Regionale ha approvato una Proposta di legge che prevede che i Movimenti e le Associazioni votati "all'aiuto alle donne orientate all'aborto" (leggi Movimento per la Vita) possano entrare non solo nei consultori ma addirittura nei reparti di ginecologia e ostetricia, nelle sale d'aspetto e negli atri degli ospedali. Unico voto contrario quello di Rifondazione Comunista. - E' quanto dichiara Tiziana Valpiana, deputata veneta di Rifondazione Comunista e capogruppo in Commissione Affari sociali della Camera - Questa legge prevede una odiosa ingerenza nella vita e nelle scelte delle donne. Una ingerenza inaccettabile. Succederà - spiega Valpiana - che una donna già in difficoltà per una scelta dolorosa dovrà anche sopportare la morale del Movimento per la vita, le intrusioni nei reparti in un momento così delicato, difficile in cui una donna è più fragile. Gireranno i volantini con le foto dei feti morti? Si colpevolizzeranno le donne per le loro scelte? Per ogni donna, nonostante quello che evidentemente pensano in molti, l'interruzione volontaria di gravidanza è una scelta difficile e dolorosa, alla quale arriva dopo aver vagliato responsabilmente ogni altra strada: quando arriva in una corsia di ospedale, deve essere rispettata e non tormentata. Le donne, invece di essere colpevolizzate, dovrebbero essere aiutate rendendo il lavoro meno precario, il diritto alla maternità sicuro, la casa e i servizi accessibili a tutti, e ricostruendo e implementando quella rete dei consultori familiari che le associazioni femministe e femminili hanno promosso e voluto fin dagli Anni Settanta proprio per sostenere le scelte riproduttive e la salute delle donne. Ora il ministro Storace, così come ha fatto quando era Presidente della Regione Lazio, vuole distruggere quei consultori tagliando i finanziamenti e dandone la gestione a chi non al rispetto delle donne si ispira, ma alla propria fondamentalista morale. Le donne – conclude Valpiana -non sono disponibili a tornare indietro e la lotta continuerà con ogni mezzo, anche contro l'approvazione dell'incostituzionale e illegale proposta del Movimento per la vita alla regione Veneto."

Roma, 14 novembre 2005


Padova: aumentano i matrimoni civili, calano quelli religiosi

Ci si sposa di meno. Ed è calato anche il numero dei residenti a Padova che arrivano a pronunciare il fatidico "sì". Sono in diminuzione, inoltre, pure le coppie che optano per il rito religioso. Questi dati emergono dal fascicolo sui matrimoni relativo al 2004, che contiene i dati elaborati sal Settore Programmazione Controllo e Statistica del Comune.

Prendendo in esame il periodo che compreso tra il 1997 e il 2004 [...] la scelta del rito religioso è passata dal dal 73% al 54% (-35%), mentre quella del rito civile è aumentata dal 27% al 46% (+55%): anche in questo ambito si è avuta un'inversione tendenza nel 2001 e 2002.


Zapatero santo subito!*

* Nota: questo slogan, ora attribuito al movimento glbt, è stato escogitato dal Segretario nazionale UAAR e portato con cartelli al Gay Pride di Milano, 4 giugno 2005.

“Come cittadino mi sento orgoglioso del fatto che il nostro Paese sia un riferimento per l’uguaglianza e il rispetto. Come uomo aspiro a che il nostro Paese sia un esempio di convivenza con uguaglianza piena di diritti per tutti. Come premier del mio Paese debbo assumere la sfida di fare della Spagna un simbolo di pace e di tolleranza.”

“La legge che consente il matrimonio agli omosessuali ci fa migliori come Paese perché dà dignità a persone che per molti anni hanno subito ingiustizie. Questa legge non toglie diritti a nessuno, ma finalmente riconosce dignità agli omosessuali. Questa legge appoggiata dalla maggioranza dei cittadini, della politica e del Parlamento, è il simbolo di ciò che deve essere una democrazia moderna.”

“Così ogni giorno diventiamo un Paese migliore.”


Habemus Habent papam

Joseph Ratzinger è il nuovo papa della Chiesa cattolica apostolica romana. Vi invitiamo alla lettura di una sua intervista a Repubblica di qualche mese fa e della omelia all’apertura del conclave: ridefinizione della laicità, chiusura verso i cambiamenti della società.

Se siete stati battezzati e non vi riconoscete nella dottrina cattolica, potete ottenere di non essere più contati come cattolici: lo sbattezzo.


TAR del Veneto respinge ricorso sui crocifissi in aula

23/03/05 - Il TAR del Veneto ha respinto il ricorso presentato dai soci Albertin e Lautsi contro l’esposizione del crocifisso nei locali scolastici.

Esprimiamo delusione per un’altra occasione persa nell’affermazione della piena laicità dello Stato. In un momento in cui, per esempio, di fatto i cardinali scomunicano i cittadini che intendono votare per un legittimo referendum e la regione Lombardia assume sacerdoti per assistere i degenti negli ospedali pubblici, ribadire la necessità della piena realizzazione dei diritti di tutti è quanto mai indispensabile.


Nuova sede del circolo

Il circolo di Padova ha ottenuto l'assegnazione di una sede, nella Casa delle Associazioni Leonardo da Vinci (ex scuola elementare omonima) in via dei Colli 108.


Il Parlamento Europeo non finanzia il Papa

Sebbene l’Unione Europea non finanzi alcuna religione, la commissione budget del Parlamento europeo aveva approvato, in prima lettura, l’emendamento 0573 che attribuisce 1'500'000 € (un milione e mezzo di euro!) per finanziare la giornata mondiale della gioventù cristiana a Colonia, Agosto 2005. Questa manifestazione è inserita negli avvenimenti per la visita del Papa per la XX Giornata Mondiale della Gioventù Cattolica sul tema “Siamo venuti per adorarlo (Mt 2,2)”.

La FHE ha sottolineato il carattere discriminatorio di questo stanziamento.

UPDATE - L’emendamento è stato rifiutato dal Parlamento Europeo nella votazione del budget 2005: la maggioranza di due terzi non è stata raggiunta.


Crocifisso a scuola

La questione dei crocifissi negli edifici pubblici va alla Corte Costituzionale, per merito dell’UAAR e di Soile Lautsi e Massimo Albertin - soci UAAR da sempre - che nel 2002 avevano chiesto al Consiglio d’istituto delle scuole statali frequentate dai figli che fossero rimossi i crocifissi dalle aule. Al rifiuto del Consiglio di istituto, nel settembre 2002, si sono rivolti al TAR del Veneto che, con l’ordinanza del 14 gennaio 2004, ha rimesso gli atti alla Corte Costituzionale.

La speranza è che il ricorso sia accolto, dopo che nell’estate del 2002 il presidente della Corte Costituzionale Cesare Ruperto, cattolico, aveva rimosso il crocifisso dall’aula delle udienze della Corte stessa, ribadendo che il principio di laicità è tra i fondamenti della Repubblica e che la presenza dei simboli religiosi negli edifici pubblici è in netto contrasto con esso.

27 ottobre - Repubblica dedica pg. 24 all’udienza presso la Corte Costituzionale. Vedi immagine (300 kb) - Articolo su Repubblica.it


“No a Buttiglione”

Se è vero che l’UAAR non fa politica, è rassicurante che la candidatura dell'on. Rocco Buttiglione come ministro europeo sia stata respinta dal Parlamento. Le sue affermazioni contrarie ai diritti delle famiglie di fatto, dei gay, delle donne, ma soprattutto la sua storia politica volta a favorire istanze cattoliche ultra-conservatrici lo rendono inadatto a rappresentare i cittadini europei che sanno essere laici e aperti ai cambiamenti sociali.

Suonano semplicemente ridicole le sue dichiarazioni, ribadite dal Presidente del Senato Pera sulla “congiura anti-cristiana” che percorrerebbe l’Europa. Nella nostra europa molti stati, tra cui l’Italia, conservano privilegi accordati al Vaticano durante regimi non propriamente democratici; il superamento della supremazia del credo cristiano su ogni altra concezione del mondo è un sicuro passo verso il progresso e la libertà.

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